Ostetrica a domicilio, Fragomeli (Pd): ''servizio proposto da noi''

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In tutta la Lombardia i neogenitori potranno contare sulla visita a domicilio di un’ostetrica. Lo ha deciso la Giunta regionale, concludendo un percorso iniziato dal Gruppo regionale del Pd, attraverso ordini del giorno ed emendamenti al bilancio approvati dall’Aula negli ultimi tre anni. Il servizio di ostetrica a domicilio è stato dapprima sperimentato con successo e ora verrà esteso a tutta la regione, per ora fino a fine 2027, con uno stanziamento di 700mila euro.

''È un risultato che ci soddisfa molto perché abbiamo sempre ritenuto che per le neomamme e i neopapà potesse essere un aiuto concreto. Anche perché, e ne ho avuto conferma durante le mie visite nei consultori della provincia di Lecco, il contatto per la prima visita post parto non è sempre semplice per le puerpere che si sono rivolte a ospedali di altre Asst. Con la sperimentazione, anche nel lecchese saranno a disposizione dei genitori una serie di professionalità di supporto come le ostetriche. Quindi, lavorando su temi concreti e sulle vere necessità delle famiglie, abbiamo portato a casa un risultato importante su una richiesta che poi Regione ha fatto sua, ma parte dalla nostra sensibilità'', commenta Gian Mario Fragomeli, consigliere regionale del Pd.

Il servizio, definito tecnicamente di ‘Continuità assistenziale ostetrica’, prevede che entro una settimana dalle dimissioni dal reparto maternità, una professionista faccia visita alla mamma e al nuovo nato per constatare lo stato di salute di entrambi, per fornire eventuale supporto nella cura del bambino e anche per valutare eventuali problemi, compreso il manifestarsi di depressione post-partum, che colpisce in Lombardia il 10% delle donne in gravidanza o post gravidanza. In caso ne venga riscontrata la necessità, l’equipe medica dispone ulteriori visite e consulenze specialistiche. 

''È dimostrato che la buona salute psicofisica materna favorisca lo sviluppo sano del neonato, quindi supportare le donne e prevenire eventuali problemi è, di fatto, un investimento per la salute dell’intera famiglia. In concreto, il servizio funzionerà così: l’operatrice ha indicazioni di utilizzare una scheda di continuità assistenziale ostetrica per la valutazione delle priorità e una griglia di rilevazione del rischio sociale. La prima individua tre livelli di priorità della presa in carico, da bassa a medio-alta, con relativa indicazione di visita a domicilio entro 7, 5 o 3 giorni dalle dimissioni. La seconda identifica eventuali condizioni di rischio che consentono di attivare interventi addizionali'' spiega il dem.

''L’arrivo di un figlio o di una figlia è un fatto che cambia la vita delle persone. È un momento molto delicato, in cui accadono cose molto belle, ma possono anche presentarsi difficoltà. L’ostetrica è un aiuto concreto per sciogliere i primi dubbi e per accompagnare i genitori nella gestione del neonato e della nuova quotidianità. Questo provvedimento è davvero un passo avanti e siamo contenti di poter dire che lo abbiamo voluto, seguito e alla fine ottenuto'', conclude Fragomeli.
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