Maresso: Consolata in lutto per la morte di padre Cesare Molteni
Era arrivato a Maresso, nella ex casa parrocchiale divenuta nel frattempo sede dei Missionari della Consolata, lo scorso aprile, ma in pochi mesi era riuscito a distinguersi e a farsi apprezzare per l'affabilità e la grande fede. Al termine di un breve periodo ad Alpignano, in provincia di Torino, si è spento padre Cesare Molteni.
Classe 1939 e originario di Garbagnate Monastero, era stato ordinato sacerdote a 25 anni, al termine di un percorso scandito da tappe significative, con il periodo del noviziato trascorso a Certosa di Pesio sino all'ordinazione avvenuta nel capoluogo piemontese. Poi gli studi che lo avevano portato a Londra, prima di volare molto più lontano, in Kenya. Nel continente africano era rimasto a lungo: vice parroco a Muranga e a Kiangunyi, si era poi spostato nelle missioni di Gatanga, Gaturi, Karuri, assumendo l'incarico di parroco. E poi ancora a Sagana Parish e a Tuthu, fino al 2017, anno del suo rientro in Italia per ragioni di salute.
L'anno successivo l'approdo nella casa della Consolata di Bevera, a Castello Brianza, dove era rimasto sino allo scorso aprile, quando insieme agli altri religiosi aveva affrontato il trasloco a Maresso di Missaglia, dando così il via ad un capitolo nuovo della storia missionaria qui in Brianza. Qualche settimana fa, il rientro nella casa madre del torinese dove nelle scorse ore si è spento. A piangerlo oggi, sono i religiosi della congregazione, ma anche i fedeli che in questi anni hanno avuto la possibilità di conoscerlo ed apprezzarlo sia dal punto di vista umano, che spirituale.
Forte era il suo legame con il territorio: padre Cesare aveva studiato al Passone di Montevecchia. ''Qui ho frequentato le scuole medie, poi per il ginnasio e il liceo sono andato a Varallo'' ci aveva detto nel 2018 in occasione di un incontro avvenuto proprio sul colle. ''Io sono di Garbagnate Monastero e una volta venne padre Pietro Casiraghi nella nostra parrocchia a celebrare la messa. Era il superiore della Consolata qui''.

Rispetto alla lunga esperienza in Kenya, uno dei primi luoghi dove i padri arrivarono nel 1902, ci aveva raccontato di sentirne la mancanza, soprattutto della popolazione, accogliente e ospitale. ''Capitava spesso che ti incontravano per strada e ti invitavano a casa loro anche se non avevano quasi nulla da offrire'' aveva ricordato padre Cesare Molteni, che in Africa aveva imparato il kikuyu, uno dei dialetti maggiormente parlati, attraversando decenni segnati da cambiamenti ''sul piano civile, istituzionale e della Chiesa. Prima non c'era quasi nessun cattolico. Ora ci sono oltre 40 parrocchie, con circa 100 preti in quella diocesi. Il 51% delle persone è battezzato secondo il rito cattolico. Significa un milione di persone'' aveva aggiunto.
I funerali di padre Cesare si terranno venerdì 9 ottobre alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Veduggio con Colzano, preceduti dalla recita del rosario.
Classe 1939 e originario di Garbagnate Monastero, era stato ordinato sacerdote a 25 anni, al termine di un percorso scandito da tappe significative, con il periodo del noviziato trascorso a Certosa di Pesio sino all'ordinazione avvenuta nel capoluogo piemontese. Poi gli studi che lo avevano portato a Londra, prima di volare molto più lontano, in Kenya. Nel continente africano era rimasto a lungo: vice parroco a Muranga e a Kiangunyi, si era poi spostato nelle missioni di Gatanga, Gaturi, Karuri, assumendo l'incarico di parroco. E poi ancora a Sagana Parish e a Tuthu, fino al 2017, anno del suo rientro in Italia per ragioni di salute.

Padre Cesare Molteni
L'anno successivo l'approdo nella casa della Consolata di Bevera, a Castello Brianza, dove era rimasto sino allo scorso aprile, quando insieme agli altri religiosi aveva affrontato il trasloco a Maresso di Missaglia, dando così il via ad un capitolo nuovo della storia missionaria qui in Brianza. Qualche settimana fa, il rientro nella casa madre del torinese dove nelle scorse ore si è spento. A piangerlo oggi, sono i religiosi della congregazione, ma anche i fedeli che in questi anni hanno avuto la possibilità di conoscerlo ed apprezzarlo sia dal punto di vista umano, che spirituale.
Forte era il suo legame con il territorio: padre Cesare aveva studiato al Passone di Montevecchia. ''Qui ho frequentato le scuole medie, poi per il ginnasio e il liceo sono andato a Varallo'' ci aveva detto nel 2018 in occasione di un incontro avvenuto proprio sul colle. ''Io sono di Garbagnate Monastero e una volta venne padre Pietro Casiraghi nella nostra parrocchia a celebrare la messa. Era il superiore della Consolata qui''.

Rispetto alla lunga esperienza in Kenya, uno dei primi luoghi dove i padri arrivarono nel 1902, ci aveva raccontato di sentirne la mancanza, soprattutto della popolazione, accogliente e ospitale. ''Capitava spesso che ti incontravano per strada e ti invitavano a casa loro anche se non avevano quasi nulla da offrire'' aveva ricordato padre Cesare Molteni, che in Africa aveva imparato il kikuyu, uno dei dialetti maggiormente parlati, attraversando decenni segnati da cambiamenti ''sul piano civile, istituzionale e della Chiesa. Prima non c'era quasi nessun cattolico. Ora ci sono oltre 40 parrocchie, con circa 100 preti in quella diocesi. Il 51% delle persone è battezzato secondo il rito cattolico. Significa un milione di persone'' aveva aggiunto.
I funerali di padre Cesare si terranno venerdì 9 ottobre alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Veduggio con Colzano, preceduti dalla recita del rosario.
G.C.


















