Garbagnate: visite guidate con FAI e LRH alla scoperta delle infastrutture idriche

Grande partecipazione di pubblico per la visita organizzata sabato 19 settembre al Pozzo e Serbatoio Prandonici di Garbagnate Monastero, nuovo appuntamento del calendario 2026 di ''FAI rete con l’acqua'', l'iniziativa promossa da Lario Reti Holding per avvicinare i cittadini al tema della gestione delle risorse idriche e delle infrastrutture presenti sul territorio.
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I volontari delle delegazioni FAI di Lecco e Alta Brianza

Il progetto, nato dalla collaborazione tra LRH e le delegazioni FAI di Lecco e dell’Alta Brianza, permette infatti di entrare in luoghi normalmente non accessibili al pubblico, tra impianti di depurazione, pozzi, sorgenti e serbatoi, per comprendere da vicino come funziona il Servizio Idrico Integrato.
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Accompagnati dai volontari del FAI e dal personale di Lario Reti Holding, sabato i partecipanti hanno raggiunto le infrastrutture di Prandonici, scoprendo passo dopo passo il percorso compiuto dall'acqua prima di arrivare nelle case.
Protagonisti della visita sono stati il pozzo e il serbatoio, due elementi fondamentali del sistema acquedottistico locale, riqualificati nel 2025 e tornati in funzione grazie a un intervento di ammodernamento che ha restituito al territorio una preziosa fonte di approvvigionamento idrico.
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La prima parte della visita si è svolta presso il pozzo Prandonici 2, che serve il territorio di Garbagnate Monastero. In passato nell'area erano presenti due pozzi, uno dei quali venne dismesso a partire dagli anni Sessanta. Quello attualmente in funzione è un pozzo artesiano: attinge cioè da una falda acquifera racchiusa tra strati impermeabili, nella quale l’acqua si trova naturalmente in pressione.
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Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela della risorsa. Intorno al punto di captazione del pozzo è infatti presente una zona di salvaguardia con un raggio di dieci metri, pensata per proteggere la qualità dell’acqua da possibili interferenze legate a lavori o alla presenza di acque reflue nel terreno.
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Durante la visita è stato illustrato anche il funzionamento generale dell’acquedotto. L’acqua prelevata da pozzi o sorgenti viene trasportata attraverso le condutture fino ai serbatoi, che consentono di accumularla e costituiscono allo stesso tempo una riserva importante in caso di necessità. Prima dell’immissione nella rete, l’acqua viene sottoposta a differenti trattamenti per garantirne la potabilità e la sicurezza.
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La seconda parte della visita si è quindi concentrata sul sistema di accumulo e trattamento. Il percorso dell’acqua passa innanzitutto attraverso filtri a sabbia, utilizzati per la sua purificazione, per poi proseguire nelle vasche di accumulo. Qui il punto di ingresso e quello di uscita sono collocati alle estremità opposte, una soluzione che favorisce il flusso e mantiene l’acqua costantemente in movimento. Prima di raggiungere le utenze viene infine effettuata la clorazione, necessaria a contrastare la proliferazione batterica.
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A immettere successivamente l’acqua nella rete sono apposite pompe. A differenza di altri impianti, infatti, quello di Prandonici si trova a una quota che non consente di sfruttare direttamente la forza di gravità e necessita quindi di sistemi di pompaggio.
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Fondamentali sono poi i controlli effettuati lungo l’intero processo. Nel corso della visita sono stati illustrati i tre punti di prelievo utilizzati per le verifiche: direttamente al pozzo, nelle vasche di accumulo e durante la fase di clorazione. Un sistema di monitoraggio che consente di controllare la qualità dell’acqua nelle diverse fasi prima della distribuzione.
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Il percorso ha permesso così ai visitatori non soltanto di osservare strutture che abitualmente rimangono lontane dallo sguardo dei cittadini, ma anche di comprendere quante operazioni, controlli e tecnologie si nascondano dietro un gesto quotidiano e apparentemente semplice come aprire il rubinetto di casa.
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È proprio questo lo spirito di ''FAI rete con l’acqua'', iniziativa indicata dagli organizzatori come la prima del suo genere in Italia: rendere accessibile il funzionamento delle infrastrutture idriche e accrescere la consapevolezza sul valore dell’acqua, sulla sua tutela e sul lavoro necessario per garantirne sicurezza e continuità.
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Conoscere da vicino questa realtà, è stato ricordato al termine dell’incontro, significa anche diventare cittadini più consapevoli rispetto a un bene tanto essenziale quanto spesso dato per scontato.
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La partecipazione registrata a Garbagnate Monastero ha confermato l’interesse verso un patrimonio che per la maggior parte del tempo rimane nascosto sotto terra o dietro le porte degli impianti, ma che accompagna ogni giorno la vita dell’intera comunità.
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Le attività della delegazione FAI Alta Brianza proseguiranno sabato 26 e domenica 27 settembre in Villa Lavezzari, a Merate, dove saranno proposte visite guidate in occasione della mostra mercato. Il calendario continuerà poi sabato 10 e domenica 11 ottobre con le Giornate FAI d’Autunno, nuovo appuntamento dedicato alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio del territorio.
Gloria Sala
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