Monticello: don Adriano e Arianna (OMG) scrivono ai fedeli da Cuba e dal Perù
A distanza di qualche settimana dal suo ritorno a Cuba, dopo un periodo trascorso in Italia, don Adriano Valagussa torna a scrivere alle Parrocchie di Monticello, con le quali aveva collaborato per un breve periodo prima di dare il via al proprio mandato di Fidei Donum a Palma Soriano. Un'esperienza che ormai va avanti da quasi dieci anni, ma che – nonostante le difficoltà incontrate nell'ultimo periodo – non sembra aver scalfito la forza e la passione del sacerdote verderiese, a lungo parroco a Cassago.

Nel suo ultimo scritto rivolto a don Marco Crippa e ai fedeli monticellesi, don Adriano racconta la situazione a Cuba, piegata da gravissimi problemi economici e sociali. La povertà è ormai una costante: ''Continuamente arriva gente che chiede da mangiare. Molti mangiano una volta al giorno anche perché la corrente arriva per poco tempo, mentre i prezzi continuano a crescere. Ogni giorno c’è una fila impressionante davanti alla banca in attesa di poter prendere lo stipendio. C’è chi arriva alle tre del mattino per essere tra i primi o per occupare uno dei primi posti che poi vende a chi arriva dopo. Il tutto nella speranza che quando apre la banca ci sia la corrente e la connessione, altrimenti bisogna semplicemente aspettare'' si legge nella corrispondenza del religioso che segnala però l'arrivo del petrolio dagli Stati Uniti. Seppur il prezzo sia alto, ''l'importante – rileva don Adriano – è che ci sia''.
C'è da dire che se l'economia del Paese è in ginocchio, ''è aumentato il numero delle persone che vengono per l’incontro o per la Messa''. Nel frattempo il sacerdote e i collaboratori visitano le famiglie in difficoltà, per portare loro le medicine, dando assistenza umana e spirituale. In parrocchia poi, la partecipazione alle attività è molto aumentata con l’arrivo dei nuovi battezzati.

In questi giorni è iniziata la scuola però, ''mancano molti professori per cui l’orario è ridotto. Quest’anno non ci sono le divise per la scuola sia per i piccoli che per i grandi e ogni famiglia deve arrangiarsi a procurarsi quaderni e materiale per scrivere''.
Per quanto riguarda gli anziani, con il vescovo si sta valutando la possibilità di ''comprare una casa grande in una zona della periferia nord della città dove poter aprire un secondo comedor per gli anziani che non hanno da mangiare e per diverse attività sia per i bambini che gli adulti. Questa casa sarà anche il luogo di una comunità nella zona nord della città''.
I giovani tuttavia, sono sempre di meno: ''un buon numero ha deciso di lasciare Cuba e andare in altre nazioni perché non vedono un futuro per loro qui. Cuba sta sempre più diventando un paese di anziani. L’economia è ferma. Quest’anno non hanno fatto nemmeno la raccolta della canna da zucchero. C’è un aumento vertiginoso della violenza, ma c’è anche tanta gente che senza far rumore fa il bene, è attenta a chi ha più bisogno, condivide quel poco che ha, cerca un senso alla propria vita…è questa la vera speranza per Cuba''.
Nelle carceri la situazione è diventata invivibile, con i detenuti senza medicine né cibo e le loro famiglie che chiedono aiuto alla Parrocchia: ''il mese scorso erano 99. Noi diamo un po’ di soldi per permettere loro di andare a visitarli una volta al mese e un aiuto alimentare''.
Lo scritto di don Adriano si chiude con la richiesta – a chi lo vorrà - di inviare eventuali aiuti, soprattutto medicinali e cibo. ''Vi ringrazio per il vostro sostegno, il vostro affetto e la vostra preghiera come anche noi preghiamo per voi''.
Quella del missionario non è l'unica lettera pervenuta in questi giorni alle Parrocchie di Monticello e condivisa attraverso l'informatore. A scrivere è stata anche Arianna Redaelli, in Perù da quasi due anni con l'Operazione Mato Grosso (ne avevamo parlato QUI), rivolgendosi soprattutto ai più piccoli. ''Vi ringrazio di aver sostenuto con grande generosità questa iniziativa a favore dei bambini del Puericultorio di Lima. Grazie al vostro aiuto è possibile dar loro tutto il materiale scolastico di cui hanno bisogno per partecipare alle attività scolastiche proprio come voi. Nella nostra scuola elementare che è privata e completamente gratuita, accogliamo, oltre ai bambini del nostro orfanotrofio, anche i bimbi dei quartieri più poveri di Lima. Sono giovani che nonostante abbiano una famiglia, spesso non si trovano nelle condizioni economiche e sociali per poter frequentare altre scuole e ricevere il materiale scolastico necessario. A scuola offriamo anche il pranzo a tutti e per alcuni di loro rappresenta l'unico pasto della giornata'' le parole della volontaria monticellese, per conto di tutti i bambini della scuola "I.E.P. Padre Hugo" e di tutto il Puericultorio.

