Barzago: importante riconoscimento per le fotografie di Bruno Isella

Da circa quarant’anni Bruno Isella fotografa Barzago e le persone che lo abitano. Classe 1958, ha cominciato avvicinando l’obiettivo alla vita della comunità: ricorrenze, processioni e momenti quotidiani da conservare, anche quando sembrano destinati a ripetersi per sempre.
''La cosa che mi ha legato inizialmente alla fotografia è il voler documentare il mio paese'', racconta. Da questo desiderio di custodire ciò che gli sta intorno è nato un percorso che, negli anni, lo ha portato a cercare nella fotografia qualcosa di più, ''un prezioso linguaggio personale, capace di raccontare e far riflettere''.Barzago_Bruno-Isella_15.png (314 KB)Nel suo percorso un ruolo importante lo ha sempre avuto il confronto con altri appassionati. Dopo le prime esperienze in un circolo vicino a casa, Isella ha conosciuto i fotografi del Circolo Fotografico di Inverigo, di cui fa parte da molti anni. ''Qui ho trovato un approccio nel quale riconoscermi, senza mai fermarsi alla bella immagine. L'importante è sempre stato interrogarsi su ciò che una fotografia riesce a dire e trasmettere''.Barzago_Bruno-Isella_1.jpeg (80 KB)A questa idea si accompagna il ricordo degli inizi con l’analogico, degli scatti limitati, delle serate trascorse a sviluppare le immagini e del tempo necessario per vederle apparire.
''Il digitale ha reso tutto più veloce - ha ammesso - ma non ha cancellato l'esperienza spettacolare nella camera oscura'', che Isella conserva ancora attrezzata. ''Quando vedi la fotografia svilupparsi in una bacinella è sempre una piccola magia'', dice. Un’esperienza che, a suo avviso, ''tutti dovrebbero poter sperimentare almeno una volta''.Barzago_Bruno-Isella_14.jpeg (122 KB)Una ricerca che ha trovato un riconoscimento nel progetto fotografico collettivo nazionale 'Agrosfera' promosso dalla FIAF (Federazione Italiana delle Fotografie) al CIFA (Centro Italiano della Fotografia d'Autore) di Bibbiena. Tra circa 1.100 candidature, sono stati selezionati solo 300 lavori. Isella ne ha presentati due, una serie dedicata all’apicoltura ed una alla transumanza, con un gregge in salita verso i monti. Ebbene, la mattina del 19 settembre, il giorno dell'inaugurazione della mostra, Isella ha visto le sue immagini appese scoprendo solo in quel momento che entrambi i suoi progetti erano stati scelti ed esposti.

Galleria fotografica (12 immagini)

''È stata una grande sorpresa - ricorda umilmente - ma più che il risultato al concorso, per me è stato un onore vedere i miei scatti affiancati ai grandi della fotografia italiana, in un grande racconto collettivo''.
Una selezione delle immagini è confluita anche nel volume nazionale della rassegna: un modo affinché quei lavori restino, diventando, nelle sue parole, ''un patrimonio poi della cultura fotografica italiana''.Barzago_Bruno-Isella_10.jpeg (181 KB)Il progetto sull’apicoltura nasce ancora una volta vicino a casa. I protagonisti sono Elena Meregalli ed Emanuele Brambilla, dell’azienda Mieleayni sempre di Barzago, amici di Isella che hanno accolto quest'ultimo nel loro mondo, fatto di ronzii e dolcezza. ''La serie, intitolata Ayni, segue il ciclo del miele, dall’inverno alla raccolta, dal favo al laboratorio, raccontando il rapporto di reciprocità tra l’uomo e le api e i gesti di cura che lo rendono possibile'', ha illustrato Isella.
Per la serie di scatti di transumanza, invece, lo sguardo è passato alle pecore di un gregge che, sempre nella nostra zona, ha attraversato montagne e colline attraverso strade e sentieri. ''Ho ripreso un rito antico che rinnova il legame tra pastore, animali e territorio'' ha raccontato Isella.Barzago_Bruno-Isella_6.jpeg (131 KB)Dopo la vetrina nazionale, i suoi lavori torneranno a casa. ''Il 13 novembre inaugureremo una piccola mostra fotografica nell'aula consiliare qui a Barzago. L’intenzione è dare visibilità al progetto anche nel paese in cui è nato e, soprattutto, restituire qualcosa a chi mi ha dato la preziosa possibilità di essere raffigurato''. Esperienza, osservazione e racconto. Questo il viaggio che ha portato Bruno Isella a narrare, scatto dopo scatto, la propria realtà con un occhio diverso, attento ai dettagli, che ha saputo farsi strada, raggiungendo addirittura il panorama nazionale. 

M.E.
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