Regione: il consiglio approva la Legge Zamperini sulle foreste
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il Progetto di legge 158 "Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali", a prima firma del consigliere regionale Giacomo Zamperini (FDI). Il provvedimento introduce strumenti per favorire la gestione attiva dei boschi, superare la frammentazione fondiaria delle proprietà, sostenere i servizi ecosistemici e valorizzare la filiera bosco-legno-energia locale.
"Oggi, per la prima volta in Italia, sanciamo un nuovo principio normativo: i boschi non vanno abbandonati, la natura non si autotutela e la gestione forestale attiva dell'uomo è l'unica via per garantire sostenibilità ambientale ed economica attraverso la filiera bosco-legno-energia, la valorizzazione della biomassa legnosa e lo sviluppo dell’energia agroforestale. Da una parte, si investe sulla sicurezza e sulla prevenzione dei dissesti idrogeologici e degli incendi boschivi che hanno interessato recentemente il territorio lombardo. Dall’altra, si riconosce anche il valore ecosistemico di chi si impegna, per lavoro o per passione, nel prendersi cura del bosco. Questa legge rappresenta un'opportunità che vogliamo e dobbiamo cogliere, un punto di partenza per trasformare quello che oggi è un problema in occasione di crescita”, questo il commento del consigliere Zamperini.
Gli fa eco all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi: “Con l’approvazione in Consiglio regionale del progetto di legge 158 sulle iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali, la Lombardia rafforza il sostegno alla strategica filiera bosco-legno-energia e offre nuove prospettive al territorio lombardo, che per il 26% è coperto da boschi, per circa 618mila ettari. Si partirà in un primo momento con gli Ambiti per la Gestione Forestale Sostenibile. Allo stesso tempo vengono rilanciati gli obiettivi ecosistemici, mettendo a disposizione risorse economiche per il biennio 2027-2028, così da avviare una fase sperimentale in grado di rafforzare gli aspetti ambientali, alla luce anche del fatto che le foreste lombarde assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂, e il ritorno economico che deve accompagnare una gestione flessibile degli interventi forestali”.
Uno degli strumenti centrali introdotti sono gli Ambiti per la Gestione Forestale e del Territorio Agro-Silvo-Pastorale Sostenibile (AGFS), una sorta di "condomini forestali": proprietari diversi potranno mettere insieme piccoli appezzamenti e affidare la gestione a un unico soggetto, creando una massa critica che renda possibili interventi oggi difficili da realizzare, superando anche il tema dei terreni silenti, sburocratizzando e semplificando gli interventi necessari al mantenimento del patrimonio boschivo.
"È un cambio di metodo: tanti piccoli proprietari possono organizzarsi insieme per gestire meglio il proprio patrimonio ed evitare il fenomeno del frammentano fondiario”, evidenzia Zamperini. Una sorta di condominio forestale la cui gestione sarà affidata ad un amministratore che permetterà di fare massa critica e portare vantaggi, anche di tipo economico, a chi si occupa del proprio bosco. Non ci sarà nessuna forma di esproprio: la proprietà privata resta tutelata, mentre la gestione coordinata renderà i boschi più sicuri, creando anche opportunità economiche".
La legge mette a disposizione 600 mila euro per sostenere l’avvio degli AGFS e riconosce il valore dei servizi ecosistemici prodotti dalle foreste, dalla tutela dell’acqua e del suolo alla biodiversità, dalla prevenzione del rischio all’assorbimento del carbonio.
"Se il bosco produce benefici per tutta la comunità, è giusto che questi vengano riconosciuti anche a chi si è da sempre occupato della pulizia e della manutenzione del bosco, come associazioni ambientaliste, venatorie, micologiche, escursionistiche ed altre ancora. La gestione forestale non deve essere vista soltanto come un costo, ma anche come un investimento sulla sicurezza e sulla qualità del territorio", conclude Zamperini.
Il provvedimento punta, inoltre, a valorizzare la filiera bosco-legno-energia, la biomassa legnosa e le energie agroforestali, con l’obiettivo di trasformare una risorsa dei territori montani in lavoro, energia e valore economico locale. Infine, il PDL interviene sui terreni silenti, consentendo gli interventi necessari alla sicurezza e alla gestione dei terreni forestali quando non sia possibile individuare o contattare il proprietario, tutelandone comunque il diritto di proprietà. Sono inoltre previste misure di semplificazione e una programmazione annuale degli interventi.