Don Adriano Valagussa
Nel suo ultimo scritto rivolto a don Marco Crippa e ai fedeli monticellesi, don Adriano racconta la situazione a Cuba, piegata da gravissimi problemi economici e sociali. La povertà è ormai una costante: ''Continuamente arriva gente che chiede da mangiare. Molti mangiano una volta al giorno anche perché la corrente arriva per poco tempo, mentre i prezzi continuano a crescere. Ogni giorno c’è una fila impressionante davanti alla banca in attesa di poter prendere lo stipendio. C’è chi arriva alle tre del mattino per essere tra i primi o per occupare uno dei primi posti che poi vende a chi arriva dopo. Il tutto nella speranza che quando apre la banca ci sia la corrente e la connessione, altrimenti bisogna semplicemente aspettare'' si legge nella corrispondenza del religioso che segnala però l'arrivo del petrolio dagli Stati Uniti. Seppur il prezzo sia alto, ''l'importante – rileva don Adriano – è che ci sia''.
C'è da dire che se l'economia del Paese è in ginocchio, ''è aumentato il numero delle persone che vengono per l’incontro o per la Messa''. Nel frattempo il sacerdote e i collaboratori visitano le famiglie in difficoltà, per portare loro le medicine, dando assistenza umana e spirituale. In parrocchia poi, la partecipazione alle attività è molto aumentata con l’arrivo dei nuovi battezzati.

Il sacerdote durante la visita dell'Arcivescovo Delpini nell'estate 2025
In questi giorni è iniziata la scuola però, ''mancano molti professori per cui l’orario è ridotto. Quest’anno non ci sono le divise per la scuola sia per i piccoli che per i grandi e ogni famiglia deve arrangiarsi a procurarsi quaderni e materiale per scrivere''.
Per quanto riguarda gli anziani, con il vescovo si sta valutando la possibilità di ''comprare una casa grande in una zona della periferia nord della città dove poter aprire un secondo comedor per gli anziani che non hanno da mangiare e per diverse attività sia per i bambini che gli adulti. Questa casa sarà anche il luogo di una comunità nella zona nord della città''.
I giovani tuttavia, sono sempre di meno: ''un buon numero ha deciso di lasciare Cuba e andare in altre nazioni perché non vedono un futuro per loro qui. Cuba sta sempre più diventando un paese di anziani. L’economia è ferma. Quest’anno non hanno fatto nemmeno la raccolta della canna da zucchero. C’è un aumento vertiginoso della violenza, ma c’è anche tanta gente che senza far rumore fa il bene, è attenta a chi ha più bisogno, condivide quel poco che ha, cerca un senso alla propria vita…è questa la vera speranza per Cuba''.
Nelle carceri la situazione è diventata invivibile, con i detenuti senza medicine né cibo e le loro famiglie che chiedono aiuto alla Parrocchia: ''il mese scorso erano 99. Noi diamo un po’ di soldi per permettere loro di andare a visitarli una volta al mese e un aiuto alimentare''.
Lo scritto di don Adriano si chiude con la richiesta – a chi lo vorrà - di inviare eventuali aiuti, soprattutto medicinali e cibo. ''Vi ringrazio per il vostro sostegno, il vostro affetto e la vostra preghiera come anche noi preghiamo per voi''.

Arianna Redaelli
Quella del missionario non è l'unica lettera pervenuta in questi giorni alle Parrocchie di Monticello e condivisa attraverso l'informatore. A scrivere è stata anche Arianna Redaelli, in Perù da quasi due anni con l'Operazione Mato Grosso (ne avevamo parlato QUI), rivolgendosi soprattutto ai più piccoli. ''Vi ringrazio di aver sostenuto con grande generosità questa iniziativa a favore dei bambini del Puericultorio di Lima. Grazie al vostro aiuto è possibile dar loro tutto il materiale scolastico di cui hanno bisogno per partecipare alle attività scolastiche proprio come voi. Nella nostra scuola elementare che è privata e completamente gratuita, accogliamo, oltre ai bambini del nostro orfanotrofio, anche i bimbi dei quartieri più poveri di Lima. Sono giovani che nonostante abbiano una famiglia, spesso non si trovano nelle condizioni economiche e sociali per poter frequentare altre scuole e ricevere il materiale scolastico necessario. A scuola offriamo anche il pranzo a tutti e per alcuni di loro rappresenta l'unico pasto della giornata'' le parole della volontaria monticellese, per conto di tutti i bambini della scuola "I.E.P. Padre Hugo" e di tutto il Puericultorio.
G.C.



















