Dolzago, sferrò una coltellata al compagno: a fine mese l'udienza per tentato omicidio
Cinque mesi fa aveva sferrato una coltellata al compagno al termine di un'accesa lite. Arrestata e tradotta in carcere a Como – dove è rimasta per qualche settimana - sul finire di questo mese comparirà al cospetto del giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi per definire la propria posizione.
L'episodio di violenza si era consumato il 24 aprile scorso all'interno dell'abitazione condivisa dalla coppia, nel cuore di Dolzago. Un litigio dapprima verbale (che a quanto pare aveva preso il via già nel pomeriggio) era poi degenerato in violenza, con il ferimento dell'uomo classe 1982 da parte della compagna, di sette anni più giovane.
Le urla avevano attirato l’attenzione dei residenti, facendo scattare l’allarme. Sul posto – a pochi passi da scuola primaria e municipio - si erano portati i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Merate, intervenuti con più pattuglie e rimasti a lungo in zona per eseguire gli accertamenti di rito.

Il 44enne - ferito dal fendente all'altezza della spalla – dopo le prime cure prestategli in loco, era stato trasportato all'ospedale Manzoni di Lecco dove è rimasto ricoverato per qualche tempo, in osservazione.
Nonostante le sue condizioni in prima battuta avessero destato grande preoccupazione, la lama non aveva colpito organi vitali, dunque il dolzaghese era riuscito a cavarsela.
Per la donna erano scattate le manette, con la successiva traduzione nel carcere di Como, dotato di una sezione femminile, dove è rimasta per alcune settimane. Il suo legale aveva quindi presentato un’istanza per ottenere un’attenuazione della misura cautelare: istanza accolta, con la concessione degli arresti domiciliari, che la 37enne sta scontando in un luogo diverso da quello in cui si era consumata la violenta lite.
La prossima settimana la donna comparirà davanti al GUP per rispondere dell’accusa di tentato omicidio. La consulenza tecnica disposta dalla Procura nei giorni successivi all’episodio di violenza avrebbe consentito di ricostruire, oltre agli aspetti sanitari, anche il contesto nel quale era maturata l’aggressione, fornendo elementi che avrebbero portato il pm titolare dell’indagine a modificare l’ipotesi di reato. Se inizialmente alla dolzaghese erano infatti contestate le lesioni personali, oggi è chiamata a rispondere di tentato omicidio.
A questo proposito il difensore avrebbe manifestato l'intenzione di avvalersi del rito abbreviato (che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena), condizionato però all'escussione della parte offesa, dunque del compagno dell'imputata. Qualora la richiesta non dovesse essere accolta, si passerà probabilmente ad un abbreviato secco, con la discussione che – in entrambi i casi – dovrebbe slittare all'udienza successiva.
L'episodio di violenza si era consumato il 24 aprile scorso all'interno dell'abitazione condivisa dalla coppia, nel cuore di Dolzago. Un litigio dapprima verbale (che a quanto pare aveva preso il via già nel pomeriggio) era poi degenerato in violenza, con il ferimento dell'uomo classe 1982 da parte della compagna, di sette anni più giovane.
Le urla avevano attirato l’attenzione dei residenti, facendo scattare l’allarme. Sul posto – a pochi passi da scuola primaria e municipio - si erano portati i sanitari del 118 e i Carabinieri della Compagnia di Merate, intervenuti con più pattuglie e rimasti a lungo in zona per eseguire gli accertamenti di rito.

Il 44enne - ferito dal fendente all'altezza della spalla – dopo le prime cure prestategli in loco, era stato trasportato all'ospedale Manzoni di Lecco dove è rimasto ricoverato per qualche tempo, in osservazione.
Nonostante le sue condizioni in prima battuta avessero destato grande preoccupazione, la lama non aveva colpito organi vitali, dunque il dolzaghese era riuscito a cavarsela.
Per la donna erano scattate le manette, con la successiva traduzione nel carcere di Como, dotato di una sezione femminile, dove è rimasta per alcune settimane. Il suo legale aveva quindi presentato un’istanza per ottenere un’attenuazione della misura cautelare: istanza accolta, con la concessione degli arresti domiciliari, che la 37enne sta scontando in un luogo diverso da quello in cui si era consumata la violenta lite.
La prossima settimana la donna comparirà davanti al GUP per rispondere dell’accusa di tentato omicidio. La consulenza tecnica disposta dalla Procura nei giorni successivi all’episodio di violenza avrebbe consentito di ricostruire, oltre agli aspetti sanitari, anche il contesto nel quale era maturata l’aggressione, fornendo elementi che avrebbero portato il pm titolare dell’indagine a modificare l’ipotesi di reato. Se inizialmente alla dolzaghese erano infatti contestate le lesioni personali, oggi è chiamata a rispondere di tentato omicidio.
A questo proposito il difensore avrebbe manifestato l'intenzione di avvalersi del rito abbreviato (che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena), condizionato però all'escussione della parte offesa, dunque del compagno dell'imputata. Qualora la richiesta non dovesse essere accolta, si passerà probabilmente ad un abbreviato secco, con la discussione che – in entrambi i casi – dovrebbe slittare all'udienza successiva.



