"Oggi, per la prima volta in Italia, sanciamo un nuovo principio normativo: i boschi non vanno abbandonati, la natura non si autotutela e la gestione forestale attiva dell'uomo è l'unica via per garantire sostenibilità ambientale ed economica attraverso la filiera bosco-legno-energia, la valorizzazione della biomassa legnosa e lo sviluppo dell’energia agroforestale. Da una parte, si investe sulla sicurezza e sulla prevenzione dei dissesti idrogeologici e degli incendi boschivi che hanno interessato recentemente il territorio lombardo. Dall’altra, si riconosce anche il valore ecosistemico di chi si impegna, per lavoro o per passione, nel prendersi cura del bosco. Questa legge rappresenta un'opportunità che vogliamo e dobbiamo cogliere, un punto di partenza per trasformare quello che oggi è un problema in occasione di crescita”, questo il commento del consigliere Zamperini.
Gli fa eco all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi: “Con l’approvazione in Consiglio regionale del progetto di legge 158 sulle iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali, la Lombardia rafforza il sostegno alla strategica filiera bosco-legno-energia e offre nuove prospettive al territorio lombardo, che per il 26% è coperto da boschi, per circa 618mila ettari. Si partirà in un primo momento con gli Ambiti per la Gestione Forestale Sostenibile. Allo stesso tempo vengono rilanciati gli obiettivi ecosistemici, mettendo a disposizione risorse economiche per il biennio 2027-2028, così da avviare una fase sperimentale in grado di rafforzare gli aspetti ambientali, alla luce anche del fatto che le foreste lombarde assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂, e il ritorno economico che deve accompagnare una gestione flessibile degli interventi forestali”.
Uno degli strumenti centrali introdotti sono gli Ambiti per la Gestione Forestale e del Territorio Agro-Silvo-Pastorale Sostenibile (AGFS), una sorta di "condomini forestali": proprietari diversi potranno mettere insieme piccoli appezzamenti e affidare la gestione a un unico soggetto, creando una massa critica che renda possibili interventi oggi difficili da realizzare, superando anche il tema dei terreni silenti, sburocratizzando e semplificando gli interventi necessari al mantenimento del patrimonio boschivo.
"È un cambio di metodo: tanti piccoli proprietari possono organizzarsi insieme per gestire meglio il proprio patrimonio ed evitare il fenomeno del frammentano fondiario”, evidenzia Zamperini. Una sorta di condominio forestale la cui gestione sarà affidata ad un amministratore che permetterà di fare massa critica e portare vantaggi, anche di tipo economico, a chi si occupa del proprio bosco. Non ci sarà nessuna forma di esproprio: la proprietà privata resta tutelata, mentre la gestione coordinata renderà i boschi più sicuri, creando anche opportunità economiche".
La legge mette a disposizione 600 mila euro per sostenere l’avvio degli AGFS e riconosce il valore dei servizi ecosistemici prodotti dalle foreste, dalla tutela dell’acqua e del suolo alla biodiversità, dalla prevenzione del rischio all’assorbimento del carbonio.
"Se il bosco produce benefici per tutta la comunità, è giusto che questi vengano riconosciuti anche a chi si è da sempre occupato della pulizia e della manutenzione del bosco, come associazioni ambientaliste, venatorie, micologiche, escursionistiche ed altre ancora. La gestione forestale non deve essere vista soltanto come un costo, ma anche come un investimento sulla sicurezza e sulla qualità del territorio", conclude Zamperini.
Il provvedimento punta, inoltre, a valorizzare la filiera bosco-legno-energia, la biomassa legnosa e le energie agroforestali, con l’obiettivo di trasformare una risorsa dei territori montani in lavoro, energia e valore economico locale. Infine, il PDL interviene sui terreni silenti, consentendo gli interventi necessari alla sicurezza e alla gestione dei terreni forestali quando non sia possibile individuare o contattare il proprietario, tutelandone comunque il diritto di proprietà. Sono inoltre previste misure di semplificazione e una programmazione annuale degli interventi.



















