Valaperta festeggia il patrono San Carlo e i 15 anni di sacerdozio di don Alessandro Suma
Una giornata di profonda fede e gioia condivisa quella vissuta dalla comunità di Valaperta in occasione della festa patronale di San Carlo. Il ciclo di celebrazioni, che coinvolgerà la frazione casatese per tutta la settimana a venire, si è aperto ufficialmente domenica 4 ottobre alle 9.30 con la solenne processione.

Dalla chiesina della Madonna della Neve il corteo di fedeli, guidato da don Alessandro Suma, ha percorso Via della Resistenza fino a giungere alla chiesa parrocchiale, dove si è tenuta la Santa Messa solenne.
A rendere l'appuntamento ancora più significativo è stata la contemporanea ricorrenza del 15esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Alessandro.

Un traguardo importante per il religioso, classe 1980 e originario di Rancate (Triuggio), giunto nella comunità pastorale casatese nel settembre del 2024, dove ricopre anche il ruolo di docente di religione presso il liceo Parini di Barzanò.

Attorno a lui si è stretta l'intera frazione, esprimendo gratitudine e affetto attraverso la preghiera dei fedeli letta durante la liturgia: “Per don Alessandro, il Signore lo colmi di gioia e di pace, continui a guidare i suoi passi e rinnovi ogni giorno la grazia e l’entusiasmo della sua ordinazione”. Un auspicio richiamato anche durante l’offertorio, quando la comunità ha donato al sacerdote dei fiori e un omaggio in segno di ringraziamento per il servizio svolto e di augurio per il futuro.

È stato lo stesso sacerdote a legare il senso del suo ministero alle letture del giorno, offrendo durante l'omelia una particolare riflessione sulla figura di Giobbe e sulla natura profonda della fede e della pazienza.

“Giobbe subisce perdite immense, ma non si arrende a una visione fatalista della vita – ha ricordato don Alessandro – Si rivolge a Dio, chiede conto del male, cerca di andare a fondo. E Dio gli risponde attraverso la Creazione, ricordandoci che la vita donata è già di per sé una speranza forte e che Dio non tradisce mai né ci abbandona”.

Richiamando il contesto celebrativo tipico della festa patronale, il sacerdote ha poi sottolineato il valore del camminare insieme, un concetto a lui caro fin dall’inizio del suo percorso pastorale a Casatenovo, volto a prendersi cura della fede di ognuno: “Spesso di fronte al male arretriamo perché smettiamo di riconoscere Dio come interlocutore. È proprio qui che si inserisce il valore fondamentale della presenza, serve darci l'un l'altro una buona testimonianza, sostenendoci a vicenda. La fede non si misura in quantità, ma cresce in profondità e familiarità quando la si vive ogni giorno e si condividono insieme le fatiche dell'esistenza. Se la fede è vera, è totale e diventa prioritaria in ogni aspetto della vita” ha concluso il prete.

Le nozioni di testimonianza, presenza e comunione richiamate nell'omelia si sono immediatamente concretizzate sul sagrato dove, al termine della celebrazione religiosa, i fedeli si sono ritrovati per un aperitivo insieme e per la tradizionale pesca di beneficenza.

I festeggiamenti sono poi continuati nel pomeriggio con la messa in scena dello spettacolo teatrale “Il convento di suor Giuliva”, seguito dall'estrazione dei premi speciali della pesca di beneficenza, che ha chiuso in allegria una giornata di festa all’insegna dell'unità e dell'affetto per il proprio sacerdote.

Dalla chiesina della Madonna della Neve il corteo di fedeli, guidato da don Alessandro Suma, ha percorso Via della Resistenza fino a giungere alla chiesa parrocchiale, dove si è tenuta la Santa Messa solenne.
A rendere l'appuntamento ancora più significativo è stata la contemporanea ricorrenza del 15esimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Alessandro.

Un traguardo importante per il religioso, classe 1980 e originario di Rancate (Triuggio), giunto nella comunità pastorale casatese nel settembre del 2024, dove ricopre anche il ruolo di docente di religione presso il liceo Parini di Barzanò.

Attorno a lui si è stretta l'intera frazione, esprimendo gratitudine e affetto attraverso la preghiera dei fedeli letta durante la liturgia: “Per don Alessandro, il Signore lo colmi di gioia e di pace, continui a guidare i suoi passi e rinnovi ogni giorno la grazia e l’entusiasmo della sua ordinazione”. Un auspicio richiamato anche durante l’offertorio, quando la comunità ha donato al sacerdote dei fiori e un omaggio in segno di ringraziamento per il servizio svolto e di augurio per il futuro.

È stato lo stesso sacerdote a legare il senso del suo ministero alle letture del giorno, offrendo durante l'omelia una particolare riflessione sulla figura di Giobbe e sulla natura profonda della fede e della pazienza.

“Giobbe subisce perdite immense, ma non si arrende a una visione fatalista della vita – ha ricordato don Alessandro – Si rivolge a Dio, chiede conto del male, cerca di andare a fondo. E Dio gli risponde attraverso la Creazione, ricordandoci che la vita donata è già di per sé una speranza forte e che Dio non tradisce mai né ci abbandona”.

Richiamando il contesto celebrativo tipico della festa patronale, il sacerdote ha poi sottolineato il valore del camminare insieme, un concetto a lui caro fin dall’inizio del suo percorso pastorale a Casatenovo, volto a prendersi cura della fede di ognuno: “Spesso di fronte al male arretriamo perché smettiamo di riconoscere Dio come interlocutore. È proprio qui che si inserisce il valore fondamentale della presenza, serve darci l'un l'altro una buona testimonianza, sostenendoci a vicenda. La fede non si misura in quantità, ma cresce in profondità e familiarità quando la si vive ogni giorno e si condividono insieme le fatiche dell'esistenza. Se la fede è vera, è totale e diventa prioritaria in ogni aspetto della vita” ha concluso il prete.

Le nozioni di testimonianza, presenza e comunione richiamate nell'omelia si sono immediatamente concretizzate sul sagrato dove, al termine della celebrazione religiosa, i fedeli si sono ritrovati per un aperitivo insieme e per la tradizionale pesca di beneficenza.

I festeggiamenti sono poi continuati nel pomeriggio con la messa in scena dello spettacolo teatrale “Il convento di suor Giuliva”, seguito dall'estrazione dei premi speciali della pesca di beneficenza, che ha chiuso in allegria una giornata di festa all’insegna dell'unità e dell'affetto per il proprio sacerdote.
C.Fu.


















