Oggiono: Protezione Civile in festa per i vent'anni di attività
Vent'anni di emergenze affrontate, di prevenzione, di esercitazioni e di tempo dedicato agli altri. Ma soprattutto vent'anni di persone che hanno scelto di esserci, mettendo le proprie competenze a disposizione della comunità. Il Gruppo comunale di Protezione Civile di Oggiono ha festeggiato sabato 10 ottobre il ventesimo anniversario dalla sua fondazione, avvenuta nel 2006, con una serata che ha riunito volontari, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e delle altre organizzazioni del territorio. Un traguardo celebrato attraverso immagini, ricordi e parole di riconoscenza, in un clima di forte emozione, nel quale alla soddisfazione per il cammino compiuto si è affiancato il pensiero rivolto a chi, in questi anni, ha contribuito a costruire la storia del gruppo.

La celebrazione ha rappresentato l’occasione per ripercorrere le tappe di un’attività che, nel tempo, si è sviluppata ben oltre la gestione delle emergenze. Accanto agli interventi nei momenti di difficoltà, infatti, c’è un lavoro quotidiano meno visibile ma altrettanto importante: la prevenzione, la formazione, il monitoraggio del territorio e la collaborazione con gli altri gruppi di Protezione civile. Un impegno che coinvolge i volontari, ma anche le loro famiglie e le istituzioni chiamate a sostenerne l’attività.

A sottolineare il significato della ricorrenza è stato innanzitutto il sindaco Chiara Narciso, che ha vissuto questi vent’anni da una posizione particolare. Prima ancora di diventare prima cittadina, infatti, è stata la prima coordinatrice del gruppo, partecipando direttamente alla sua nascita quando era ancora molto giovane e sedeva in Consiglio comunale.

''Ho visto nascere il gruppo e l’ho visto crescere e lavorare tantissimo in questi vent’anni'', ha ricordato, ripercorrendo le origini dell’esperienza avviata grazie alla volontà degli amministratori che allora guidavano il Comune. Un legame personale che ha reso la celebrazione particolarmente significativa: per Narciso, il gruppo non è soltanto una realtà da sostenere in qualità di sindaco, ma una parte della propria storia di impegno civico. ''Per me è sempre un orgoglio, da amministratrice, vedere che nella mia città c’è una storia così lunga di volontariato e di persone che hanno voglia di spendersi per il bene comune'', ha aggiunto, richiamando il valore di una comunità nella quale, nel corso della stessa settimana, si sono concentrati diversi anniversari associativi.

Una ricchezza che, secondo il sindaco, trova nella Protezione civile una declinazione particolare, perché alla disponibilità verso gli altri si accompagna la responsabilità di intervenire quando la sicurezza delle persone e del territorio è in gioco. Per chi amministra un Comune, poter contare su un gruppo di volontari preparati significa infatti avere un supporto prezioso proprio nei momenti più difficili. ''Quando inizia a piovere forte, quando succede qualcosa, sapere di poter contare su un gruppo di volontari di Protezione civile locale vuol dire tantissimo'', ha spiegato Narciso.

Ma il lavoro del gruppo non si esaurisce quando scatta l’allarme. Una parte fondamentale dell’attività riguarda la prevenzione, attraverso il monitoraggio dei torrenti e del reticolo idrico minore, le esercitazioni e le iniziative realizzate anche insieme ai Comuni vicini. Tra queste, le attività legate a ''Fiumi Sicuri'', che permettono di intervenire sui corsi d’acqua e contribuire alla riduzione dei rischi idrogeologici. Un lavoro che, proprio perché svolto prima che si verifichi un’emergenza, spesso rimane lontano dagli occhi dei cittadini, ma rappresenta uno degli aspetti più importanti della Protezione civile. La collaborazione sovracomunale è un altro elemento centrale. Oggiono partecipa alle esercitazioni e alle iniziative condivise con altri gruppi, tra cui quelle legate alla sicurezza dei fiumi, lavorando anche con i territori confinanti. Il riferimento è, per esempio, al torrente Vallegrossa, che interessa il confine con Galbiate e richiede un’attività coordinata tra le amministrazioni e i volontari coinvolti. Nel corso degli anni il gruppo ha inoltre risposto alle richieste di partecipazione alla colonna mobile, mettendo a disposizione uomini e competenze anche al di fuori del territorio comunale. Un impegno che, come ha ricordato la sindaca, richiede tempo ed energie e che può portare i volontari lontano da casa, proprio quando altre comunità si trovano in difficoltà.

