Barzago, inaugurata la nuova scuola: un traguardo significativo per tutta la comunità
Una scuola restituita ai bambini e, insieme, un luogo nel quale l’intera comunità può riconoscersi. È questo il significato che ha accompagnato, questa mattinata, l’inaugurazione della scuola primaria Angelo Pulici di Barzago. Un traguardo atteso da quattro anni, al termine di un cantiere lungo e complesso, avviato dalla precedente amministrazione e completato dall’attuale. Già operativa dal 14 di settembre, la struttura è stata presentata ufficialmente alla cittadinanza, alla presenza di numerose autorità del territorio e non solo.

Ad aprire gli interventi è stata il sindaco Melissa Cereda, che non ha nascosto l’emozione per il risultato raggiunto. ''L’obiettivo era quello di far rientrare qui i nostri bimbi e ci siamo riusciti'', ha sottolineato, ringraziando anzitutto la propria squadra, con la quale ha ''attraversato momenti difficili senza rinunciare a portare avanti il progetto''.

Parole di riconoscenza sono state rivolte anche al personale comunale e agli uffici, impegnati in un lavoro assiduo, oltre che all’impresa Gervasoni che ha preso in carico la situazione e ultimato le opere in tempi ristretti. La prima cittadina ha quindi ringraziato le autorità presenti, la dirigente scolastica e l’ex sindaco Mirko Ceroli. Proprio l’invito personale rivolto al predecessore ha rappresentato un bel gesto di riconoscimento: la volontà di condividere il traguardo con chi aveva contribuito ad avviare il percorso, valorizzando la continuità del lavoro compiuto per il paese.

Alla dimensione educativa della giornata ha dato voce il dirigente scolastico Viviana Patricelli. ''Non si inaugura soltanto un edificio - ha spiegato - bensì un luogo che torna a presentarsi con un nuovo vestito, pronto ad accogliere domande, differenze e futuro. Una scuola nella quale nessuno debba sentirsi escluso e in cui gli ambienti rinnovati possano accompagnare la crescita dei bambini''.

Rivolgendosi agli alunni, Patricelli li ha invitati ad avere cura della scuola ''come della propria cameretta'' e a entrarvi ogni giorno con gli occhi pieni di meraviglia. Alle famiglie ha assicurato un cammino condiviso, mentre alle insegnanti ha espresso gratitudine per il lavoro svolto: ''Questa scuola è anche vostra''. Il richiamo al significato di ‘educere’, quindi tirare fuori il meglio da ogni alunno, ha riassunto il senso del suo intervento: dare alla primaria un futuro all’altezza della sua funzione educativa, rendendola motivo di orgoglio per tutti i barzaghesi.

È stato quindi l’architetto Giorgio Isella a illustrare le scelte progettuali, raccontando un’idea di scuola nella quale gli spazi partecipano attivamente all’esperienza educativa. A partire dall’esterno, al centro dei due edifici, dove una grande ellisse disegnata a terra richiama una piazza, in una sorta di abbraccio ideale. Come ha illustrato, si tratta di ''uno spazio di incontro ispirato all'anfiteatro, da sempre luogo di circolazione della cultura e di vita comunitaria''.

''L’esperienza del Covid - ha continuato Isella - ha rafforzato la nostra convinzione che fosse fondamentale poter svolgere attività anche all’aperto''. Da qui l’attenzione al rapporto con la natura e a un portico che mantiene aperto il dialogo con il cielo. ''Spero che queste aperture circolari non vengano chiuse in futuro: il fatto che in alcuni punti possa entrare la pioggia è una scelta precisa''.
L’architetto ha richiamato le esperienze dei Paesi Scandinavi, dove ''i bambini vengono lasciati giocare nel fango e vivere un contatto diretto con gli elementi naturali, cosa che speriamo possa avvenire anche qui''. Anche le colonne che reggono il portico, nei toni del verde menta e latte, ''come delle piante delimitano uno spazio nel quale fermarsi, vivere, confrontarsi''. L’insieme vuole suggerire un ambiente capace di raccontare una fiaba, nel quale incontrare figure in legno che diventano compagni di viaggio: una balena, una giraffa, un rinoceronte, un cervo e altri animali ancora.

