Casatenovo, UTE: si parla di crisi delle democrazie occidentali con il professor Martinelli

Le crisi delle democrazie occidentali sono state l’argomento portante del secondo incontro della stagione 2026/2027 di UTE – Università per Tutte le Età. Dopo la presentazione dei laboratori artistici di fine settembre (ne abbiamo parlato QUI), il nuovo appuntamento, avvenuto nella serata di martedì 6 ottobre presso la sala consiliare Maldini di Casatenovo, ha visto l’intervento di Claudio Martinelli, professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, accompagnato dalla dottoressa Martina Todisco.
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Da destra Giovanni Cogliati (UTE) il professor Martinelli e la collega Martina Todisco, gli assessori Gaia Riva, Enrica Baio e Anna Rosa Besana (UTE)

Ad aprire l’incontro è stato il presidente dell’UTE Giovanni Cogliati, che ha ringraziato i relatori e ha presentato il tema della serata. Il concetto di democrazia occidentale e la decadenza dei partiti ricorrono frequentemente nei notiziari, nelle letture e nei confronti, mostrandosi come un argomento attuale e allarmante, se non fonte di inquietudine. Ma quali sono le ragioni e le conseguenze di questi fenomeni sulla società? E quali sono le ripercussioni sulla nostra stessa vita?
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A queste domande Martinelli ha provato a rispondere ripercorrendo alcuni eventi storici avvenuti nella seconda metà del Novecento, partendo nello specifico dal 1973, quando nella sponda nord del Mediterraneo esistevano solo due democrazie, quella italiana e quella francese.
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Un dato incoraggiante per la storia del nostro paese, che però nel tempo si è trasformato in motivo di inquietudine: ''Questo cambiamento di pensiero e visione odierno non è tanto dovuto al fatto che molti paesi abbiano adottato sistemi governativi non democratici, ma piuttosto allo scadimento di qualità di paesi tradizionalmente democratici. Le democrazie stabilizzate come la nostra presentano elementi di scadimento e di sfibramento del loro stesso tessuto, tanto che negli anni si inizia a fare fatica a distinguere cosa sia democratico e cosa non lo sia'' ha spiegato il professore universitario.
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Un fenomeno di regressione la cui data di nascita coincide con il 6 gennaio 2021, con l’assalto al Congresso statunitense, che ha minacciato la sicurezza dei parlamentari e la stabilità dell’intero Paese. Un evento che ha messo in luce come l’ottimismo seguito dalla caduta del muro di Berlino del 1989 e il pensiero per cui la globalizzazione avrebbe comportato quasi naturalmente un’omologazione dei paesi alle democrazie occidentali fossero illusori e irrealistici, tanto da giungere al giorno d’oggi all’effetto opposto, ovvero al sgretolamento democratico.
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''Il costituzionalismo delle democrazie occidentali è controintuitivo perché è basato su meccanismi che nella vita quotidiana non sono semplici da applicare. Il populismo e trovare un nemico comune a cui puntare il dito, invece, è molto intuitivo e fa appello a sentimenti ancestrali dell’uomo. L’opinione pubblica non si riconosce più nei sistemi di governo e nei grandi partiti tradizionali, portando alla ricerca di un nemico, identificato in Europa con l’Unione Europea, e utilizzando i social come strumenti di risonanza del disagio esistente'' ha continuato Martinelli.
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Di fronte alla domanda dei cittadini sull’utilità o meno di una costituzionalizzazione europea, il relatore ha ribadito come il problema non sia l’assenza di una regolamentazione, ma la strutturazione stessa dell’Unione Europea. Infatti, essendo un’entità sovranazionale, essa non afferma nulla sulla dimensione di ciò che deve decidere e in futuro, secondo il docente, sarà costretta ad adottare un sistema federale apposito o a divenire una confederazione per cui i governi si doteranno di una struttura di mutua decisione di fronte ad accadimenti specifici.
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Ma come si esce da questa situazione? Le parole finali di Martinelli lasciano spazio alla riflessione: ''Non so bene quale sia la soluzione a questa situazione politica e storica, ma sicuramente è necessaria una grande opera di consapevolezza nei popoli a proposito del funzionamento delle istituzioni. Una consapevolezza che deve essere accompagnata dalla competenza come due facce della stessa medaglia'' ha così concluso.
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Il prossimo appuntamento con UTE, intitolato ''L’arte di aver cura della bellezza'', sarà tenuto dalla restauratrice Anna Pirovano il 24 ottobre alle 10, sempre presso la sala consiliare di Casatenovo.
C.Fu.
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