Tra le esperienze ricordate durante la serata c’è stata anche quella della pandemia. Nei mesi più difficili del Covid, il PalaBachelet è stato trasformato in un polo vaccinale e la Protezione civile ha contribuito a renderlo operativo, affiancando le attività necessarie a garantire il servizio alla popolazione. I volontari sono stati inoltre impegnati nel trasporto di farmaci e beni di prima necessità e nel supporto alle persone anziane, oltre che in altre attività a sostegno dei cittadini. Un periodo nel quale la disponibilità del gruppo si è tradotta in un aiuto concreto, in risposta a bisogni che cambiavano rapidamente e richiedevano organizzazione e presenza.

Accanto alle emergenze, Narciso ha voluto sottolineare anche il lavoro svolto con le scuole. Nel corso degli anni il gruppo ha promosso attività di sensibilizzazione rivolte agli studenti di diverse età, dalla scuola dell’infanzia alle secondarie, passando anche dagli oratori. L’obiettivo è far comprendere che la Protezione civile non coincide soltanto con le persone che indossano la divisa durante un’emergenza, ma riguarda anche i comportamenti quotidiani e la responsabilità di ciascuno.
''La Protezione civile siete voi'', è il messaggio che il gruppo cerca di trasmettere ai ragazzi: un invito a riconoscere che la sicurezza collettiva nasce anche dalle scelte individuali, dall’attenzione agli altri e dalla consapevolezza dei rischi. Un percorso educativo che guarda al futuro e che si lega alla necessità, richiamata dalla sindaca, di continuare a coinvolgere nuove persone, in particolare i più giovani.

Il ventesimo anniversario è stato anche un’occasione per ringraziare chi ha contribuito alla crescita del gruppo nelle diverse fasi della sua storia. Narciso ha ricordato i volontari che erano presenti fin dall’inizio, quelli che hanno percorso soltanto un tratto di strada e poi hanno intrapreso altre esperienze, chi si è allontanato per poi tornare e chi, pur non essendo più operativo, continua a offrire il proprio sostegno. Un pensiero particolare è andato alle famiglie, che condividono le preoccupazioni legate agli interventi e alle partenze, soprattutto quando le emergenze richiedono di lasciare casa per raggiungere altre zone del Paese.

Proprio la collaborazione tra realtà differenti è stata al centro anche dell’intervento di Antonio Pasquini, sindaco di Casargo e consigliere della Provincia di Lecco delegato alla Protezione Civile. Portando il saluto del presidente della Provincia, ha ringraziato i volontari per la professionalità, la disponibilità e la capacità di mettersi in gioco, richiamando l’importanza di garantire strumenti adeguati per affrontare le emergenze.

Tra le necessità indicate figurano i mezzi, l’aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile e le esercitazioni, insieme alla formazione continua dei volontari. I piani, ha osservato, devono essere aggiornati affinché possano essere realmente utilizzati quando serve, con informazioni corrette e procedure efficaci. Un lavoro che coinvolge le amministrazioni e la struttura tecnica provinciale, oltre alle organizzazioni di volontariato.

Sulla stessa linea Domizia Mornico, presidente del Comitato di Coordinamento del Volontariato di Protezione civile della Provincia di Lecco, che ha portato il saluto del coordinamento e delle organizzazioni rappresentate. ''Dietro questo anniversario ci sono soprattutto i volontari'', ha ricordato, indicando nelle persone che hanno scelto di formarsi, esercitarsi e rendersi disponibili il cuore della storia del gruppo.
Mornico ha sottolineato il valore di una realtà capace di mantenere un legame stretto con il proprio Comune e, allo stesso tempo, di mettere a disposizione competenze ed energie quando il bisogno si manifesta altrove. La partecipazione alla colonna mobile provinciale e la collaborazione con le altre organizzazioni raccontano, secondo la presidente, un percorso nel quale l’identità locale non rappresenta un limite, ma una base da cui costruire una rete più ampia.

