Presepe, Zamperini: la nuova legge restituisce valore a una tradizione

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''In Aula qualcuno tra i banchi delle opposizioni ha tacciato questa legge sui presepi di essere una rivendicazione identitaria. Ebbene si, lo è assolutamente. Il Presepe rappresenta la Natività ricordandoci delle radici cristiane d’Europa, racconta la storia delle nostre comunità e custodisce una tradizione che viene tramandata da generazione in generazione. Non c'è nulla di cui vergognarsi nel riconoscere il valore della nostra identità'': così Giacomo Zamperini, Consigliere Regionale di Fratelli d'Italia e secondo firmatario del provvedimento, commenta l'approvazione, avvenuta nell'ultima seduta del Consiglio regionale, del progetto di legge 161 sulla valorizzazione e promozione dei presepi lombardi.

La nuova legge punta a promuovere la tradizione presepistica lombarda, sostenendo le iniziative locali e mettendo in rete i territori. Tra le novità, l'istituzione della ''Settimana del presepe lombardo'', dal 15 al 21 dicembre, il circuito dei ''Borghi del Presepe'' e il riconoscimento di ''Museo a cielo aperto del Presepe''. Previsto inoltre un bando regionale annuale da 200mila euro per il triennio 2026-2028, a sostegno delle iniziative di Comuni, parrocchie, associazioni e altri soggetti senza fini di lucro.

''Il Presepe non è soltanto un simbolo, ma valorizza anche lo splendido lavoro dei maestri artigiani, la passione dei volontari, la rappresentazione di una cultura popolare secolare, l'impegno delle parrocchie e delle associazioni che tengono vive le tradizioni dei nostri paesi. Sostenere queste realtà significa riconoscere pragmaticamente i piccoli Borghi e le comunità che custodiscono un patrimonio culturale e umano di valore inestimabile'', prosegue Zamperini, ringraziando la collega Anna Dotti, prima firmataria del provvedimento per il lavoro svolto.

''Mettere in rete borghi e manifestazioni significa attirare visitatori interessati ad esperienze autentiche, sostenere le attività locali e offrire nuove opportunità ai territori. Ma significa anche trasmettere ai giovani una tradizione che, a oltre otto secoli dal primo presepe di San Francesco a Greccio, continua a parlare di pace, solidarietà e comunità. Le nostre radici sono profonde e superano gli inverni più gelidi, questo accade quando sappiamo riconoscerle e tramandarle, altrimenti c'è il rischio dell’oblio''.
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