Casatenovo, ex Vister: anche la terza asta va deserta. Proseguono le indagini ambientali nell'ex Vismara
Anche il terzo tentativo di vendita non è andato a buon fine. Si è tenuta infatti lo scorso mercoledì 7 ottobre, l'asta bandita dal Tribunale di Lecco nell'ambito della procedura di alienazione che interessa l'ex Vister, l'azienda farmaceutica situata nel cuore di Casatenovo, dismessa da decenni. Dopo le prime due procedure andate deserte, anche l'ultima si è chiusa con esito analogo.
Il prezzo a base d'asta era fissato in 680.625 euro, ma si partiva da un'offerta minima di 510.468,75 euro (con rialzi a partire da 1000 euro). Nessuno però, ha preso parte alla procedura, che si è chiusa con un nulla di fatto.

Nessuna novità dunque, rispetto al destino del'ex comparto farmaceutico. Quest'ultimo, costituito da cinque fabbricati in disuso oltre che da un parcheggio ad uso pubblico (quello che ospita il mercato del sabato ndr), rappresenta una potenziale opportunità per Casatenovo che potrebbe finalmente assistere ad un significativo cambiamento urbanistico e ad una valorizzazione di gran parte dell'area del centro.
Il credito detenuto dalla Banca Popolare di Sondrio (entrata a far parte di recente del gruppo Bper ndr) nei confronti della società titolare dell'area ha consentito di avviare lo scorso anno, una procedura di pignoramento presso il Tribunale di Lecco, culminata appunto con la fissazione dell'asta; i tre tentativi di alienazione si sono però conclusi - per il momento almeno - con un nulla di fatto.

Se il valore di partenza delle offerte potrebbe apparire appetibile, tenendo conto della vasta superficie del comparto ormai in disuso dalla fine degli anni Ottanta, il futuro aggiudicatario dovrà occuparsi delle opere di bonifica – da realizzare a propria cura e spese, prima di qualsiasi intervento edilizio sull'area – dal costo significativo, stante la presenza di amianto. Una circostanza che potrebbe aver sin qui frenato la partecipazione alle aste.
L'acquisizione della ex Vister potrebbe rappresentare un passaggio storico per Casatenovo, dopo il tentativo di vendita dell'ex Vismara andato a buon fine diversi mesi fa ormai. Ad aggiudicarsi il comparto è stata Officine Mak srl che proprio in questi giorni si sta occupando degli interventi propedeutici alle demolizioni, previste entro la fine dell'anno.

Dalla scorsa settimana risulta infatti transennato il piazzale tra Via Mameli e Via del Lavoro – dinnanzi all'ufficio postale – per consentire le operazioni preliminari, dopo un primo intervento di pulizia dell'area. Se l'8 e il 9 ottobre è stata eseguita un’indagine geofisica, oggi e domani, in accordo con ARPA, saranno effettuate le ulteriori indagini previste dall'aggiornato Piano di Caratterizzazione Ambientale (sondaggi, trincee e indagini geofisiche) che ha ottenuto il via libera nelle scorse settimane a seguito della Conferenza dei Servizi. Gli esiti dei rilievi in corso consentiranno di stabilire l'eventuale necessità di interventi di bonifica nel sottosuolo. Qualora si rendessero necessari, questi ultimi saranno tuttavia effettuati in una fase successiva alle demolizioni, a suolo ''libero''.

Nel frattempo – come annunciato dal vicesindaco Lorenzo Citterio – a inizio ottobre è stata protocollata la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per le demolizioni del salumificio dismesso che non necessitano dunque di ulteriori autorizzazioni. Il percorso – che si prevede comunque lungo e complesso – ha tutti i nulla osta del caso per poter prendere il via. A questo proposito non si riccorrerà ad ''esplosioni'': le strutture dell'ex salumificio saranno fatte a pezzi, con il materiale diviso e frantumato in loco.
Prima di arrivare a questo punto però, è necessario attendere la chiusura degli interventi preliminari: a partire dalla rimozione di porte e serramenti degli edifici ad esempio, operazione che dovrebbe prendere il via nel mese di novembre e protrarsi per qualche settimana.
Il prezzo a base d'asta era fissato in 680.625 euro, ma si partiva da un'offerta minima di 510.468,75 euro (con rialzi a partire da 1000 euro). Nessuno però, ha preso parte alla procedura, che si è chiusa con un nulla di fatto.

