Molteno: titolazione della primaria a Margherita Hack

Scuola primaria Margherita Hack di Molteno. Si è tenuta questa mattina, sabato 3 ottobre, la cerimonia di titolazione dell’istituto alla celebre astrofisica italiana, divulgatrice scientifica e simbolo della libertà di pensiero. 
La cerimonia è stata accompagnata e animata dalle note del corpo musicale Santa Cecilia, davanti a un’ampia platea composta dagli alunni delle scuole, dai loro genitori e da cittadini, accorsi per condividere questo momento significativo per la comunità.
L’iter per arrivare alla scelta del nome era stato avviato nel marzo 2025, quando l'amministrazione comunale aveva promosso un percorso partecipato, coinvolgendo la comunità nella scelta della personalità a cui intitolare la scuola. In occasione dell’8 marzo, infatti, ogni classe aveva approfondito la storia di una donna che si fosse distinta per caparbietà, determinazione e capacità di aprire nuove strade.
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Alcune immagini della cerimonia di questa mattina

Al termine del lavoro condotto dalle insegnanti erano state individuate cinque figure: Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina nel 1986; Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fondo Ambiente Italiano; Maria Bianca Cita Sironi, prima donna a ricoprire la presidenza della Società Geologica Italiana; Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo; e Margherita Hack, una delle più note astrofisiche italiane.
Cinque donne con percorsi differenti, ma accomunate dalla determinazione, dalla passione e dalla capacità di superare i limiti del proprio tempo. La votazione ha infine decretato la scelta di Margherita Hack.
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A destra il dirigente scolastico Marco Magni

A ricordare il significato del percorso è stata l’assessore all’Istruzione Sara Brenna, che ha rivolto un saluto alle numerose realtà presenti: gli alunni della primaria, il corpo docente e il dirigente scolastico, le referenti Ernestina Roda e Fumagalli, l’ex dirigente Stefania Perego, il gruppo astrofili Deep Space di Lecco, il consiglio d’istituto, la giuria che ha scelto il logo della scuola, i dipendenti comunali, i ragazzi del progetto Living Land che hanno realizzato il murales sulla scuola, oltre a consiglieri comunali, parroco, banda, volontari della Protezione civile e al dirigente dell’ufficio scolastico territoriale Adamo Castelnuovo.
Il messaggio scelto per accompagnare la titolazione è quello della stessa Margherita Hack: ''Ai ragazzi dico: studiate, appassionatevi, siate curiosi. La cultura è l’unica arma che avete per essere davvero liberi''.
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L’assessore Brenna ha espresso infine un auspicio: ''Ci auguriamo che quello di Margherita Hack non rimanga soltanto un nome sulla facciata dell’edificio, ma diventi un invito quotidiano a studiare, coltivare la curiosità e non avere paura di guardare lontano''.
Questo significato è rappresentato anche dal nuovo logo della scuola. Due alunni sono stati selezionati per i loro lavori: Giulio Rigamonti per il disegno e Emanuela Ratti per la scritta dedicata alla scienziata. A entrambi è stata consegnata una pergamena di merito: ''Il vostro disegno e la vostra scritta diventano oggi un simbolo che accompagnerà la comunità scolastica nel suo cammino''.
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Il momento della benedizione

Giulio ha raffigurato un libro aperto, simbolo dello studio, sormontato da una stella, richiamo a Margherita Hack. Un’immagine che sintetizza un suo messaggio: ''Attraverso lo studio e l’impegno si può arrivare fino alle stelle''. Emanuela ha invece trasformato la scritta in una costellazione. Le stelle collegano le diverse lettere, realizzate in blu, colore scelto non soltanto per rappresentare la singola stella, ma anche il cielo e il mondo degli studi sullo spazio.
A raccontare la vita della nuova ''madrina'' della scuola sono stati anche gli alunni della secondaria, che nel 2025 avevano lavorato sulla figura di Margherita Hack. Dalle loro parole è emerso il ritratto di una bambina vivace, di una ragazza ribelle e di una grande scienziata.
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Al centro l'assessore Sara Brenna

Nata a Firenze, Margherita Hack ricevette dai genitori valori destinati ad accompagnarla per tutta la vita: l’uguaglianza, il rispetto per le persone e l’amore per gli animali. Da giovane praticò sport e sognò di diventare una campionessa, ma la guerra interruppe quel percorso. Dallo sport, raccontarono i ragazzi, imparò però una lezione che avrebbe portato con sé: non arrendersi mai.
Inizialmente si iscrisse a Lettere, ma comprese presto che quella non era la sua strada e passò a Fisica. Per la tesi di laurea studiò le Cefeidi, stelle variabili fondamentali per gli studi astronomici.
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Il sindaco Giuseppe Chiarella

