Costa dà il benvenuto al suo nuovo parroco, don Riccardo Sanvito
Ieri pomeriggio Costa Masnaga ha vissuto un giorno importante. Nella chiesa di Santa Maria Assunta don Riccardo Sanvito – neo parroco - ha varcato la soglia del suo nuovo ministero, accolto come un pastore che arriva in punta di piedi, ma con il cuore già donato.
La giornata si è aperta in piazza del Comune, dove il sindaco Sabina Panzeri e la sua giunta hanno dato il benvenuto al sacerdote nel segno dell'abbraccio tra comunità civile e comunità di fede. Poi il corteo verso la parrocchiale, accompagnato dalle note del corpo musicale Santa Cecilia, con il paese intero in cammino: una processione che è stata insieme preghiera e festa.

Davanti ai suoi nuovi parrocchiani, don Riccardo – che arriva da Merate e subentra a don Adriano Colombini - ha consegnato una parola alta e profonda, affidata a un aforisma attribuito a Oscar Wilde: ''Niente è più necessario del superfluo. Perché le cose che contano davvero non hanno prezzo e non chiedono contraccambio. Allora è vero che, nella logica del guadagno, l'amore è inutile, l'amicizia vera è inutile, la gioia che conta è inutile - ha detto - Un bacio di due innamorati è inutile, sacrificarsi per un figlio è inutile, consacrarsi a Dio è inutile. E invece ciò che il mondo considera superfluo ha un valore inestimabile''.

Ecco la chiave di tutto: ''Dio non ragiona con la logica del profitto, ma con la logica della carità, della misericordia, dell’amore''. Il cuore della missione di don Riccardo è apparso subito limpido, quasi una consegna solenne. ''Se c'era un motivo per cui io sono qui con voi è questo: riconoscere la presenza di Gesù in mezzo a noi e rivelarla a tutti. Anzi, oserei dire: sono venuto solo per questo''.

Per vivere questa rivelazione, ha spiegato ''occorrono silenzio, preghiera e compagni di viaggio. Il silenzio, perché la moltitudine di parole e immagini non cancelli in noi la possibilità di vedere e di udire. Solo un'educazione dello sguardo e del cuore può ridarci la capacità di innamorarci ancora della verità, della bellezza, della giustizia e del bene - e ancora - Noi preghiamo perché abbiamo bisogno di Dio, perché senza di Lui non possiamo vivere, senza di Lui non possiamo fare nulla''. Ha chiuso tornando a Oscar Wilde, morto da cattolico, il quale affermò ''Se c'è un luogo per cui valga la pena vivere per essere liberi e felici, è la Chiesa cattolica''.
Durante la messa celebrata alla presenza di monsignor Franco Agnesi (Vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano) e di altri sacerdoti, la comunità pastorale ha accolto don Riccardo con parole che sanno di casa. ''Vorremmo essere per lei una famiglia accogliente, capace di camminare insieme per questo nuovo tratto di strada alla sequela di Gesù, ponendo al centro l'ascolto della Sua parola''. Un cammino da discepoli, ''inviati a due a due dal Signore'', con l'urgenza della missione e dell'annuncio del Vangelo.

E i sogni non mancano: ''Sogniamo una comunità che dia sempre più attenzione e spazio ai piccoli, agli adolescenti e ai giovani, perché l'Oratorio diventi il luogo privilegiato per la crescita dei nostri ragazzi, perché diventino adulti e credenti credibili''. Nel saluto risuonano anche due voci profetiche: il pastore che, nelle parole di Papa Francesco, non abbia paura di ''avere l'odore delle pecore'', e lo Spirito Santo nella promessa del cardinal Carlo Maria Martini, il quale scrisse ''Arriva prima di noi, lavora più e meglio di noi''.

Il sindaco Sabina Panzeri ha affidato il benvenuto dell'Amministrazione a un'immagine che resterà nella memoria dei presenti. ''Il nostro primo incontro è avvenuto sulla soglia della tua porta, una porta che ho trovato spalancata''. Non un semplice ricordo, ma il segno dello spirito con cui oggi inizia un cammino condiviso. ''Quando ti ho presentato Costa Masnaga - ha proseguito - ho voluto raccontartela per quello che è: una comunità attenta, esigente, pronta a far sentire la propria voce, ma anche capace di esserci quando c'è bisogno''.

Nel paese esiste ''una rete silenziosa ma preziosa di volontari, associazioni, famiglie e singole persone che ogni giorno contribuisce al bene di tutti'', aggiungendo ha aggiunto una verità semplice e profonda: ''Una comunità può dirsi davvero comunità solo quando esistono relazioni''. Per questo, il sindaco ha augurato che quell’uscio rimanga aperto ''al dialogo, al confronto e alla reciproca collaborazione. Benvenuto, don Riccardo. Che questo sia l'inizio di un bel cammino, fatto di incontri e di ascolto''.

I doni della giornata hanno parlato il linguaggio della tenerezza e della vicinanza: uno zaino con tutto il necessario per la messa, pensato per accompagnare i più piccoli, insieme ad un PC offerto dall'Amministrazione comunale. Ma il dono più grande, ha sussurrato la comunità con la sua sola presenza, era ritrovarsi insieme.

