Cremella dedica una serata a San Francesco: cena e spettacolo
Il 4 ottobre 2026, ricorrenza degli 800 anni dalla scomparsa del Santo Patrono d'Italia San Francesco, è tornato ad essere festa nazionale.
Per questo motivo presso la sala Giovanni Paolo II di Cremella l’amministrazione comunale ha organizzato uno spettacolo dedicatogli; in scena il gruppo de ''Le Liquirizie'': Alessia nel ruolo di Pica, la madre di Francesco, Carola come donna del popolo e Roberta nelle vesti di una giovane discepola del Santo, sua accompagnatrice nel suo percorso umano e spirituale. Il loro supporto in questo viaggio sono stati il narratore Osvaldo, una voce fuori campo, e l’oboista Beatrice Sironi che con il suo strumento ha scandito i tempi dello spettacolo.

"Nella notte in cui Francesco ha lasciato questa terra ci sono sua madre e altre due donne, il loro desiderio è quello di ricordare perché nulla venga perduto. Rimembrare però non basta'', è così che si apre il viaggio che ha portato il pubblico a conoscere la figura e le azioni del nostro patrono nazionale attraverso un mantello, un ago, un filo, del pane e delle mani.

Durante la dimostrazione ai presenti è stata svelata la ragione per cui la sola memoria non è sufficiente, ovvero che nel corso del tempo le persone parlano distorcendo e mistificando il ricordo di chi non c’è più, "Una cosa mi spaventa, che un giorno parleremo più del Santo che dell'uomo" ha proclamato Pica.

La soluzione allora non può che essere l'azione: ''Un ricordo da solo non basta, deve diventare un gesto: un pane che si spezza, una mano che si tende e una porta che resta aperta. Così chi ci ha preceduto continua a vivere, è un raccogliere ciò che qualcuno ha lasciato''. Solo in questo modo si riesce a non dimenticare lo stile di vita di Francesco; in questa storia sono dunque le donne a darsi il compito di tramandare il suo modus vivendi e la sua vita dedicata agli emarginati, perché alla fine ''non si eredita un nome, ma un modo di vivere".

Dopo lo spettacolo ha preso la parola l’assessore Valerio Rigamonti, nonché ideatore e sceneggiatore, ringraziando il gruppo de ''Le Liquirizie'' e ricordando gli 800 anni dalla scomparsa di San Francesco per poi cedere la parola al parroco don Adelio Molteni.

Il religioso ha raccontato l’entusiasmo per questa proposta: "Quando mi è stata sottoposta questa rappresentazione ho subito accettato perché per me Francesco è una figura molto cara'' ha detto il sacerdote, sottolineando come non si può conoscere la figura sacra senza conoscere la sua umanità.

L’ultima a rivolgersi al pubblico è infine stato il sindaco Cristina Brusadelli che ha espresso la volontà di continuare il lavoro di collaborazione con la comunità pastorale e ha riflettuto, in ultima battuta, sulla Parola del santo.

"Io vedo nel messaggio Pace e Bene di Francesco un taglio sociale, in quanto di fatto i termini di inclusione di oggi erano già parte, anche se inconsapevolmente, del linguaggio di Francesco" ha concluso l'amministratrice, invitando poi i presenti a recarsi nella sala adiacente per prendere parte alla prima edizione della Cena del Povero, un pasto caratterizzato dalla semplicità nel segno della condivisione, la cui offerta verrà devoluta interamente all’Opera di San Francesco per i poveri di Milano.

Quella di domenica è stata una serata che, più che una semplice ricorrenza istituzionale, ha saputo trasformare un anniversario storico in un’occasione viva di comunità. L'evento ha dimostrato come la lezione di San Francesco non appartenga solo ai libri di storia, ma continui a vivere nei gesti quotidiani di accoglienza e condivisione che la cittadinanza di Cremella ha scelto di rinnovare insieme.
Per questo motivo presso la sala Giovanni Paolo II di Cremella l’amministrazione comunale ha organizzato uno spettacolo dedicatogli; in scena il gruppo de ''Le Liquirizie'': Alessia nel ruolo di Pica, la madre di Francesco, Carola come donna del popolo e Roberta nelle vesti di una giovane discepola del Santo, sua accompagnatrice nel suo percorso umano e spirituale. Il loro supporto in questo viaggio sono stati il narratore Osvaldo, una voce fuori campo, e l’oboista Beatrice Sironi che con il suo strumento ha scandito i tempi dello spettacolo.

"Nella notte in cui Francesco ha lasciato questa terra ci sono sua madre e altre due donne, il loro desiderio è quello di ricordare perché nulla venga perduto. Rimembrare però non basta'', è così che si apre il viaggio che ha portato il pubblico a conoscere la figura e le azioni del nostro patrono nazionale attraverso un mantello, un ago, un filo, del pane e delle mani.

Durante la dimostrazione ai presenti è stata svelata la ragione per cui la sola memoria non è sufficiente, ovvero che nel corso del tempo le persone parlano distorcendo e mistificando il ricordo di chi non c’è più, "Una cosa mi spaventa, che un giorno parleremo più del Santo che dell'uomo" ha proclamato Pica.



Dopo lo spettacolo ha preso la parola l’assessore Valerio Rigamonti, nonché ideatore e sceneggiatore, ringraziando il gruppo de ''Le Liquirizie'' e ricordando gli 800 anni dalla scomparsa di San Francesco per poi cedere la parola al parroco don Adelio Molteni.

Il religioso ha raccontato l’entusiasmo per questa proposta: "Quando mi è stata sottoposta questa rappresentazione ho subito accettato perché per me Francesco è una figura molto cara'' ha detto il sacerdote, sottolineando come non si può conoscere la figura sacra senza conoscere la sua umanità.

Il sindaco Cristina Brusadelli

L'assessore Valerio Rigamonti

"Io vedo nel messaggio Pace e Bene di Francesco un taglio sociale, in quanto di fatto i termini di inclusione di oggi erano già parte, anche se inconsapevolmente, del linguaggio di Francesco" ha concluso l'amministratrice, invitando poi i presenti a recarsi nella sala adiacente per prendere parte alla prima edizione della Cena del Povero, un pasto caratterizzato dalla semplicità nel segno della condivisione, la cui offerta verrà devoluta interamente all’Opera di San Francesco per i poveri di Milano.

Quella di domenica è stata una serata che, più che una semplice ricorrenza istituzionale, ha saputo trasformare un anniversario storico in un’occasione viva di comunità. L'evento ha dimostrato come la lezione di San Francesco non appartenga solo ai libri di storia, ma continui a vivere nei gesti quotidiani di accoglienza e condivisione che la cittadinanza di Cremella ha scelto di rinnovare insieme.
I.M.


