A queste suggestioni si affianca una scelta misurata di colori e materiali. Isella ha spiegato di prediligere per le scuole ''tonalità neutre e morbide, lasciando ai bambini il compito di animare e colorare gli ambienti con i loro disegni alle pareti''. Ha inoltre richiamato i materiali naturali impiegati, dalla gomma alla fibra di legno, fino al legno lamellare assemblato a secco. Alla base, una convinzione: ''l’architettura è un atto culturale e creativo che incide sulla vita delle persone. Nella scuola diventa essa stessa un elemento educante, non un semplice contenitore di aule e attività''.

A prendere successivamente la parola è stato il consigliere con delega ai lavori pubblici Stefano Beretta, che ha riportato l’attenzione sui protagonisti della giornata, i bambini. ''Dietro a questo enorme e agognato risultato - ha ricordato - non ci sono soltanto impianti e componenti, ma problemi da risolvere, responsabilità da assumersi e giornate nelle quali trovare pazienza e determinazione per andare avanti''.

Anch’egli ha ringraziato l’impresa per aver completato i lavori ''in meno della metà del tempo previsto dal capitolato'' insieme ai volontari che hanno contribuito alla sistemazione degli ambienti. Ha inoltre indicato gli interventi che l’amministrazione intende portare avanti, tra cui la sostituzione degli infissi esterni dell’edificio vecchio. ''Una scuola riapre, ma quel che si apre è una possibilità nuova per la comunità'', il senso del suo messaggio, accompagnato dall’invito ai bambini a non smettere di sognare.

L’intervento dell’ex sindaco Mirko Ceroli ha poi intrecciato emozione personale e memoria collettiva. ''Questo discorso lo avevo pronto già da un diverso tempo'', ha esordito, ringraziando Melissa Cereda per l’invito personale. Il già primo cittadino ha ricordato la posizione della primaria ''nel vero e proprio cuore del paese, circondata da biblioteca, municipio, ambulatori, spazi per gli anziani, oratorio e sede dei volontari''. Una vicinanza che esprime una precisa idea di comunità: un centro vivo, nel quale le persone possano incontrarsi e le generazioni avvicinarsi. ''Una visione nella quale - ha ricordato - hanno creduto anche le amministrazioni di Adriano Pozzi, Mario Tentori e la mia, attraverso impegno e progettualità''. Un pensiero particolare è andato a Tentori, dalla cui amministrazione era partita l’idea del centro civico, insieme all’architetto Sergio Fumagalli, ricordati entrambi con affetto.

''Il PNRR ha consentito di dare concretezza al progetto, mentre all’attuale squadra di Cereda va riconosciuto pienamente il merito di aver portato a termine i lavori'', ha sottolineato. Da insegnante, ha ringraziato anche le colleghe, certo che ''sapranno rendere la scuola ancora più bella''. Particolarmente significativo, il racconto su chi alla scuola ha dato il proprio nome: Angelo Pulici. Nato nel 1896, partito diciannovenne per la Prima guerra mondiale e tornato cieco dal conflitto, a lui gli amministratori di allora decisero di intitolare ''la cosa più bella di un paese''. Una scuola rimasta nella storia di Barzago mentre si susseguivano le generazioni, pronta ora a scrivere un nuovo capitolo. ''Il futuro è qui davanti a noi'', ha concluso rivolgendosi ai bambini presenti.

È intervenuta quindi il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, la quale ha sottolineato il valore dell’investimento sulle nuove generazioni. Rivolgendosi al sindaco, ha indicato nella presenza di tanti amministratori il segno di ''una provincia unita, capace di sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e di raggiungere insieme i risultati: un arcobaleno dopo la tempesta''.

Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha definito l’apertura di una scuola ''una delle cose più belle che un’amministrazione possa realizzare''. Un riconoscimento particolare è andato all’amministrazione barzaghese, per la perseveranza dimostrata: un impegno letto come ''un gesto d’amore che lega la comunità ai propri amministratori e viceversa''.