Il ringraziamento è stato rivolto anche ai coordinatori che si sono succeduti e alle famiglie, spesso chiamate a condividere in silenzio gli impegni e le preoccupazioni legati al volontariato. ''Questi vent’anni sono un traguardo importante, ma soprattutto raccontano una storia che continua'', ha sottolineato Mornico, augurando al gruppo di conservare lo spirito di servizio e la capacità di collaborare che ne hanno accompagnato la crescita.

A chiudere gli interventi è stato Fabio Valsecchi, dirigente della Protezione civile della Provincia di Lecco e cittadino di Oggiono, che ha richiamato il legame tra il volontariato organizzato e una tradizione di solidarietà radicata nel territorio. Il suo ringraziamento si è rivolto non soltanto ai volontari, ma anche ai tecnici e alle persone che lavorano quotidianamente dietro le quinte per permettere al sistema di funzionare.
Valsecchi ha ricordato come i volontari mettano a disposizione, quando vengono chiamati, anche le competenze maturate nella propria vita professionale. Persone che svolgono mestieri differenti, ma che nelle situazioni di necessità contribuiscono con la propria esperienza a un’attività collettiva. Un impegno che si inserisce in una storia più lunga, fatta di comunità abituate a mobilitarsi di fronte alle difficoltà, e che oggi trova nella Protezione civile una forma organizzata di risposta.

La serata ha trovato il suo momento più personale nel riconoscimento dedicato a Emilio Limonta, storico ed apprezzato volontario. Narciso lo ha indicato come una figura che, nel corso dei vent'anni, ha rappresentato un punto di riferimento per la Protezione Civile di Oggiono. A lui è stata consegnata una targa con una dedica che ne ha sottolineato ''l'instancabile impegno'', la passione e la disponibilità, riconoscendolo come esempio per gli altri volontari.
Un gesto accolto nel clima di partecipazione ed emozione che ha accompagnato l’intera celebrazione, dando un volto concreto ai ringraziamenti rivolti durante la serata. Perché dietro ogni intervento, ogni esercitazione e ogni attività di prevenzione ci sono persone che scelgono di esserci, spesso rinunciando a una parte del proprio tempo libero per rispondere alle necessità degli altri.

Il ventesimo anniversario non è stato soltanto l’occasione per guardare indietro e ripercorrere le tappe del gruppo, ma anche per ribadire la sfida dei prossimi anni: continuare a formare volontari, rinnovare le energie e avvicinare nuove generazioni a una realtà che vive della partecipazione.

Il corteo che dalla parrocchiale si è snodato sino al municipio
La celebrazione ha rappresentato l’occasione per ripercorrere le tappe di un’attività che, nel tempo, si è sviluppata ben oltre la gestione delle emergenze. Accanto agli interventi nei momenti di difficoltà, infatti, c’è un lavoro quotidiano meno visibile ma altrettanto importante: la prevenzione, la formazione, il monitoraggio del territorio e la collaborazione con gli altri gruppi di Protezione civile. Un impegno che coinvolge i volontari, ma anche le loro famiglie e le istituzioni chiamate a sostenerne l’attività.

A sottolineare il significato della ricorrenza è stato innanzitutto il sindaco Chiara Narciso, che ha vissuto questi vent’anni da una posizione particolare. Prima ancora di diventare prima cittadina, infatti, è stata la prima coordinatrice del gruppo, partecipando direttamente alla sua nascita quando era ancora molto giovane e sedeva in Consiglio comunale.

''Ho visto nascere il gruppo e l’ho visto crescere e lavorare tantissimo in questi vent’anni'', ha ricordato, ripercorrendo le origini dell’esperienza avviata grazie alla volontà degli amministratori che allora guidavano il Comune. Un legame personale che ha reso la celebrazione particolarmente significativa: per Narciso, il gruppo non è soltanto una realtà da sostenere in qualità di sindaco, ma una parte della propria storia di impegno civico. ''Per me è sempre un orgoglio, da amministratrice, vedere che nella mia città c’è una storia così lunga di volontariato e di persone che hanno voglia di spendersi per il bene comune'', ha aggiunto, richiamando il valore di una comunità nella quale, nel corso della stessa settimana, si sono concentrati diversi anniversari associativi.

