Nibionno: una panchina arancione e uno spettacolo dedicati a chi lotta contro la SLA

Piazza ai Caduti di Nibionno, nella serata di sabato 19 settembre, si è resa protagonista di un importante momento di riflessione.
L'amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Laura Di Terlizzi, dal vicesindaco Milena Magni, dall'assessore Davide Biffi e dalle consigliere Giuseppina Riva e Maria Riva, è stata affiancata dai cittadini e dagli esponenti di alcune associazioni del territorio durante l'inaugurazione della panchina arancione dedicata ai malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica).
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Gli amministratori di Nibionno con Daniele Lorenzet dell'Associazione Fabio Sassi OdV

''Ci abbiamo pensato tanto e volevamo sentitamente completare e continuare questo percorso di inaugurazione di panchine colorate'' ha esordito la prima cittadina, ricordando come durante l’anno siano state installate diverse panchine: quella gialla, dedicata a coloro che soffrono o hanno sofferto di problemi di bullismo e cyberbullismo, e quella viola, legata ai disturbi alimentari. ''Queste sono tematiche molto sentite dalla nostra amministrazione''.
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''Inauguriamo questa panchina con un pensiero particolare rivolto a coloro che non ci sono più e a chi sta tuttora soffrendo a causa di questa durissima malattia'' ha spiegato Di Terlizzi, ricordando poi come nel corso dei prossimi mesi ci saranno altre collocazioni. A ottobre, in occasione del mese di prevenzione della LILT, sarà inaugurata la panchina rosa, mentre a novembre sarà la volta di quella rossa, dedicata alle vittime di violenza di genere.
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''Oggi ci ritroviamo davanti a quello che non è un semplice arredo urbano. Questa panchina arancione è un gesto di verità. Nasce dal bisogno di guardare con rispetto e con coraggio ciò che spesso resta nascosto: la fragilità che la SLA porta nelle case, nei corpi, nelle relazioni e anche, purtroppo, nei silenzi. Come amministrazione abbiamo voluto fortemente questo simbolo, perché la SLA non è solo una diagnosi, è un percorso che cambia tutto: cambia i ritmi, le abitudini, la vita delle famiglie che ogni giorno si reinventano per stare accanto a chi non può più compiere da solo le azioni quotidiane. Troppo spesso chi vive questa malattia si sente invisibile. Troppo spesso chi lo accompagna si sente solo'' ha proseguito Di Terlizzi.
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''Questa panchina vuole dire una cosa semplice, ma essenziale: noi vi vediamo. Vediamo la fatica, la dignità, la paura e vediamo anche la tenacia. Vediamo le mani che sostengono, gli sguardi che chiedono aiuto, le famiglie che resistono con un amore che non fa rumore, ma che tiene sempre insieme tutto. E oggi questo gesto non sarebbe possibile senza chi, ogni giorno, trasforma la cura in presenza concreta''.
Dopo l’intervento della prima cittadina è stata presentata l'Associazione Fabio Sassi, rappresentata per l'occasione da Daniele Lorenzet, presente non solo come partner dell'amministrazione, ma anche come testimonianza viva di cosa significhi accompagnare chi è malato, illuminando ciò che spesso non si vede e restituendo dignità, ascolto e tempo.
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Il sindaco Laura Di Terlizzi

''A loro un grazie che non è formale, ma che è profondo, che viene dal cuore di tutti noi'' ha aggiunto Di Terlizzi, ricordando un'altra preziosa realtà: quella dell'Hospice Il Nespolo di Airuno, gestito proprio dalla Fabio Sassi, che rappresenta un altro pezzo fondamentale della rete di cura che si è andata a formare sul territorio.
''Questo è un luogo dove la fragilità non è un peso, ma una storia da cogliere. Dove la malattia non è un confine, ma un cammino da condividere, in cui ogni persona continua a essere un individuo con la sua vita, i suoi affetti, la sua identità'' è stato il messaggio lanciato dai volontari.
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La lettura di una testimonianza da parte del consigliere Riva

A chiudere il momento di riflessione è stata la lettura – da parte del consigliere Giuseppina Riva - di una testimonianza capace di raccontare da vicino l’esperienza di una famiglia che ha affrontato la SLA.
Testimonianza che ha poi lasciato spazio al momento tanto atteso: la scopertura della nuova panchina da parte dell'amministrazione.
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Ma le emozioni della serata non erano ancora finite: dopo un rinfresco allestito in sala consiliare, tutti al cineteatro del vicino oratorio di Tabiago per lo spettacolo ''Aspetta, ti accompagno''. Una drammaturgia corale sul bene di vivere e di morire, nata dal laboratorio teatrale della Fabio Sassi e guidata da Daniela Ferranti, autrice del testo e regista dello spettacolo. 

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Sul palco, volontari e operatori hanno portato una riflessione su ciò che spesso rimane invisibile agli occhi: la delicatezza delle cure palliative, il valore della presenza, la parola capace di accompagnare e anche il silenzio che, in alcuni momenti, può diventare una forma di consolazione. 
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Al termine dello spettacolo, spazio ad un dibattito aperto con il dottor Andrea Millul, medico palliativista, che ha fornito lo spunto per continuare a parlare di temi importanti come dignità, cura e presenza, lasciando spazio alle domande e alle riflessioni del pubblico.
Sabato sera Nibionno ha dimostrato, ancora una volta, di essere una comunità che non ha paura di guardare in faccia le fragilità, di parlarne, di condividerle e di trasformarle in presenza, ascolto e consapevolezza.

Un grazie sincero a tutte le persone che hanno partecipato all’inaugurazione della Panchina Arancione, simbolo di sensibilizzazione verso chi convive con la SLA e verso le famiglie che ogni giorno affrontano una malattia che imprigiona il corpo ma lascia la mente lucida, vigile, pienamente presente.

Un tema forte, complesso, che come Amministrazione Comunale abbiamo voluto affrontare con responsabilità e con il coraggio di dire che la vicinanza non è mai superflua.

Grazie ai volontari dell’Associazione Fabio Sassi OdV, che con la loro rappresentazione teatrale "Aspetta, ti accompagno" hanno portato sul palco ciò che spesso resta invisibile: la delicatezza delle cure, la forza dell’accompagnamento, la dignità del tempo condiviso.
Un racconto che ha toccato, aperto, fatto respirare più lentamente.

E un ringraziamento speciale al Dott. Andrea Millul, per il suo intervento chiaro, esaustivo e profondamente umano.
Le sue parole hanno aiutato tutti noi a comprendere meglio la realtà della SLA, ricordandoci che dietro ogni diagnosi c’è una persona che pensa, sente, ama, spera.


Ieri sera abbiamo fatto qualcosa di importante: abbiamo scelto di esserci.
E quando una comunità si stringe, nessuno resta solo.

Il sindaco Laura Di Terlizzi
I.M.
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