Missaglia: al Monastero un ''tuffo'' tra i balli di un tempo
Il Monastero della Misericordia di Missaglia nel pomeriggio di domenica 27 settembre ha compiuto un salto nel passato rievocando un Gran Ballo dell'alta società ottocentesca.

L’iniziativa, nata come evento privato - che è poi stato aperto a 40 ospiti - è stata voluta dalla Società di Danza Lecco per aprire l’anno dei corsi, presentando al (fortunato) pubblico una serie di balli che venivano effettuati durante le serate in società, come valzer e quadriglie.


E così la chiesa sconsacrata del monastero tra carnet di ballo, abiti meravigliosi datati tra il 1840 e il 1860, dame e cavalieri eleganti, ha fatto rivivere per un pomeriggio le usanze e le emozioni dell’ ‘800.

''Lo scopo dell’associazione è quello di promuovere, grazie all’organizzazione di eventi, la diffusione della cultura della danza di tradizione europea" ci ha spiegato Antonella, uno dei membri del gruppo sottolineando come per loro la ricerca costante della tecnica artistica e dei costumi del XIX secolo è estremamente significativa. ''Per noi non è solo divertimento, è uno stile di vita''.


Quella di aprire al pubblico l'evento è stata un'idea dell’assessore e vicesindaco Donatella Diacci, la quale si è detta molto contenta della risposta che ha avuto l’iniziativa. ''Quando la Società di Danza è venuta a fare il sopralluogo ho pensato che sarebbe stata una buona idea valorizzare questo luogo particolare pieno di storia aprendolo anche a chi fosse curioso di conoscere il costume dei balli storici. Abbiamo quindi messo un annuncio sul sito del Comune e un po' di persone si sono iscritte e, comunque, parliamo di qualcosa di diverso dal solito a cui vale la pena assistere'' ha commentato, ricordando come già due o tre anni fa al Monastero era stato organizzato un concerto di musica classica medievale e rinascimentale. ''Quello di oggi vuole però essere qualcosa di diverso, una nuova esperienza''.

Ma qual è il significato di questi balli per chi li vive e li prepara? ''È il far rivivere le usanze dell’epoca, portare avanti una tradizione bellissima e, soprattutto, condividerla con gli altri. Il ballo è un momento in cui ci si confronta guardando anche all’etichetta, all’educazione e alla bellezza del gesto. C’è tutta una ricerca storica e culturale sulle diverse forme di danza: si studiano i contesti, gli usi e le pratiche dell’epoca'' è stata la risposta di Antonella che ha poi raccontato come i balli fossero occasioni d’incontro e di scambio di opinioni. ''Cerchiamo quindi di portare avanti alcuni di quegli aspetti, ovviamente adattandoli al presente'' ha concluso.


Dunque per chi ha partecipato, il ricordo di questi balli rimane indelebile e l’eco dello sfrusciare degli abiti riesce a fare echeggiare nel presente le musiche e il savoir-être di un’epoca lontana che però possiede ancora un fascino indescrivibile.

L’iniziativa, nata come evento privato - che è poi stato aperto a 40 ospiti - è stata voluta dalla Società di Danza Lecco per aprire l’anno dei corsi, presentando al (fortunato) pubblico una serie di balli che venivano effettuati durante le serate in società, come valzer e quadriglie.


E così la chiesa sconsacrata del monastero tra carnet di ballo, abiti meravigliosi datati tra il 1840 e il 1860, dame e cavalieri eleganti, ha fatto rivivere per un pomeriggio le usanze e le emozioni dell’ ‘800.

''Lo scopo dell’associazione è quello di promuovere, grazie all’organizzazione di eventi, la diffusione della cultura della danza di tradizione europea" ci ha spiegato Antonella, uno dei membri del gruppo sottolineando come per loro la ricerca costante della tecnica artistica e dei costumi del XIX secolo è estremamente significativa. ''Per noi non è solo divertimento, è uno stile di vita''.


Quella di aprire al pubblico l'evento è stata un'idea dell’assessore e vicesindaco Donatella Diacci, la quale si è detta molto contenta della risposta che ha avuto l’iniziativa. ''Quando la Società di Danza è venuta a fare il sopralluogo ho pensato che sarebbe stata una buona idea valorizzare questo luogo particolare pieno di storia aprendolo anche a chi fosse curioso di conoscere il costume dei balli storici. Abbiamo quindi messo un annuncio sul sito del Comune e un po' di persone si sono iscritte e, comunque, parliamo di qualcosa di diverso dal solito a cui vale la pena assistere'' ha commentato, ricordando come già due o tre anni fa al Monastero era stato organizzato un concerto di musica classica medievale e rinascimentale. ''Quello di oggi vuole però essere qualcosa di diverso, una nuova esperienza''.

Ma qual è il significato di questi balli per chi li vive e li prepara? ''È il far rivivere le usanze dell’epoca, portare avanti una tradizione bellissima e, soprattutto, condividerla con gli altri. Il ballo è un momento in cui ci si confronta guardando anche all’etichetta, all’educazione e alla bellezza del gesto. C’è tutta una ricerca storica e culturale sulle diverse forme di danza: si studiano i contesti, gli usi e le pratiche dell’epoca'' è stata la risposta di Antonella che ha poi raccontato come i balli fossero occasioni d’incontro e di scambio di opinioni. ''Cerchiamo quindi di portare avanti alcuni di quegli aspetti, ovviamente adattandoli al presente'' ha concluso.


Dunque per chi ha partecipato, il ricordo di questi balli rimane indelebile e l’eco dello sfrusciare degli abiti riesce a fare echeggiare nel presente le musiche e il savoir-être di un’epoca lontana che però possiede ancora un fascino indescrivibile.
I.M.


