In chiusura, commosso, don Riccardo ha lasciato trasparire tutta la sua gratitudine, rivolgendosi ai suoi nuovi fedeli, ma anche alla comunità meratese che lo ha accompagnato in questa giornata importante. Poi tutti sul piazzale, in un abbraccio che profumava di futuro, perché una Chiesa nasce ogni volta che un popolo e il suo pastore iniziano insieme il cammino. La prossima settimana è previsto l'ingresso ufficiale anche a Cibrone di Nibionno, altra parrocchia che il sacerdote è stato chiamato a ''guidare'' in questo nuovo ministero.
La giornata si è aperta in piazza del Comune, dove il sindaco Sabina Panzeri e la sua giunta hanno dato il benvenuto al sacerdote nel segno dell'abbraccio tra comunità civile e comunità di fede. Poi il corteo verso la parrocchiale, accompagnato dalle note del corpo musicale Santa Cecilia, con il paese intero in cammino: una processione che è stata insieme preghiera e festa.

Don Riccardo Sanvito
Davanti ai suoi nuovi parrocchiani, don Riccardo – che arriva da Merate e subentra a don Adriano Colombini - ha consegnato una parola alta e profonda, affidata a un aforisma attribuito a Oscar Wilde: ''Niente è più necessario del superfluo. Perché le cose che contano davvero non hanno prezzo e non chiedono contraccambio. Allora è vero che, nella logica del guadagno, l'amore è inutile, l'amicizia vera è inutile, la gioia che conta è inutile - ha detto - Un bacio di due innamorati è inutile, sacrificarsi per un figlio è inutile, consacrarsi a Dio è inutile. E invece ciò che il mondo considera superfluo ha un valore inestimabile''.

Ecco la chiave di tutto: ''Dio non ragiona con la logica del profitto, ma con la logica della carità, della misericordia, dell’amore''. Il cuore della missione di don Riccardo è apparso subito limpido, quasi una consegna solenne. ''Se c'era un motivo per cui io sono qui con voi è questo: riconoscere la presenza di Gesù in mezzo a noi e rivelarla a tutti. Anzi, oserei dire: sono venuto solo per questo''.

Per vivere questa rivelazione, ha spiegato ''occorrono silenzio, preghiera e compagni di viaggio. Il silenzio, perché la moltitudine di parole e immagini non cancelli in noi la possibilità di vedere e di udire. Solo un'educazione dello sguardo e del cuore può ridarci la capacità di innamorarci ancora della verità, della bellezza, della giustizia e del bene - e ancora - Noi preghiamo perché abbiamo bisogno di Dio, perché senza di Lui non possiamo vivere, senza di Lui non possiamo fare nulla''. Ha chiuso tornando a Oscar Wilde, morto da cattolico, il quale affermò ''Se c'è un luogo per cui valga la pena vivere per essere liberi e felici, è la Chiesa cattolica''.

E i sogni non mancano: ''Sogniamo una comunità che dia sempre più attenzione e spazio ai piccoli, agli adolescenti e ai giovani, perché l'Oratorio diventi il luogo privilegiato per la crescita dei nostri ragazzi, perché diventino adulti e credenti credibili''. Nel saluto risuonano anche due voci profetiche: il pastore che, nelle parole di Papa Francesco, non abbia paura di ''avere l'odore delle pecore'', e lo Spirito Santo nella promessa del cardinal Carlo Maria Martini, il quale scrisse ''Arriva prima di noi, lavora più e meglio di noi''.

L'amministrazione comunale, gli esponenti dell'Arma e i volontari delle associazioni masnaghesi
Il sindaco Sabina Panzeri ha affidato il benvenuto dell'Amministrazione a un'immagine che resterà nella memoria dei presenti. ''Il nostro primo incontro è avvenuto sulla soglia della tua porta, una porta che ho trovato spalancata''. Non un semplice ricordo, ma il segno dello spirito con cui oggi inizia un cammino condiviso. ''Quando ti ho presentato Costa Masnaga - ha proseguito - ho voluto raccontartela per quello che è: una comunità attenta, esigente, pronta a far sentire la propria voce, ma anche capace di esserci quando c'è bisogno''.

L'abbraccio con monsignor Franco Agnesi
Nel paese esiste ''una rete silenziosa ma preziosa di volontari, associazioni, famiglie e singole persone che ogni giorno contribuisce al bene di tutti'', aggiungendo ha aggiunto una verità semplice e profonda: ''Una comunità può dirsi davvero comunità solo quando esistono relazioni''. Per questo, il sindaco ha augurato che quell’uscio rimanga aperto ''al dialogo, al confronto e alla reciproca collaborazione. Benvenuto, don Riccardo. Che questo sia l'inizio di un bel cammino, fatto di incontri e di ascolto''.

I doni della giornata hanno parlato il linguaggio della tenerezza e della vicinanza: uno zaino con tutto il necessario per la messa, pensato per accompagnare i più piccoli, insieme ad un PC offerto dall'Amministrazione comunale. Ma il dono più grande, ha sussurrato la comunità con la sua sola presenza, era ritrovarsi insieme.

In chiusura, commosso, don Riccardo ha lasciato trasparire tutta la sua gratitudine, rivolgendosi ai suoi nuovi fedeli, ma anche alla comunità meratese che lo ha accompagnato in questa giornata importante. Poi tutti sul piazzale, in un abbraccio che profumava di futuro, perché una Chiesa nasce ogni volta che un popolo e il suo pastore iniziano insieme il cammino. La prossima settimana è previsto l'ingresso ufficiale anche a Cibrone di Nibionno, altra parrocchia che il sacerdote è stato chiamato a ''guidare'' in questo nuovo ministero.
M.E.


