Il sindaco Chiara Narciso
Una ricchezza che, secondo il sindaco, trova nella Protezione civile una declinazione particolare, perché alla disponibilità verso gli altri si accompagna la responsabilità di intervenire quando la sicurezza delle persone e del territorio è in gioco. Per chi amministra un Comune, poter contare su un gruppo di volontari preparati significa infatti avere un supporto prezioso proprio nei momenti più difficili. ''Quando inizia a piovere forte, quando succede qualcosa, sapere di poter contare su un gruppo di volontari di Protezione civile locale vuol dire tantissimo'', ha spiegato Narciso.

Ma il lavoro del gruppo non si esaurisce quando scatta l’allarme. Una parte fondamentale dell’attività riguarda la prevenzione, attraverso il monitoraggio dei torrenti e del reticolo idrico minore, le esercitazioni e le iniziative realizzate anche insieme ai Comuni vicini. Tra queste, le attività legate a ''Fiumi Sicuri'', che permettono di intervenire sui corsi d’acqua e contribuire alla riduzione dei rischi idrogeologici. Un lavoro che, proprio perché svolto prima che si verifichi un’emergenza, spesso rimane lontano dagli occhi dei cittadini, ma rappresenta uno degli aspetti più importanti della Protezione civile. La collaborazione sovracomunale è un altro elemento centrale. Oggiono partecipa alle esercitazioni e alle iniziative condivise con altri gruppi, tra cui quelle legate alla sicurezza dei fiumi, lavorando anche con i territori confinanti. Il riferimento è, per esempio, al torrente Vallegrossa, che interessa il confine con Galbiate e richiede un’attività coordinata tra le amministrazioni e i volontari coinvolti. Nel corso degli anni il gruppo ha inoltre risposto alle richieste di partecipazione alla colonna mobile, mettendo a disposizione uomini e competenze anche al di fuori del territorio comunale. Un impegno che, come ha ricordato la sindaca, richiede tempo ed energie e che può portare i volontari lontano da casa, proprio quando altre comunità si trovano in difficoltà.

Tra le esperienze ricordate durante la serata c’è stata anche quella della pandemia. Nei mesi più difficili del Covid, il PalaBachelet è stato trasformato in un polo vaccinale e la Protezione civile ha contribuito a renderlo operativo, affiancando le attività necessarie a garantire il servizio alla popolazione. I volontari sono stati inoltre impegnati nel trasporto di farmaci e beni di prima necessità e nel supporto alle persone anziane, oltre che in altre attività a sostegno dei cittadini. Un periodo nel quale la disponibilità del gruppo si è tradotta in un aiuto concreto, in risposta a bisogni che cambiavano rapidamente e richiedevano organizzazione e presenza.

Accanto alle emergenze, Narciso ha voluto sottolineare anche il lavoro svolto con le scuole. Nel corso degli anni il gruppo ha promosso attività di sensibilizzazione rivolte agli studenti di diverse età, dalla scuola dell’infanzia alle secondarie, passando anche dagli oratori. L’obiettivo è far comprendere che la Protezione civile non coincide soltanto con le persone che indossano la divisa durante un’emergenza, ma riguarda anche i comportamenti quotidiani e la responsabilità di ciascuno.
''La Protezione civile siete voi'', è il messaggio che il gruppo cerca di trasmettere ai ragazzi: un invito a riconoscere che la sicurezza collettiva nasce anche dalle scelte individuali, dall’attenzione agli altri e dalla consapevolezza dei rischi. Un percorso educativo che guarda al futuro e che si lega alla necessità, richiamata dalla sindaca, di continuare a coinvolgere nuove persone, in particolare i più giovani.

Il ventesimo anniversario è stato anche un’occasione per ringraziare chi ha contribuito alla crescita del gruppo nelle diverse fasi della sua storia. Narciso ha ricordato i volontari che erano presenti fin dall’inizio, quelli che hanno percorso soltanto un tratto di strada e poi hanno intrapreso altre esperienze, chi si è allontanato per poi tornare e chi, pur non essendo più operativo, continua a offrire il proprio sostegno. Un pensiero particolare è andato alle famiglie, che condividono le preoccupazioni legate agli interventi e alle partenze, soprattutto quando le emergenze richiedono di lasciare casa per raggiungere altre zone del Paese.

