Giovani e Imprese: incontro per costruire un nuovo rapporto
Si è tenuto il 24 settembre - nella sede di Lecco dell’Associazione - l’incontro dal titolo Un dialogo possibile? Costruire un rapporto nuovo fra giovani e imprese, proposto dal Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio per indagare premesse e dinamiche alla base delle future relazioni fra giovani generazioni e sistema produttivo.
All'incontro, introdotto da Federica Russo, Responsabile Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio, sono intervenuti: per il punto di vista delle imprese, Margherita Roiatti, Direttrice di Fondazione ADAPT, e Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT; per il punto di vista degli studenti, Cecilia Pirrone, Psicologa e Psicoterapeuta. Ha moderato i lavori Stefania Palma, Responsabile Area Education di Confindustria Lecco e Sondrio.

Il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, ha commentato a margine dell’incontro «Desidero ringraziare Federica Russo, Stefania Palma e tutta la super-squadra che guida e costituisce il Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio. Un gruppo che, come si può vedere, non è affatto "un gruppo qualsiasi", ma la formidabile fucina di un'infinità di progetti di grande livello, di visione, di ampio respiro, che contribuiscono in maniera determinante a svolgere con successo una delle attività più importanti per un'associazione di imprese: accrescere il più possibile l'osmosi fra il mondo della scuola e quello delle imprese. Perché se non c'è osmosi, non c'è conoscenza. E se non c'è conoscenza, non esiste possibilità di scelta consapevole».
Federica Russo, Responsabile del Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio, ha evidenziato nel suo intervento introduttivo: «Con questo incontro vogliamo affrontare un tema diventato sempre più cruciale per le imprese, che faticano a trovare le competenze necessarie per la loro attività e la crescita, ma anche per il futuro del Paese, che ha bisogno sia del contributo del sistema produttivo sia di quello dei giovani. Ed è proprio il dialogo fra questi due mondi, e quindi una migliore conoscenza reciproca, ad essere una chiave determinante per colmare progressivamente la lacuna fra competenze necessarie e competenze disponili, fra esigenze delle imprese e aspettative delle nuove generazioni. Se, da una parte, sentiamo parlare sempre più spesso di difficoltà delle imprese nel trovare le competenze e le persone di cui hanno bisogno, dall’altra, percepiamo infatti nei giovani aspettative, esigenze e priorità che forse non sempre conosciamo e comprendiamo fino in fondo». «L’obiettivo di questa serata è proprio questo - ha proseguito Federica Russo -: provare ad ascoltare entrambi i punti di vista, non semplicemente per fotografare una distanza, ma per provare a capire come accorciarla, come comunicare meglio con i giovani, come raccontare in modo più efficace le nostre imprese e renderle più attrattive».

«Da un lato, le imprese ricercano profili tecnici e, dall’altro, competenze trasversali, ma si tratta di un falso paradosso. In realtà, è importante che anche i profili di impronta tecnica acquisiscano competenze trasversali, necessarie sia ai fini dei rapporti interni all'azienda, sia dell'approccio verso interlocutori esterni» ha detto Stefania Palma, Responsabile Area Education dell’Associazione, aggiungendo che «per i neoassunti è importante l'attività di training on the job, che va effettuata da personale aziendale a sua volta adeguatamente formato per attività di questo tipo».
L'intervento di Margherita Roiatti, Direttrice Fondazione ADAPT, e Francesco Seghezzi, Presidente ADAPT, ha presentato i risultati della terza edizione dell'Osservatorio realizzato da ADAPT per Confindustria Lecco e Sondrio, basato su un questionario somministrato alle imprese del territorio.
I dati hanno segnalato che fra le principali sfide delle aziende si conferma la difficoltà a reperire figure professionali chiave, soprattutto operai specializzati e tecnici, spesso per scarsa disponibilità di candidati e disallineamento tra formazione e mercato del lavoro. Una percentuale molto significativa di imprese ha dichiarato di prevedere nuove assunzioni entro fine anno, in gran parte per sostituire personale in pensionamento.
Le competenze più richieste ai giovani sono però risultate quelle relazionali e comunicative, sviluppate soprattutto tramite affiancamento in azienda. È emersa inoltre una crescita nell'adozione dell'intelligenza artificiale tra le imprese, pur in presenza di una parziale carenza di competenze per sfruttarla pienamente.
Sono infine state indicate quattro priorità: rinnovare i percorsi formativi in linea con i fabbisogni delle imprese, innovare le metodologie didattiche, sensibilizzare le famiglie sulla varietà dei percorsi scolastici e ripensare le strategie di attrazione e retention dei giovani, in un contesto di scarsità strutturale di giovani risorse.
Nel corso dell'incontro Cecilia Pirrone, Psicologa e Psicoterapeuta, ha parlato del punto di vista degli studenti, con un intervento centrato sulla generazione Z e sulle sue caratteristiche psicologiche e cognitive. È stato inoltre descritto il contesto culturale in cui questi ragazzi sono cresciuti, segnato dal passaggio da una famiglia normativa a una più affettiva ed espressiva, che li rende meno sensibili all'autorità formale ma molto più vulnerabili alla delusione e alla mortificazione. Da questa analisi sono emerse alcune indicazioni pratiche per la scuola e per le imprese: puntare su coinvolgimento, senso e stupore per motivare l'apprendimento, educare al fallimento senza mortificare, ed esercitare un'autorevolezza capace di spiegare il senso delle richieste, valorizzando al contempo l'autonomia e la responsabilizzazione dei giovani.
All'incontro, introdotto da Federica Russo, Responsabile Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio, sono intervenuti: per il punto di vista delle imprese, Margherita Roiatti, Direttrice di Fondazione ADAPT, e Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT; per il punto di vista degli studenti, Cecilia Pirrone, Psicologa e Psicoterapeuta. Ha moderato i lavori Stefania Palma, Responsabile Area Education di Confindustria Lecco e Sondrio.