La sua carriera scientifica la portò nel 1964, a Trieste, dove divenne direttrice dell'Osservatorio astronomico: fu la prima donna a ricoprire quell'incarico. Il percorso non fu sempre semplice, ma Hack riuscì a costruire attorno a sé un importante centro di ricerca, destinato a diventare conosciuto in Italia e nel mondo.
La scienziata non volle mai che la conoscenza rimanesse confinata nei laboratori: partecipò pertanto a conferenze, interviste e incontri con gli studenti, diventando una straordinaria divulgatrice. Istintiva, ironica e sincera, era anche una grande amante dei gatti.
Morì il 29 giugno 2013, lasciando un'eredità che va oltre i suoi risultati scientifici: la curiosità, il coraggio di porsi domande, la libertà di pensiero e l'invito a non arrendersi davanti alle difficoltà. Valori che la scuola di Molteno vuole oggi incarnare. 
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Nel corso della cerimonia, gli astrofili hanno ricordato diversi aspetti della personalità e dell'attività di Hack, compresa la sua posizione dichiaratamente atea e il suo carattere anticonformista. È stata ricordata anche la sua esperienza all'Osservatorio di Merate, dove per un periodo fu l'unica donna e si trovò a confrontarsi con un ambiente che considerava molto chiuso ma diede un importante impulso a farlo diventare il centro la cui importanza è oggi riconosciuta. Il suo percorso contribuì però anche ad avvicinare molte giovani donne alla scienza e a sostenere concretamente il tema della presenza femminile nel mondo scientifico.
Tra i suoi numerosi meriti vi fu anche quello della divulgazione. Nel 1979 fondò la rivista L'Astronomia, contribuendo a diffondere nel nostro paese la conoscenza dell'astronomia e mettendola in relazione con altri ambiti del sapere.
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Il sindaco Giuseppe Chiarella ha rivolto un ringraziamento particolare all'assessore Sara Brenna, che ha seguito l'intero iter di titolazione, un procedimento che prevede precise tappe amministrative. Poi si è rivolto direttamente ai bambini: ''Avete mai guardato il cielo di notte? Avete mai provato a contare le stelle? Avete fatto quello che aveva fatto Hack per tutta la vita: avete avuto la curiosità di porvi domande''.
La curiosità, ha sottolineato, significa avere voglia di imparare e di scoprire. ''Era una scienziata, studiava il cielo e i suoi misteri, non ha mai smesso di essere curiosa, che significa avere voglia di imparare, scoprire. La scuola è il luogo dove le domande possono diventare sogni. Spero che quando attraverserete la porta, ricordate che non esistono domande troppo grandi e sogni tanto lontani. Questo nome non sarà solo una targa, ma accompagnerà la vostra mente crescente''. 
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Loris Lazzati del Gruppo Astrofili DEEP Space di Lecco

Per Mauro Piazza, sottosegretario regionale all'Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, intitolare una scuola è ''un gesto di grande valore simbolico: ricorda il grande pantheon di nomi di cui è ricco il nostro paese e ricorda che la scuola è ancora in grado di dare alla luce persone di grande spicco nel campo delle arti e delle scienze nel nostro paese''. 
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Al microfono Mauro Piazza

La presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann ha sottolineato l'emozione di partecipare a una cerimonia diversa dalla consueta inaugurazione di un edificio scolastico: ''Non pensiamo quanto sia importante dare un nome a una scuola'' ha osservato. Nel suo intervento ha poi richiamato le parole che i ragazzi avevano associato alla figura dell’astrofisica: coraggio, libertà e perseveranza: ''Margherita Hack ha cercato con perseveranza la libertà di inseguire il suo sogno che a quel tempo non era possibile. Quando lei è nata, noi donne non potevamo nemmeno votare. Immagino quante volte abbia incontrato ostacoli e sia stata scoraggiata invece ha proseguito, è andata avanti. Auguro ai ragazzi di ricevere solide basi in questa scuola per guardare il cielo e inseguire i sogni''. 
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Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco

Particolarmente emozionata anche Stefania Perego, ex dirigente scolastica, che ha trascorso nella scuola di Molteno trent'anni, prima come maestra e poi come direttrice didattica: ''Conosco ogni angolo di questo istituto: con le insegnanti abbiamo lavorato con passione per creare appartenenza, abbiamo cercato di stare al passo con le metodologie didattiche, con uno sguardo sempre aperto alle innovazioni. Forse noi ci eravamo già ispirate ad Hack''.
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L'attuale dirigente scolastico Marco Magni ha invece proposto una riflessione sulla capacità di cambiare prospettiva. Ha ricordato una frase letta sui social, scritta da un ragazzo che raccontava di essere interessato soltanto al proprio problema con una professoressa, arrivando poi a un episodio di aggressione in aula: ''Se guardassimo l’universo e alzassimo lo sguardo verso altre dimensioni, c’è una prospettiva che ci fa vedere le cose, la realtà in modo più sereno e consapevole''. 
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L'ex dirigente Stefania Perego

Anche Mauro Colombo, sindaco di Garbagnate Monastero, ha invitato i ragazzi a considerare Hack come un esempio per il futuro. ''La scuola è il trampolino di lancio verso il futuro'' ha detto, ricordando anche alcuni aspetti semplici della vita della scienziata: non aveva la televisione e si spostava in bicicletta. Un modo per sottolineare come, anche ''partendo da piccole cose, si possano realizzare grandi progetti''.
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A sinistra Mauro Colombo, sindaco di Garbagnate Monastero

A chiudere la cerimonia è stato don Giandomenico Colombo, con la benedizione della targa dedicata a Margherita Hack: “Tanta bellezza e gratitudine. Da oggi sentirò in maniera più simpatica Margherita Hack. Quando ci si innamora, si va oltre le stelle. Ci sono emozioni e sentimenti che non si possono misurare e a Dio chiediamo che qui ogni giorno si costruiscano percorsi di crescita condivisi dove ogni ragazzo possa scoprire i propri doni, conoscendo le stelle del cielo e del cuore”. 
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Da oggi, dunque, sulla facciata della scuola primaria di Molteno compare il nome di Margherita Hack. Un nome scelto dalla comunità e consegnato soprattutto ai bambini, perché possa ricordare loro, ogni giorno, il valore dello studio, della curiosità e della libertà di guardare oltre ciò che già conoscono.
M.Mau.
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