Oggiono: a Villa Sironi nasce la Portineria di Comunità, un progetto sociale

Una portineria che non vuole essere soltanto un luogo di passaggio, ma uno spazio da abitare, vivere e costruire insieme. È stata inaugurata venerdì pomeriggio a Oggiono la nuova Portineria di Comunità di Villa Sironi, progetto nato dalla riqualificazione della storica portineria della villa e pensato per diventare un punto di incontro aperto alla cittadinanza, alle associazioni, alle scuole, alle famiglie e alle diverse realtà del territorio.
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Il taglio del nastro alla presenza del sindaco Chiara Narciso

Un'inaugurazione molto partecipata, alla quale hanno preso parte la cittadinanza, numerosi rappresentanti dell’amministrazione comunale, i sindaci dei Comuni del territorio e diversi esponenti dell’associazionismo oggionese. Ad accogliere i visitatori c’erano anche i ragazzi dell’associazione ''Striscia Gialla'', protagonisti di un progetto che punta proprio a rendere le persone con disabilità parte attiva della vita della comunità.
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A raccontare la nascita della Portineria è stata innanzitutto la sindaca Chiara Narciso, che ha sottolineato come il progetto rappresenti il risultato di un percorso iniziato diversi anni fa. La storica portineria di Villa Sironi, dopo essere stata per lungo tempo la casa del custode e successivamente utilizzata come magazzino, era infatti caduta progressivamente in disuso. Dal 2019 l’amministrazione comunale ha avviato un percorso di recupero, partito dal rifacimento del tetto e proseguito con un importante intervento di riqualificazione e restauro degli spazi interni, reso possibile anche grazie a un finanziamento di 450mila euro ottenuto nell’ambito di un bando per la rigenerazione urbana, a cui si sono aggiunte risorse comunali.
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Un intervento complesso, condotto anche in stretto rapporto con la Soprintendenza, vista la presenza di vincoli sull’intero complesso, che ha permesso di restituire alla comunità quello che Narciso ha definito ''un piccolo gioiellino del nostro paese''. Ma il recupero dell’edificio era soltanto una parte del progetto. Parallelamente è iniziata la riflessione su come riempire quello spazio di vita.
''I punti saldi erano che questo posto fosse vissuto'' ha spiegato la sindaca, ricordando la posizione particolarmente strategica della portineria, a pochi passi dal centro, dalla stazione, dal quartiere del Bersaglio, dai servizi e dal percorso ciclopedonale. Un luogo che può diventare anche un collegamento tra il paese e Villa Sironi, valorizzandone non soltanto gli spazi ma anche la bellezza del parco.
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E proprio la bellezza è stata indicata da Narciso come parte integrante della funzione sociale del progetto. L’idea è infatti quella di offrire alle persone più fragili la possibilità di sperimentarsi nella cura di un luogo protetto ma allo stesso tempo bello e aperto alla comunità, perché ''la bellezza è anche cura''.
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Da qui l’idea di coinvolgere le persone dello SFA Artimedia ''Striscia Gialla'', un’esperienza che affonda le proprie radici in un percorso ormai ventennale e che negli ultimi anni ha portato i ragazzi a uscire sempre più dai propri spazi per partecipare alla vita della città: dalla gestione delle casette del book crossing alla cura dei parchi, fino alla raccolta dei tappi.
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La Portineria rappresenta ora un ulteriore passo in questa direzione. ''Il concetto nuovo è bello, quello che guarda un po’ il futuro sta proprio in queste due paroline: di comunità'' ha sottolineato Narciso. L’obiettivo è infatti quello di creare un luogo capace di riallacciare rapporti tra associazioni, generazioni e cittadini, trasformando le relazioni in una delle risorse principali della comunità.
Un’idea ripresa anche da Virginio Brivio, presidente dell’Impresa Sociale Girasole, che ha descritto la nuova Portineria come una scommessa diversa rispetto all’immagine tradizionale di questo tipo di luogo. La portineria, normalmente, è uno spazio di accoglienza e di passaggio; qui l’ambizione è invece fare in modo che quei passaggi ''lascino un po’ il segno'', attraverso relazioni e attività capaci di mettere in comunicazione ambiti differenti, dal sociale alla cultura, fino alla dimensione turistica legata alla posizione di Villa Sironi.
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Virginio Brivio

''Sono tutti bisogno non solo delle palestre nelle quali alleniamo i muscoli, ma anche spesso di palestre nelle quali allenare un po’ la nostra mente e le nostre relazioni'' ha osservato Brivio, sottolineando come la Portineria possa diventare un luogo nel quale sperimentare nuove forme di incontro e collaborazione.
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Don Gabriele Lovati, intervenuto per la benedizione

Per Brivio, la sfida riguarda anche il significato stesso della rigenerazione urbana. Recuperare un edificio non significa soltanto sistemarne muri e spazi: ''non c’è nessun lavoro di mettere a posto i muri se questi muri non vengono un po’ sentiti dalla comunità, non vengono poi in qualche modo vissuti dalla comunità''. È quindi necessario che anche i servizi sociali contribuiscano a dare nuova vita agli spazi, creando occasioni nelle quali le persone possano sperimentarsi, incontrarsi e fare qualcosa insieme.
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In questa prospettiva si inserisce il ruolo dell’Impresa Sociale Girasole, realtà nata dalla collaborazione tra una trentina di Comuni e un gruppo di cooperative sociali, che negli anni ha affiancato ai servizi tradizionali la sperimentazione di nuove forme di intervento. ''Non bisogna fare solo servizi standardizzati'' ha spiegato Brivio, ma cercare anche modalità attraverso le quali ''un po’ tutta la comunità si fa cura delle fragilità'' seguendo i luoghi e i percorsi di vita delle persone.
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Elena Mauri