Uno degli edifici dell'area ex Vister
Nessuna novità dunque, rispetto al destino del'ex comparto farmaceutico. Quest'ultimo, costituito da cinque fabbricati in disuso oltre che da un parcheggio ad uso pubblico (quello che ospita il mercato del sabato ndr), rappresenta una potenziale opportunità per Casatenovo che potrebbe finalmente assistere ad un significativo cambiamento urbanistico e ad una valorizzazione di gran parte dell'area del centro.
Il credito detenuto dalla Banca Popolare di Sondrio (entrata a far parte di recente del gruppo Bper ndr) nei confronti della società titolare dell'area ha consentito di avviare lo scorso anno, una procedura di pignoramento presso il Tribunale di Lecco, culminata appunto con la fissazione dell'asta; i tre tentativi di alienazione si sono però conclusi - per il momento almeno - con un nulla di fatto.

L'area ex Vister in un'immagine aerea
Se il valore di partenza delle offerte potrebbe apparire appetibile, tenendo conto della vasta superficie del comparto ormai in disuso dalla fine degli anni Ottanta, il futuro aggiudicatario dovrà occuparsi delle opere di bonifica – da realizzare a propria cura e spese, prima di qualsiasi intervento edilizio sull'area – dal costo significativo, stante la presenza di amianto. Una circostanza che potrebbe aver sin qui frenato la partecipazione alle aste.
L'acquisizione della ex Vister potrebbe rappresentare un passaggio storico per Casatenovo, dopo il tentativo di vendita dell'ex Vismara andato a buon fine diversi mesi fa ormai. Ad aggiudicarsi il comparto è stata Officine Mak srl che proprio in questi giorni si sta occupando degli interventi propedeutici alle demolizioni, previste entro la fine dell'anno.

Il cantiere allestito dinnanzi all'ex Vismara
Dalla scorsa settimana risulta infatti transennato il piazzale tra Via Mameli e Via del Lavoro – dinnanzi all'ufficio postale – per consentire le operazioni preliminari, dopo un primo intervento di pulizia dell'area. Se l'8 e il 9 ottobre è stata eseguita un’indagine geofisica, oggi e domani, in accordo con ARPA, saranno effettuate le ulteriori indagini previste dall'aggiornato Piano di Caratterizzazione Ambientale (sondaggi, trincee e indagini geofisiche) che ha ottenuto il via libera nelle scorse settimane a seguito della Conferenza dei Servizi. Gli esiti dei rilievi in corso consentiranno di stabilire l'eventuale necessità di interventi di bonifica nel sottosuolo. Qualora si rendessero necessari, questi ultimi saranno tuttavia effettuati in una fase successiva alle demolizioni, a suolo ''libero''.

Nel frattempo – come annunciato dal vicesindaco Lorenzo Citterio – a inizio ottobre è stata protocollata la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per le demolizioni del salumificio dismesso che non necessitano dunque di ulteriori autorizzazioni. Il percorso – che si prevede comunque lungo e complesso – ha tutti i nulla osta del caso per poter prendere il via. A questo proposito non si riccorrerà ad ''esplosioni'': le strutture dell'ex salumificio saranno fatte a pezzi, con il materiale diviso e frantumato in loco.
Prima di arrivare a questo punto però, è necessario attendere la chiusura degli interventi preliminari: a partire dalla rimozione di porte e serramenti degli edifici ad esempio, operazione che dovrebbe prendere il via nel mese di novembre e protrarsi per qualche settimana.
G.C.


















