La piramide leghista sul nuovo Ponte chiede notizie al PD
L’iniziativa dei quattro sindaci di cosiddetta prima fascia rispetto al ponte San Michele, di invitare il ministro Salvini a visitare il territorio, approfittando del raduno di Pontida, lascia a dir poco interdetti.
Soprattutto perché l’indomani, cioè lunedì 21 settembre, la minoranza in Consiglio comunale composta da due leghisti e un esponente di FdI, sottoponeva al sindaco Mattia Salvioni una lunga e articolata interrogazione sulla posizione di Merate rispetto al progetto del nuovo ponte e aggiornamenti sull’andamento del confronto tra Comuni, provincia, regione e RFI.
Il paradosso è che a leggere l’interrogazione è stata l’avvocata Paola Panzeri, leghista, magari meno nota dalle nostre parti ma, evidentemente molto considerata ai piani alti del Carroccio. Tra le diverse cariche in aziende pubbliche la Panzeri occupa un posto di consigliere indipendente in Snam Spa (settore Energia, ricerca e distribuzione gas e idrocarburi), in Ircss Policlinico San Matteo di Pavia (uno degli ospedali più importanti d’Italia) in rappresentanza di Regione Lombardia e in FNM Spa (ferrovie nord Milano), inserita nella lista presentata da Ferrovie dello Stato Italiane Spa.
Dunque un peso medio-massimo nel planetario leghista. Accanto all’Avvocata siede Massimo Panzeri, esponente di lunghissimo corso del Carroccio, capogruppo e ex sindaco di Merate.
Sopra abbiamo altri due leghisti di medio peso: Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco e Mattia Micheli, vice presidente.
Un gradino più su troviamo Mauro Piazza, leghista anche se non di lungo corso, sottosegretario con delega all’autonomia e ai rapporti con il Consiglio regionale.
Saliamo ancora la scala gerarchica e troviamo Claudia Maria Terzi, avvocata, assessora regionale con delega alle infrastrutture e opere pubbliche dal 2022 e, prima di allora, deputata e assessore regionale ai Trasporti.
In cima alla piramide leghista siede Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture con la fissazione per i 3,3 km del ponte sullo stretto di Messina.
Ebbene, con questa catena di comando, è toccato a quattro piccoli sindaci di altrettanto piccoli comuni portarsi a Pontida per consegnare una lettera-invito al ministro Salvini affinché constati con i propri occhi l’assurdità di voler costruire il nuovo ponte accanto al San Michele senza minimamente preoccuparsi della rete stradale circostante né dei collegamenti con le grandi arterie autostradali.
Un osservatore esterno ci resterebbe secco. Per rianimarlo lo si deve informare che - a scatola chiusa e sempre senza preoccuparsi né dei 60 treni merci/giorno (e notte), né dei 14mila veicoli/giorno né dei 2.000 mezzi pesanti/giorno in transito per le viuzze tra Verderio Robbiate Paderno ecc. - i livelli istituzionali leghisti sono favorevoli al progetto di RFI, con in testa una entusiastica Hofmann.
Detto ciò, lunedì sera abbiamo trovato conferma dell’inconsistenza politica di Mattia Salvioni. Per un buon venti minuti ha risposto alle interrogazioni surreale dei leghisti. Lasciando intendere di essere d’accordo con RFI o quanto meno di essersi arreso. Un altro, appena un po’ scafato, avrebbe azzannato l’avvocata Panzeri chiedendo a lei, e non viceversa, notizie sul progetto e, soprattutto sollecitando un suo intervento diretto sul Ministro affinché sieda al tavolo col territorio e analizzi le ipotesi alternative ch(e ci sono).
Il colmo – davvero il ridicolo non ha confini – è che al termine dei venti minuti l’interrogante si è dichiarata insoddisfatta delle risposte ottenute.
A Paola Panzeri il premio “faccia tosta”; a Mattia Salvioni un sincero augurio di tornare a analizzare e certificare i bilanci degli altri.
Soprattutto perché l’indomani, cioè lunedì 21 settembre, la minoranza in Consiglio comunale composta da due leghisti e un esponente di FdI, sottoponeva al sindaco Mattia Salvioni una lunga e articolata interrogazione sulla posizione di Merate rispetto al progetto del nuovo ponte e aggiornamenti sull’andamento del confronto tra Comuni, provincia, regione e RFI.
Il paradosso è che a leggere l’interrogazione è stata l’avvocata Paola Panzeri, leghista, magari meno nota dalle nostre parti ma, evidentemente molto considerata ai piani alti del Carroccio. Tra le diverse cariche in aziende pubbliche la Panzeri occupa un posto di consigliere indipendente in Snam Spa (settore Energia, ricerca e distribuzione gas e idrocarburi), in Ircss Policlinico San Matteo di Pavia (uno degli ospedali più importanti d’Italia) in rappresentanza di Regione Lombardia e in FNM Spa (ferrovie nord Milano), inserita nella lista presentata da Ferrovie dello Stato Italiane Spa.
Dunque un peso medio-massimo nel planetario leghista. Accanto all’Avvocata siede Massimo Panzeri, esponente di lunghissimo corso del Carroccio, capogruppo e ex sindaco di Merate.
Sopra abbiamo altri due leghisti di medio peso: Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco e Mattia Micheli, vice presidente.
Un gradino più su troviamo Mauro Piazza, leghista anche se non di lungo corso, sottosegretario con delega all’autonomia e ai rapporti con il Consiglio regionale.
Saliamo ancora la scala gerarchica e troviamo Claudia Maria Terzi, avvocata, assessora regionale con delega alle infrastrutture e opere pubbliche dal 2022 e, prima di allora, deputata e assessore regionale ai Trasporti.
In cima alla piramide leghista siede Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture con la fissazione per i 3,3 km del ponte sullo stretto di Messina.
Ebbene, con questa catena di comando, è toccato a quattro piccoli sindaci di altrettanto piccoli comuni portarsi a Pontida per consegnare una lettera-invito al ministro Salvini affinché constati con i propri occhi l’assurdità di voler costruire il nuovo ponte accanto al San Michele senza minimamente preoccuparsi della rete stradale circostante né dei collegamenti con le grandi arterie autostradali.
Un osservatore esterno ci resterebbe secco. Per rianimarlo lo si deve informare che - a scatola chiusa e sempre senza preoccuparsi né dei 60 treni merci/giorno (e notte), né dei 14mila veicoli/giorno né dei 2.000 mezzi pesanti/giorno in transito per le viuzze tra Verderio Robbiate Paderno ecc. - i livelli istituzionali leghisti sono favorevoli al progetto di RFI, con in testa una entusiastica Hofmann.
Detto ciò, lunedì sera abbiamo trovato conferma dell’inconsistenza politica di Mattia Salvioni. Per un buon venti minuti ha risposto alle interrogazioni surreale dei leghisti. Lasciando intendere di essere d’accordo con RFI o quanto meno di essersi arreso. Un altro, appena un po’ scafato, avrebbe azzannato l’avvocata Panzeri chiedendo a lei, e non viceversa, notizie sul progetto e, soprattutto sollecitando un suo intervento diretto sul Ministro affinché sieda al tavolo col territorio e analizzi le ipotesi alternative ch(e ci sono).
Il colmo – davvero il ridicolo non ha confini – è che al termine dei venti minuti l’interrogante si è dichiarata insoddisfatta delle risposte ottenute.
A Paola Panzeri il premio “faccia tosta”; a Mattia Salvioni un sincero augurio di tornare a analizzare e certificare i bilanci degli altri.
Claudio Brambilla


