Al microfono il consigliere provinciale Antonio Pasquini
Proprio la collaborazione tra realtà differenti è stata al centro anche dell’intervento di Antonio Pasquini, sindaco di Casargo e consigliere della Provincia di Lecco delegato alla Protezione Civile. Portando il saluto del presidente della Provincia, ha ringraziato i volontari per la professionalità, la disponibilità e la capacità di mettersi in gioco, richiamando l’importanza di garantire strumenti adeguati per affrontare le emergenze.

Tra le necessità indicate figurano i mezzi, l’aggiornamento dei piani comunali di Protezione civile e le esercitazioni, insieme alla formazione continua dei volontari. I piani, ha osservato, devono essere aggiornati affinché possano essere realmente utilizzati quando serve, con informazioni corrette e procedure efficaci. Un lavoro che coinvolge le amministrazioni e la struttura tecnica provinciale, oltre alle organizzazioni di volontariato.

Domizia Mornico
Sulla stessa linea Domizia Mornico, presidente del Comitato di Coordinamento del Volontariato di Protezione civile della Provincia di Lecco, che ha portato il saluto del coordinamento e delle organizzazioni rappresentate. ''Dietro questo anniversario ci sono soprattutto i volontari'', ha ricordato, indicando nelle persone che hanno scelto di formarsi, esercitarsi e rendersi disponibili il cuore della storia del gruppo.
Mornico ha sottolineato il valore di una realtà capace di mantenere un legame stretto con il proprio Comune e, allo stesso tempo, di mettere a disposizione competenze ed energie quando il bisogno si manifesta altrove. La partecipazione alla colonna mobile provinciale e la collaborazione con le altre organizzazioni raccontano, secondo la presidente, un percorso nel quale l’identità locale non rappresenta un limite, ma una base da cui costruire una rete più ampia.

Il ringraziamento è stato rivolto anche ai coordinatori che si sono succeduti e alle famiglie, spesso chiamate a condividere in silenzio gli impegni e le preoccupazioni legati al volontariato. ''Questi vent’anni sono un traguardo importante, ma soprattutto raccontano una storia che continua'', ha sottolineato Mornico, augurando al gruppo di conservare lo spirito di servizio e la capacità di collaborare che ne hanno accompagnato la crescita.

Fabio Valsecchi della Provincia di Lecco
A chiudere gli interventi è stato Fabio Valsecchi, dirigente della Protezione civile della Provincia di Lecco e cittadino di Oggiono, che ha richiamato il legame tra il volontariato organizzato e una tradizione di solidarietà radicata nel territorio. Il suo ringraziamento si è rivolto non soltanto ai volontari, ma anche ai tecnici e alle persone che lavorano quotidianamente dietro le quinte per permettere al sistema di funzionare.
Valsecchi ha ricordato come i volontari mettano a disposizione, quando vengono chiamati, anche le competenze maturate nella propria vita professionale. Persone che svolgono mestieri differenti, ma che nelle situazioni di necessità contribuiscono con la propria esperienza a un’attività collettiva. Un impegno che si inserisce in una storia più lunga, fatta di comunità abituate a mobilitarsi di fronte alle difficoltà, e che oggi trova nella Protezione civile una forma organizzata di risposta.

Il riconoscimento a Emilio Limonta
La serata ha trovato il suo momento più personale nel riconoscimento dedicato a Emilio Limonta, storico ed apprezzato volontario. Narciso lo ha indicato come una figura che, nel corso dei vent'anni, ha rappresentato un punto di riferimento per la Protezione Civile di Oggiono. A lui è stata consegnata una targa con una dedica che ne ha sottolineato ''l'instancabile impegno'', la passione e la disponibilità, riconoscendolo come esempio per gli altri volontari.
Un gesto accolto nel clima di partecipazione ed emozione che ha accompagnato l’intera celebrazione, dando un volto concreto ai ringraziamenti rivolti durante la serata. Perché dietro ogni intervento, ogni esercitazione e ogni attività di prevenzione ci sono persone che scelgono di esserci, spesso rinunciando a una parte del proprio tempo libero per rispondere alle necessità degli altri.

Il ventesimo anniversario non è stato soltanto l’occasione per guardare indietro e ripercorrere le tappe del gruppo, ma anche per ribadire la sfida dei prossimi anni: continuare a formare volontari, rinnovare le energie e avvicinare nuove generazioni a una realtà che vive della partecipazione.
G.D.


















