Barzago, ''Astronomia in note'': una serata su Herschel con il GAC

Una serata dedicata alla scoperta di William Herschel, straordinaria figura capace di unire la passione per la scienza e quella per la musica, è stata proposta venerdì 25 settembre nell’Aula Civica del Comune di Barzago. Qui si è svolto l’incontro ''Astronomia in note'', un’iniziativa promossa dall’Amministrazione comunale insieme al Gruppo Amici del Cielo (GAC).
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''Gli Amici di Herschel''

Un appuntamento particolare, costruito attorno all'incontro fra scienza e musica: il racconto della vita e delle scoperte del celebre astronomo, da parte di Nino Ragusi membro di AGCB (Gruppo Astrofili Cinisello Balsamo), è stato infatti intervallato dall'esecuzione di alcune delle sue composizioni da parte del quintetto ''Gli Amici di Herschel'', formato da quattro archi e clavicembalo.
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Nino Ragusi (a sinistra) e Dino Pezzella

Ad aprire la serata è stato Dino Pezzella, presidente del GAC, che ha presentato l'iniziativa e gli ospiti. ''Siamo gli Amici del Cielo, un gruppo di appassionati di astronomia con sede a Barzago, e abbiamo organizzato questa serata in collaborazione con il Comune'' ha spiegato, ricordando anche la possibilità, al termine dell'incontro, di sostenere attraverso una donazione le attività dell'associazione.
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A destra Marco Beretta

In rappresentanza del Comune è intervenuto invece Marco Beretta, consigliere comunale e membro storico del Gruppo Amici del Cielo. ''Porto i saluti del sindaco e di tutta l'Amministrazione – ha affermato – e ringrazio in anticipo tutti coloro che hanno reso possibile questa bellissima serata''.
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Il viaggio alla scoperta di Herschel è stato quindi affidato a Nino Ragusi ''Mi piace mettere in relazione l'astronomia con altre discipline, dalla letteratura all'arte, e da circa un anno anche con la musica'' ha spiegato. ''William Herschel è stato un grande astronomo, ma anche un grande musicista''.
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Nato ad Hannover, Frederick William Herschel ereditò dal padre la passione per la musica. Nel 1756, allo scoppio della Guerra dei Sette anni, lasciò il servizio militare e si trasferì in Inghilterra, dove proseguì la propria attività come musicista e compositore.
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Fu proprio in Inghilterra che il suo interesse si spostò progressivamente anche verso l'osservazione del cielo, grazie all'incontro con l'astronomo Nevil Maskelyne e alla lettura delle opere di Isaac Newton. Herschel costruisce un telescopio e iniziò così una lunga attività di osservazione destinata a condurlo ad alcune importanti scoperte.
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Ragusi ha ricordato, tra le altre, le osservazioni dedicate alle stelle doppie, delle quali Herschel arrivò a individuarne centinaia. Ma la data destinata a entrare nella storia fu il 13 marzo 1781, quando osservò un oggetto celeste inizialmente difficile da identificare. Gli approfondimenti successivi portarono a riconoscere in quell'oggetto un nuovo pianeta: Urano, il primo scoperto in epoca moderna.
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Il racconto astronomico ha lasciato quindi spazio alla musica. A introdurre il pubblico nell'altra grande passione di Herschel è stata la violoncellista Serena Garberoglio, che ha collocato le sue composizioni in un periodo di profonda trasformazione della storia musicale europea.
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Herschel visse infatti nel pieno Settecento, quando alle atmosfere e alle forme del Barocco iniziava progressivamente a sostituirsi il nuovo linguaggio del Classicismo. ''Era un musicista molto aggiornato, vissuto in un periodo di transizione'', ha spiegato Garberoglio. Le sinfonie, originariamente pensate per organici più ampi, sono state proposte a Barzago attraverso una formazione più raccolta, composta da quattro archi e clavicembalo.
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Astronomia e musica hanno continuato così ad alternarsi durante l'intera serata. Ragusi si è soffermato anche sulle caratteristiche di Urano, riconoscibile per la sua particolare tonalità azzurro-verde e caratterizzato da un sistema di anelli e satelliti. Herschel proseguì infatti le proprie osservazioni arrivando a individuare anche alcuni satelliti di Urano e Saturno.
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La sua curiosità scientifica non si fermò però all'osservazione dei pianeti. Nel corso dell'incontro è stato ricordato anche il ruolo avuto da Herschel nella scoperta della radiazione infrarossa, attraverso un esperimento con il quale osservò un aumento della temperatura anche oltre la porzione rossa dello spettro della luce visibile.
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Le sue osservazioni del cielo furono rese possibili anche dalla costruzione di telescopi sempre più potenti e dal sostegno economico ricevuto da re Giorgio III. Nel corso degli anni Herschel catalogò migliaia di oggetti celesti e nel 1781 entrò a far parte della Royal Society, lasciando un'impronta profonda nella storia dell'astronomia.
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Ad accompagnare il racconto sono tornati più volte ''Gli Amici di Herschel'', che hanno proposto, fra gli altri brani, la Sinfonia n. 8 in tre movimenti e, nella parte conclusiva, la Sinfonia n. 2, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere un volto decisamente meno noto dello scienziato.
''Herschel era certamente un grande astronomo, ma anche come musicista non era niente male'', ha scherzato Ragusi, introducendo l'ultima parte della serata.
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Spazio, infine, all'eredità lasciata dall'astronomo, non soltanto attraverso le sue scoperte ma anche grazie a una vera e propria ''dinastia'' familiare. La sorella Caroline Lucretia Herschel divenne a sua volta un'importante astronoma, mentre il figlio John proseguì il lavoro del padre dedicandosi anche allo studio del cielo dell'emisfero australe. Una storia familiare intrecciata con lo sviluppo dell'astronomia moderna e con la nascita, nel 1820, della Royal Astronomical Society.
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Tra spiegazioni scientifiche e momenti musicali, l'incontro ha così permesso di raccontare Herschel da una prospettiva insolita, facendo dialogare due mondi apparentemente lontani ma che nella sua vita procedettero fianco a fianco.
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Numerosi e calorosi gli applausi del pubblico, che ha dimostrato di apprezzare tanto il racconto astronomico, quanto le esecuzioni musicali. Prima dei saluti, il GAC ha voluto lasciare anche un piccolo omaggio ai presenti, mentre a chiudere la serata sono state poche parole di Nino Ragusi, perfettamente in tema con un appuntamento trascorso tra musica, stelle e pianeti: ''Grazie a tutti e vi auguro cieli sereni''.
Gloria Sala
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