Ello: la testimonianza di due trapiantati nella serata promossa da Comune e AIDO

Donare gli organi significa offrire a qualcuno la possibilità di ricominciare: tornare al lavoro, coltivare le proprie passioni, vedere crescere i figli. È il messaggio emerso dall’incontro di sensibilizzazione sulla donazione svoltosi venerdì sera a Ello, grazie agli interventi di Battista Arrigoni, vicepresidente del gruppo intercomunale AIDO di Oggiono, del sindaco Elena Pirovano ma soprattutto di due persone che hanno ricevuto un cuore nuovo, Lucia Polvara e Alberto Frigerio.Ello_AIDO5.jpg (55 KB)''Non una semplice campagna, ma un’occasione per informare e riflettere attraverso esperienze concrete''. È questa la prospettiva indicata da Pirovano, che ha ricordato come ''il Comune incontri il tema della donazione anche negli uffici, al momento del rilascio della carta d’identità''. Una scelta sulla quale è importante arrivare preparati, con informazioni adeguate e senza lasciarsi guidare dalla paura.Ello_AIDO4.jpg (57 KB)Arrigoni ha richiamato anche il legame della comunità con il dono, ricordando Michela Canali, insegnante scomparsa in un incidente stradale, alla quale è dedicata la sezione oggionese. L'incontro è stata anche l'occasione per offrire un riconoscimento ai familiari di Francesco Ferragni, cittadino elesse recentemente scomparso, il quale ha espresso la volontà di donare rene e fegato.

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A dare un primo volto al significato di quella scelta è stata Lucia Polvara. Ammalatasi a diciannove anni, ha raccontato di aver condotto una vita normale fino ai venticinque, quando le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. In un momento in cui le speranze sembravano ormai esaurite, è arrivata la disponibilità di un cuore.
''Ricevere una donazione significa ricominciare da capo'', ha spiegato. Per lei quel nuovo inizio ha significato anche diventare madre di due figlie, una possibilità che prima del trapianto aveva pensato di dover escludere a causa della malattia cardiaca. ''Oggi portare la propria esperienza negli ospedali e nelle scuole è un modo per dare speranza e favorire una riflessione che non dovrebbe essere rimandata al momento doloroso di una perdita, ma prima, quando la mente è lucida per decidere'' ha affermato. Ello_AIDO3.jpg (55 KB)Un percorso diverso, ma segnato dalla stessa possibilità di ripartire, è quello di Alberto Frigerio. Una vita tra lavoro e passione per il calcio, poi la scoperta che ''il mio cuore funzionava soltanto al 15 per cento''. Sono seguiti l’impianto di un pacemaker con defibrillatore e, successivamente, di un cuore artificiale, fino al trapianto nel 2015. ''La mia condizione non mi ha mai impedito di vivere a pieno'', ha sottolineato. Nel suo racconto hanno trovato spazio la vicinanza della moglie e della famiglia, ma anche i mesi trascorsi in ospedale a Bergamo, accanto a ragazzi e bambini in attesa di un organo, ''fra quelli che ce l'hanno fatta e chi non ha avuto speranza''.
Tra i ricordi, quello di Davide, un bambino trapiantato che Frigerio ha visto crescere e che oggi conduce una vita piena "fra il basket e le sue storie d'amore'': un altro esempio concreto di quanto una donazione possa cambiare il futuro di una persona. ''Che la scelta della donazione sia una vera scelta, non mera disinformazione'', ha concluso.Ello_AIDO2.jpg (50 KB)Da entrambe le testimonianze è arrivato infatti un invito chiaro a parlare del tema il più possibile. Conoscere permette di superare timori e indifferenza, affinché il consenso o il rifiuto siano frutto di una decisione realmente consapevole.

M.E.
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