Sirone: nella farmacia Zanaboni una scena del film su Carlo Acutis
La farmacia di Sirone è entrata nelle case di milioni di italiani. È successo domenica 27 settembre, quando su Canale 5 è stato trasmesso ''Il mio nome è Carlo'', il film che racconta la storia del giovane Carlo Acutis, simbolo di fede e modernità, a vent’anni dalla sua morte.
Nella pellicola, il giovane milanese entra in una farmacia per acquistare alcuni prodotti per la medicazione di una senzatetto: la scena dura soltanto brevi secondi, ma i sironesi hanno subito riconosciuto quel luogo a loro familiare.

A portare la produzione proprio nel piccolo paese brianzolo è stata una curiosa concatenazione di eventi, come racconta il dottor Lino Zanaboni. ''La produzione, avendo girato alcune scene ad Oggiono, cercava una farmacia storica. In prima battuta ne era stata selezionata una di Milano, ma il giovane attore, nel giorno delle riprese, era influenzato e così la produzione, trovandosi già in zona e dopo essersi informata sugli esercizi storici qui presenti, ha scelto il nostro spazio''.
Dopo gli accordi, spazio alle riprese: ''Ci hanno fatto questa proposta per l’utilizzo dei locali e noi abbiamo accettato. La scena è stata girata in farmacia lo scorso 25 marzo. Non avevo chiuso l’attività ma, essendo un momento di tranquillità, la troupe ha potuto girare serenamente''.
Per qualche istante, dunque, la farmacia di Sirone si è trasformata in un set cinematografico, entrando poi nelle case di tanti italiani che hanno seguito la storia di Carlo Acutis, l’adolescente diventato un punto di riferimento per milioni di giovani in tutto il mondo e rappresentato nel film in tre fasi della vita: a sei anni, a undici e a quindici anni, quando è al primo anno di liceo.

E così, la farmacia di Sirone, è entrata nelle case di tanti italiani che hanno guardato la storia di Acutis. Un’occasione che non capita tutti i giorni come riconosce oggi lo stesso dottor Zanaboni, che peraltro è stato protagonista della scena: ''È stato abbastanza emozionante dato che è un evento insolito. Inoltre, ho visto che il film ha avuto un buon seguito e questo fa ancora più piacere''.
Nella pellicola, il giovane milanese entra in una farmacia per acquistare alcuni prodotti per la medicazione di una senzatetto: la scena dura soltanto brevi secondi, ma i sironesi hanno subito riconosciuto quel luogo a loro familiare.

A portare la produzione proprio nel piccolo paese brianzolo è stata una curiosa concatenazione di eventi, come racconta il dottor Lino Zanaboni. ''La produzione, avendo girato alcune scene ad Oggiono, cercava una farmacia storica. In prima battuta ne era stata selezionata una di Milano, ma il giovane attore, nel giorno delle riprese, era influenzato e così la produzione, trovandosi già in zona e dopo essersi informata sugli esercizi storici qui presenti, ha scelto il nostro spazio''.

Per qualche istante, dunque, la farmacia di Sirone si è trasformata in un set cinematografico, entrando poi nelle case di tanti italiani che hanno seguito la storia di Carlo Acutis, l’adolescente diventato un punto di riferimento per milioni di giovani in tutto il mondo e rappresentato nel film in tre fasi della vita: a sei anni, a undici e a quindici anni, quando è al primo anno di liceo.

Il dottor Lino Zanaboni con il sindaco Emanuele De Capitani in un'immagine d'archivio
E così, la farmacia di Sirone, è entrata nelle case di tanti italiani che hanno guardato la storia di Acutis. Un’occasione che non capita tutti i giorni come riconosce oggi lo stesso dottor Zanaboni, che peraltro è stato protagonista della scena: ''È stato abbastanza emozionante dato che è un evento insolito. Inoltre, ho visto che il film ha avuto un buon seguito e questo fa ancora più piacere''.
M.Mau.


















