Oggiono, Bachelet: progetto Erasmus con studenti estoni

''Sõprus on lõng, mis köidab südamed kokku'', l’amicizia è un filo che lega insieme i cuori. Questo antico proverbio estone racchiude perfettamente lo spirito e l'essenza dell’intensa esperienza vissuta di recente all’istituto Bachelet di Oggiono, nell’ambito del progetto Erasmus+.
Dal 20 al 26 settembre, la scuola ha infatti aperto le porte a 18 studenti quindicenni e due insegnanti provenienti dall'Estonia, in un viaggio all'insegna della reciprocità: la mobilità in entrata ha infatti suggellato il percorso avviato nel maggio 2026, quando la maggior parte di questi ragazzi aveva accolto calorosamente i nostri studenti nelle loro case baltiche. Per molti è stata l'emozionante occasione di ritrovare vecchi amici conosciuti solo pochi mesi prima; per altri, l'opportunità di stringere nuovi legami.
La mobilità Erasmus aveva obiettivi quali il potenziamento delle competenze nella lingua inglese, la spinta verso la cultura dell'internazionalizzazione, il dialogo interculturale e la socializzazione. È stata una settimana densa di attività didattiche ed extrascolastiche, predisposte dalla commissione Erasmus+ d'istituto, la cui attuazione è stata possibile grazie alla straordinaria collaborazione sinergica tra le famiglie degli studenti oggionesi che hanno aperto le loro case accogliendo i ragazzi e molti colleghi docenti del Bachelet, che hanno mostrato disponibilità a integrarli nelle loro lezioni.
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Un'immagine di gruppo con gli studenti del Bachelet e gli ospiti estoni

Il programma di accoglienza, ricco e articolato, ha preso il via lunedì con un'uscita di socializzazione a Oggiono e Annone, pensata per far conoscere e apprezzare le bellezze paesaggistiche del nostro territorio; il rientro in istituto è stato festeggiato con un brunch di benvenuto nell'atrio. 
Martedì 22 settembre la giornata è entrata nel vivo: i ragazzi italiani hanno vestito i panni di guide e accompagnato gli ospiti alla scoperta di tutti gli spazi interni ed esterni della scuola, per poi spostarsi al ‘Palabachelet’, dove alcune classi quinte hanno organizzato tavoli tematici e coinvolgenti attività laboratoriali per presentare i vari aspetti della cultura italiana, facendo interagire direttamente i ragazzi estoni. La mattinata ha segnato anche il primo ingresso ufficiale nelle classi, un percorso di inserimento didattico proseguito poi nei giorni successivi. 
Mercoledì 23 settembre è stato interamente dedicato a un'uscita didattica alla scoperta delle meraviglie di Varenna e Bellagio, vissuta dai ragazzi estoni in compagnia di udenti e docenti dell’istituto Bachelet. 
Giovedì gli alunni estoni hanno seguito le lezioni curricolari: molti docenti si erano resi disponibili ad accoglierli nelle loro classi, suddivisi in piccoli gruppi, consentendo alla commissione Erasmus di strutturare un piano didattico mirato e variegato: dalle lezioni di lingua inglese e di avvicinamento all'italiano e all'arte, passando per i laboratori scientifici di biologia, fino ad arrivare a economia e marketing, fisica, filosofia e persino spagnolo, materia verso cui hanno dimostrato un forte interesse. Per tutta la giornata, i giovani ospitanti hanno intanto agito da veri e propri tutor, aiutando i compagni stranieri a orientarsi all’interno di un edificio ancora tutto da scoprire.
La settimana è proseguita venerdì con una visita guidata a Bergamo, che ha visto i ragazzi estoni accompagnati dalle loro insegnanti alla scoperta delle bellezze della città orobica.
Sabato mattina, dopo le prime tre ore trascorse ancora una volta tra i banchi insieme ai coetanei italiani, si è tenuto il brunch di arrivederci nell'atrio della scuola: un momento di festa ma anche di commozione, segnato da saluti affettuosi, fotografie e dediche, prima del trasferimento in aeroporto nel pomeriggio.
''Questa edizione - spiega Federica Corti, docente di riferimento per l’Erasmus - ha rappresentato una stimolante novità organizzativa per il nostro progetto Erasmus: accanto alla maggior parte degli studenti accolta nelle famiglie, un piccolo gruppo ha soggiornato presso un ostello della zona. Una formula mista che ha richiesto un grande impegno logistico da parte dell'istituto, degli insegnanti, delle famiglie e degli stessi ragazzi, ma che si è rivelata un successo grazie alla straordinaria capacità del gruppo di amalgamarsi. Le famiglie ospitanti, infatti, hanno dimostrato un'apertura eccezionale, coinvolgendo ripetutamente nelle attività extrascolastiche pomeridiane anche i ragazzi che alloggiavano in ostello e offrendosi spesso per accompagnarli nei dintorni''.
La professoressa ha evidenziato il valore di questa formula organizzativa anche sul piano della socialità e della partecipazione degli studenti: ''In questo quadro, i nostri studenti hanno brillato per spirito di iniziativa, organizzando spontaneamente momenti di aggregazione non previsti dal calendario ufficiale. Ancora una volta, tutti gli sforzi profusi sono stati ampiamente ripagati dal toccare con mano lo spirito autentico dell'Erasmus: uno scambio basato sulla reciprocità e sull'incontro con l'altro, in cui l'arricchimento è reciproco. Ospitare, infatti, ha significato anche per noi imparare qualcosa di nuovo, accogliendo frammenti della cultura estone e facendo tesoro di un'esperienza che, senza dubbio, ha lasciato un segno in tutta la comunità scolastica del Bachelet''.
M.Mau.
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