Per Ingrid Bonaiti, il progetto entra ora nella sua fase più importante. ''Oggi in realtà noi non andiamo ad inaugurare un progetto compiuto, finito. Oggi inauguriamo una possibilità: dove ci porterà questa possibilità, lo scopriremo insieme''. La Portineria, infatti, nasce proprio dall’idea di un luogo abitato, nel quale ci sia qualcuno che accoglie, ascolta, dà informazioni e si prende cura dello spazio, ma anche nel quale le persone possano entrare senza necessariamente avere una finalità precisa, magari semplicemente ''per curiosare, per scoprire, per tessere appunto delle relazioni''.
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Ingrid Bonaiti

È anche un cambio di paradigma per chi opera nel sociale: le persone che frequentano i servizi non sono più soltanto destinatarie di un intervento, ma diventano parte attiva del territorio, persone che ''abitano'' e contribuiscono alla vita della comunità.
A spiegare come questa idea si tradurrà nella quotidianità è stata Elena Mauri, illustrando le attività che prenderanno il via già nei prossimi giorni. In questa prima fase la Portineria sarà aperta due volte alla settimana, il mercoledì pomeriggio e il giovedì mattina. Tra le attività previste ci saranno la cura e il decoro degli spazi interni ed esterni, un punto di raccolta di materiali di riuso, un piccolo angolo dedicato a caffè e tisane e soprattutto un punto informativo sugli appuntamenti che si svolgeranno nella Portineria, a Villa Sironi e più in generale sul territorio.
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L’obiettivo, ha spiegato Mauri, non è limitarsi ad attivare «un servizio o un laboratorio», ma «sviluppare un lavoro di comunità». Per farlo, il gruppo di lavoro punta ad allargarsi progressivamente alle realtà del territorio, coinvolgendo associazioni, scuole e altri soggetti.
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Sindaci oggionesi e consiglieri regionali intervenuti all'inaugurazione oggionese

Non mancheranno poi laboratori e iniziative rivolti a pubblici differenti, con l’obiettivo di far incontrare generazioni e realtà diverse. Il primo calendario prevede appuntamenti dedicati agli over 65, alle famiglie e ai bambini, mentre per il 2027 sono già in fase di elaborazione nuove attività e momenti di sensibilizzazione.
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Si comincerà mercoledì 30 settembre, dalle 9.30 alle 11.30, con ''La mente si fa arte'', laboratorio di benessere emotivo per l’invecchiamento attivo rivolto agli over 65. Venerdì 2 ottobre, dalle 16.30 alle 18, sarà invece la volta di ''Storie che uniscono'', una lettura animata dedicata alla Festa dei Nonni, pensata per bambini dai 4 ai 9 anni insieme ai loro nonni. L’11 dicembre toccherà a ''L’inverno tra le mani'', tra letture animate e laboratori sensoriali per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni, mentre sabato 12 dicembre lo SFA Artimedia ''Striscia Gialla'' proporrà ''Natale: un addobbo tutto tuo!'', laboratorio per famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni dedicato alla realizzazione di decorazioni natalizie con materiali di riuso naturali.
Tutti gli appuntamenti sono a offerta libera; per quelli a numero limitato è prevista l’iscrizione obbligatoria.
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La Portineria avrà inoltre un ruolo nell’accoglienza dei pellegrini diretti lungo il nuovo Cammino di Sant’Agata, che collegherà Oggiono a Bergamo, diventando punto di partenza, accoglienza e registrazione dell’itinerario.
La giornata inaugurale ha voluto rappresentare concretamente proprio questo spirito. Dopo il taglio del nastro e gli interventi, i presenti sono stati coinvolti nel laboratorio ''Decora e dona la tua tazza'', a cura dello SFA Artimedia ''Striscia Gialla'': ciascuno ha potuto portare la propria tazza e decorarla insieme, trasformando un oggetto personale in un elemento dell’arredo della nuova Portineria e richiamando al tempo stesso il tema del riuso. A seguire, il rinfresco è stato servito con le stoviglie della SFAviglioteca.
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Per La Vecchia Quercia, che ha contribuito alla costruzione del progetto mettendo a disposizione competenze, personale ed esperienza, il vero obiettivo sarà ora allargare progressivamente la rete, coinvolgendo associazioni, scuole, giovani, famiglie e cittadini. Sono già stati avviati confronti con diverse realtà del territorio, tra cui il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco e Resilience Lab, partendo anche da un precedente percorso partecipativo dedicato alla valorizzazione e riattivazione dei luoghi del territorio.
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La Portineria di Comunità nasce quindi con una struttura già recuperata, un primo calendario di attività e una rete di soggetti pronti a mettersi in gioco, ma con un percorso ancora tutto da costruire. Perché, come ha sottolineato Bonaiti, «può essere relativamente facile ristrutturare un ambiente, una villa può essere ristrutturata, ma un progetto deve essere abitato». E saranno proprio le persone, con la loro presenza e la loro partecipazione, a decidere giorno dopo giorno che cosa diventerà questo nuovo spazio di Villa Sironi.
G.D.
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