Campo largo: narrazione o sostanza?

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Che la Politica oggi sia sinonimo non di ricerca del meglio per la collettività ma spesso solo di preordinata contrapposizione tra le parti è cosa purtroppo ormai evidente a tutti.
Non che non ci siano trattazioni di sostanza sui vari aspetti della vita pubblica ma risulta predominante una tensione confutativa delle tesi degli altri rispetto al merito del contendere. Una sistematica e preordinata confutazione, condita da immancabili retoriche sceneggiate, dettata dalle proprie convenienze più che dal Bene Comune.
Il mondo mediatico (Il GCM = Grande Circo Mediatico, come lo chiamo io) è del resto in gran parte sempre in ricerca del sensazionale contribuendo ad alzare il tono dello scontro anche per motivi di “audience” e di polarizzazione dell'opinione pubblica. E' che, se anche non c'è, bisogna sempre inventarsi la polemica del giorno altrimenti si perdono gli ascolti, sigh!
Uno dei “fenomeni” più chiacchierati in politica risulta essere quello che viene definito con un'immagine di lavoro agreste come “Il Campo Largo” e relativi satirici nomignoli.
E' su questo che vorrei sinteticamente porre la mia attenzione cercando di andare a quella che reputo la sostanza ben oltre il defaticante e spesso lezioso dibattito che da tempo gli sta girando attorno.
E' chiaro che Conte abbia ricevuto un mandato preciso derivante dalla sua base del resto ben definito nell'Assemblea di “Nova” a compimento di una ben più ampia consultazione sapientemente allargata anche ai non iscritti. Questa mi parrebbe una posizione coerente almeno per coloro che realmente credono in una effettiva partecipazione dal basso.
Come però sono oggettive le attuali differenze politiche che ne derivano all'interno della “coalizione di centro-sinistra” peraltro variamente denominata a secondo di chi ne farà parte, sigh!!!
La questione dirimente, a fronte della grande maggioranza delle questioni condivise, è certamente quella dell'invio o meno di ulteriore armi all'Ucraina come pure il “cosiddetto “Riarmo Europeo”.
Certo c'è anche lo stucchevole refrain di chi guiderà la coalizione abbinato pure all'altro tormentone delle “Primarie o no” ma questo sembra proprio poter essere superato solo dall'effettivo svolgimento di quest'ultime che evidentemente consacrerebbero anche la “linea politica”della coalizione.
Su tutto questo cerco “dal basso” di esprimere il mio punto di vista.
Senza troppi giri di parole e semplificando mi sembra ben più condivisibile la linea di Conte ma anche quella simile, e non è di poco conto, di AVS. Ci sarebbe però, perlomeno a mio avviso, la possibilità di una composizione non solo tattica di tutte le posizioni: quella di dare un termine ben definito a Zelensky per poter addivenire ad una risoluzione dignitosa ma ben concretamente delineata del conflitto con l'invasore Putin.

Quindi mantenere l'appoggio anche militare in corso solo in funzione di un tempo ben specificato e soprattutto assai limitato di risoluzione del conflitto al di là del quale si bloccherà ogni invio di componenti militari. La stessa cosa ovviamente dovrebbe valere nei confronti della Russia rispetto al piano delle nostre sanzioni e anche paventando, come contropartita positiva, una possibile ripresa dei rapporti commerciali in caso di composizione del conflitto.

Questa mi parrebbe pure, e a maggior ragione, una buona ipotesi da praticare in contemporanea su base europea, a prescindere dalla posizione Nato che sembra ormai definitivamente compromessa dall'inqualificabile linea espressa dagli attuali Usa Trumpiani in “ritirata” dal contesto europeo. Così facendo l'Europa stessa potrebbe, anche se tardivamente, assumere quell'importantissimo ruolo di mediazione negoziale nella trattativa sempre sinora proclamato ma mai in realtà assunto e praticato. E non sfuggirà che così operando il “Sopito Gigante Europeo” potrebbe svolgere quell'opera di “stabilizzazione” che gli può competere in ragione del suo retaggio umanistico e sociale ma soprattutto facendo leva sull'unico ruolo “di peso” che possa svolgersi in un mondo materialistico come purtroppo è il nostro: quello di grande potenza economica-industriale e di allettante grande mercato commerciale. La vera nostra “arma” quindi sarebbe semmai il nostro “peso economico” e non un utopico controbilanciamento militare dl resto realmente raggiungibile solo pareggiando le 6000 e oltre testate nucleari Russe.

Giudichi ognuno la fondatezza di tale scenario.

Purtroppo anche attorno a tutto ciò la gran parte dei Media si rende corresponsabile della situazione perché spesso veicola, legittimandola, la narrazione che assuefa e spesso rassegna l'opinione pubblica ad una logica schiacciata sull'esistente. Due ulteriori esempi, oltre quelli della questione sopra esposta: In economia si ritiene ormai “normale” la speculazione dei mercati ad esempio sul prezzo del petrolio e così pure gli extra profitti sulle relative vendite. Come in politica il movente delle scelte comportamentali dei vari esponenti viene sempre prospettato come espressione del loro utilitarismo nonché arrivismo personale. Non che ciò spesso non sia vero ma darlo per scontato per tutti loro non rende giustizia a quei perlomeno pochi virtuosi che provano seriamente a perseguire quella Giustizia Sociale che dovrebbe essere il vero faro della Politica. Tutto ciò finisce col produrre nell'opinione pubblica una forma di apatia del “son tutti uguali” o “tutti rubano” che di fatto favorisce anche elettoralmente chi avendo l'abilità mediatica di presentare al meglio il proprio “prodotto”è magari realmente mosso dagli interessi personali più negativi e a scapito di coloro che praticano realmente la politica come servizio. Invece i giornalisti ed opinionisti dei media, come pure gli intellettuali, dovrebbero essere i guardiani ( mi sembra che non siano molti) dell'etica sociale e quindi contribuire a fornire alla Cittadinanza elementi reali di valutazione rendendo i cittadini stessi più consapevoli e quindi più responsabili di una convivenza civile degna di tale nome.
Semplice moralismo anche il mio?
Ognuno giudichi...
Germano Bosisio
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