Il Paese Barzago: raccolta pro Emergency, l’iniziativa dell’Amministrazione non decolla
Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo di minoranza ''Il Paese Barzago'' a proposito della raccolta a favore di Emergency promossa dall'Amministrazione comunale Cereda e chiusasi con un risultato ritenuto al di sotto delle aspettative:

''Piutost che nient, l’è mei piutost'', bisogna aggrapparsi all’antica saggezza popolare per provare a salvare qualcosa della vicenda in cui si è infilata l’Amministrazione di Barzago con Emergency dopo il fallimento della raccolta fondi in favore dell’Associazione.
Facciamo un passo indietro. Nel mese di Aprile come gruppo il Paese Barzago presentammo in Consiglio Comunale una mozione per chiedere che Barzago aderisse alla campagna ''R1PUD1A'' di Emergency. Ritenevamo importante che tutti insieme di desse un segnale simbolico in favore della pace: in un periodo storico dove aumentano le guerre intorno a noi, con ricadute pesanti anche sulla vita quotidiana, ci sembrava prioritario gettare le basi per sensibilizzare la comunità sul tema e contribuire a creare cultura di pace.
La maggioranza decise di bocciare quella mozione per pura ideologia politica, provando a rilanciare con una ''più utile e concreta'' raccolta fondi, sempre a favore di Emergency, che avrebbe dovuto coinvolgere il paese in una grande operazione di sostegno verso chi ''opera in zone difficili e lavora per la pace''. Anche l’obiettivo posto fu simbolico, unico modo in cui lo si poteva definire perché certamente non era ambizioso, 2.387€. Come il numero di abitanti di Barzago.
Barzago, storicamente, ha sempre risposto molto positivamente alle iniziative benefiche lanciate dalle varie realtà del paese. Questa volta, però, da parte dell’Amministrazione comunale è mancata una comunicazione adeguata. Ci saremmo aspettati, per un’iniziativa così importante, che se ne parlasse in diverse occasioni, che venisse ricordato ai cittadini più spesso, che ne venisse spiegata l’importanza. Invece la raccolta fondi è passata ''in sordina'', senza grande pubblicità: un richiamo all’iniziativa è comparso sul periodico comunale distribuito in tutte le case quando ormai la raccolta era prossima alla chiusura, con tempistiche quindi del tutto inadeguate per consentire ai cittadini di informarsi e partecipare. Quando si crede davvero in qualcosa ci si impegna a fondo affinché questo vada a buon fine; questo, invece, era probabilmente un atto dovuto, ma non sentito da parte di chi lo ha proposto.
E infatti il risultato è stato ben inferiore rispetto al simbolico obiettivo prefissato: 735€ raccolti, il 30% dell’obiettivo raggiunto e, ovviamente, un silenzio assordante da parte dell’Amministrazione intorno alla conclusione dell’operazione. Questo è il risultato di quando si fa del mero tatticismo politico. Una figuraccia.
Rompiamo noi il silenzio imbarazzato, ringraziando i barzaghesi, le barzaghesi e le associazioni che hanno partecipato alla raccolta fondi dando un segnale di attenzione importante per dare una mano a contrastare una realtà fatta di escalation militari sempre più preoccupanti e tavoli di pace sempre più vuoti e distanti.

I consiglieri Claudia Isacchi, Michele Bianco, Gloria Limonta
''Piutost che nient, l’è mei piutost'', bisogna aggrapparsi all’antica saggezza popolare per provare a salvare qualcosa della vicenda in cui si è infilata l’Amministrazione di Barzago con Emergency dopo il fallimento della raccolta fondi in favore dell’Associazione.
Facciamo un passo indietro. Nel mese di Aprile come gruppo il Paese Barzago presentammo in Consiglio Comunale una mozione per chiedere che Barzago aderisse alla campagna ''R1PUD1A'' di Emergency. Ritenevamo importante che tutti insieme di desse un segnale simbolico in favore della pace: in un periodo storico dove aumentano le guerre intorno a noi, con ricadute pesanti anche sulla vita quotidiana, ci sembrava prioritario gettare le basi per sensibilizzare la comunità sul tema e contribuire a creare cultura di pace.
La maggioranza decise di bocciare quella mozione per pura ideologia politica, provando a rilanciare con una ''più utile e concreta'' raccolta fondi, sempre a favore di Emergency, che avrebbe dovuto coinvolgere il paese in una grande operazione di sostegno verso chi ''opera in zone difficili e lavora per la pace''. Anche l’obiettivo posto fu simbolico, unico modo in cui lo si poteva definire perché certamente non era ambizioso, 2.387€. Come il numero di abitanti di Barzago.
Barzago, storicamente, ha sempre risposto molto positivamente alle iniziative benefiche lanciate dalle varie realtà del paese. Questa volta, però, da parte dell’Amministrazione comunale è mancata una comunicazione adeguata. Ci saremmo aspettati, per un’iniziativa così importante, che se ne parlasse in diverse occasioni, che venisse ricordato ai cittadini più spesso, che ne venisse spiegata l’importanza. Invece la raccolta fondi è passata ''in sordina'', senza grande pubblicità: un richiamo all’iniziativa è comparso sul periodico comunale distribuito in tutte le case quando ormai la raccolta era prossima alla chiusura, con tempistiche quindi del tutto inadeguate per consentire ai cittadini di informarsi e partecipare. Quando si crede davvero in qualcosa ci si impegna a fondo affinché questo vada a buon fine; questo, invece, era probabilmente un atto dovuto, ma non sentito da parte di chi lo ha proposto.
E infatti il risultato è stato ben inferiore rispetto al simbolico obiettivo prefissato: 735€ raccolti, il 30% dell’obiettivo raggiunto e, ovviamente, un silenzio assordante da parte dell’Amministrazione intorno alla conclusione dell’operazione. Questo è il risultato di quando si fa del mero tatticismo politico. Una figuraccia.
Rompiamo noi il silenzio imbarazzato, ringraziando i barzaghesi, le barzaghesi e le associazioni che hanno partecipato alla raccolta fondi dando un segnale di attenzione importante per dare una mano a contrastare una realtà fatta di escalation militari sempre più preoccupanti e tavoli di pace sempre più vuoti e distanti.
Il Paese Barzago


