Il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, ha commentato a margine dell’incontro «Desidero ringraziare Federica Russo, Stefania Palma e tutta la super-squadra che guida e costituisce il Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio. Un gruppo che, come si può vedere, non è affatto "un gruppo qualsiasi", ma la formidabile fucina di un'infinità di progetti di grande livello, di visione, di ampio respiro, che contribuiscono in maniera determinante a svolgere con successo una delle attività più importanti per un'associazione di imprese: accrescere il più possibile l'osmosi fra il mondo della scuola e quello delle imprese. Perché se non c'è osmosi, non c'è conoscenza. E se non c'è conoscenza, non esiste possibilità di scelta consapevole».
Federica Russo, Responsabile del Gruppo Scuola di Confindustria Lecco e Sondrio, ha evidenziato nel suo intervento introduttivo: «Con questo incontro vogliamo affrontare un tema diventato sempre più cruciale per le imprese, che faticano a trovare le competenze necessarie per la loro attività e la crescita, ma anche per il futuro del Paese, che ha bisogno sia del contributo del sistema produttivo sia di quello dei giovani. Ed è proprio il dialogo fra questi due mondi, e quindi una migliore conoscenza reciproca, ad essere una chiave determinante per colmare progressivamente la lacuna fra competenze necessarie e competenze disponili, fra esigenze delle imprese e aspettative delle nuove generazioni. Se, da una parte, sentiamo parlare sempre più spesso di difficoltà delle imprese nel trovare le competenze e le persone di cui hanno bisogno, dall’altra, percepiamo infatti nei giovani aspettative, esigenze e priorità che forse non sempre conosciamo e comprendiamo fino in fondo». «L’obiettivo di questa serata è proprio questo - ha proseguito Federica Russo -: provare ad ascoltare entrambi i punti di vista, non semplicemente per fotografare una distanza, ma per provare a capire come accorciarla, come comunicare meglio con i giovani, come raccontare in modo più efficace le nostre imprese e renderle più attrattive».

«Da un lato, le imprese ricercano profili tecnici e, dall’altro, competenze trasversali, ma si tratta di un falso paradosso. In realtà, è importante che anche i profili di impronta tecnica acquisiscano competenze trasversali, necessarie sia ai fini dei rapporti interni all'azienda, sia dell'approccio verso interlocutori esterni» ha detto Stefania Palma, Responsabile Area Education dell’Associazione, aggiungendo che «per i neoassunti è importante l'attività di training on the job, che va effettuata da personale aziendale a sua volta adeguatamente formato per attività di questo tipo».
L'intervento di Margherita Roiatti, Direttrice Fondazione ADAPT, e Francesco Seghezzi, Presidente ADAPT, ha presentato i risultati della terza edizione dell'Osservatorio realizzato da ADAPT per Confindustria Lecco e Sondrio, basato su un questionario somministrato alle imprese del territorio.
I dati hanno segnalato che fra le principali sfide delle aziende si conferma la difficoltà a reperire figure professionali chiave, soprattutto operai specializzati e tecnici, spesso per scarsa disponibilità di candidati e disallineamento tra formazione e mercato del lavoro. Una percentuale molto significativa di imprese ha dichiarato di prevedere nuove assunzioni entro fine anno, in gran parte per sostituire personale in pensionamento.
Le competenze più richieste ai giovani sono però risultate quelle relazionali e comunicative, sviluppate soprattutto tramite affiancamento in azienda. È emersa inoltre una crescita nell'adozione dell'intelligenza artificiale tra le imprese, pur in presenza di una parziale carenza di competenze per sfruttarla pienamente.
Sono infine state indicate quattro priorità: rinnovare i percorsi formativi in linea con i fabbisogni delle imprese, innovare le metodologie didattiche, sensibilizzare le famiglie sulla varietà dei percorsi scolastici e ripensare le strategie di attrazione e retention dei giovani, in un contesto di scarsità strutturale di giovani risorse.
Nel corso dell'incontro Cecilia Pirrone, Psicologa e Psicoterapeuta, ha parlato del punto di vista degli studenti, con un intervento centrato sulla generazione Z e sulle sue caratteristiche psicologiche e cognitive. È stato inoltre descritto il contesto culturale in cui questi ragazzi sono cresciuti, segnato dal passaggio da una famiglia normativa a una più affettiva ed espressiva, che li rende meno sensibili all'autorità formale ma molto più vulnerabili alla delusione e alla mortificazione. Da questa analisi sono emerse alcune indicazioni pratiche per la scuola e per le imprese: puntare su coinvolgimento, senso e stupore per motivare l'apprendimento, educare al fallimento senza mortificare, ed esercitare un'autorevolezza capace di spiegare il senso delle richieste, valorizzando al contempo l'autonomia e la responsabilizzazione dei giovani.


