Per il senatore Tino Magni la cerimonia ha avuto anche il sapore di un ritorno personale: ''Ad ottant’anni mi ritrovo nella mia scuola''. Ricordando le difficoltà del cantiere e la figura di Mario Tentori, ha richiamato ''l’importanza di un edificio funzionale ma soprattutto inclusivo, inserito nella comunità, dove nessuno debba sentirsi escluso o straniero''. Una scuola al centro del paese diventa così anche un richiamo a costruire ''una società tollerante, capace di trasmettere un messaggio di pace''.

Il prefetto Paolo Ponta ha raccontato di aver percepito ''fin dal mio arrivo a Barzago lo spirito della comunità che la contraddistingue''. Gli spazi belli e funzionali, ha osservato, devono ora essere ''riempiti dalla vita scolastica, attraverso l’alleanza tra famiglie, insegnanti e bambini''. Accanto all’apprendimento delle nozioni, la scuola deve ''aiutare ciascuno a esprimere il meglio di sé e insegnare il rispetto, a partire dal compagno in difficoltà, formando i cittadini di domani’’, ha concluso.

È seguito il momento della benedizione con don Giovanni Colombo, il quale ha espresso ''gratitudine per aver restituito vitalità a uno spazio segnato da quattro anni di silenzio''. Il sacerdote ha invitato a rivolgere un pensiero anche ai bambini che, nel mondo, incontrano difficoltà nell’accesso all’istruzione, con l’auspicio che possano disporre di luoghi altrettanto belli.

A chiudere gli interventi, prima della visita fra gli ambienti della scuola riaperta, è stato il vicesindaco Emanuele Silvio Mauri, che ha condiviso l’emozione della mattinata e la volontà di guardare al futuro, pur in un mondo sempre più complicato. Un ringraziamento ai presenti per il sostegno e un’esortazione finale, semplice e diretta: ''Avanti tutta!''

Il sindaco Melissa Cereda (a sinistra) e l'assessore Valentina Magni
Ad aprire gli interventi è stata il sindaco Melissa Cereda, che non ha nascosto l’emozione per il risultato raggiunto. ''L’obiettivo era quello di far rientrare qui i nostri bimbi e ci siamo riusciti'', ha sottolineato, ringraziando anzitutto la propria squadra, con la quale ha ''attraversato momenti difficili senza rinunciare a portare avanti il progetto''.

Parole di riconoscenza sono state rivolte anche al personale comunale e agli uffici, impegnati in un lavoro assiduo, oltre che all’impresa Gervasoni che ha preso in carico la situazione e ultimato le opere in tempi ristretti. La prima cittadina ha quindi ringraziato le autorità presenti, la dirigente scolastica e l’ex sindaco Mirko Ceroli. Proprio l’invito personale rivolto al predecessore ha rappresentato un bel gesto di riconoscimento: la volontà di condividere il traguardo con chi aveva contribuito ad avviare il percorso, valorizzando la continuità del lavoro compiuto per il paese.

Il dirigente dell'IC di Barzanò, Viviana Patricelli
Alla dimensione educativa della giornata ha dato voce il dirigente scolastico Viviana Patricelli. ''Non si inaugura soltanto un edificio - ha spiegato - bensì un luogo che torna a presentarsi con un nuovo vestito, pronto ad accogliere domande, differenze e futuro. Una scuola nella quale nessuno debba sentirsi escluso e in cui gli ambienti rinnovati possano accompagnare la crescita dei bambini''.

Il taglio del nastro
Rivolgendosi agli alunni, Patricelli li ha invitati ad avere cura della scuola ''come della propria cameretta'' e a entrarvi ogni giorno con gli occhi pieni di meraviglia. Alle famiglie ha assicurato un cammino condiviso, mentre alle insegnanti ha espresso gratitudine per il lavoro svolto: ''Questa scuola è anche vostra''. Il richiamo al significato di ‘educere’, quindi tirare fuori il meglio da ogni alunno, ha riassunto il senso del suo intervento: dare alla primaria un futuro all’altezza della sua funzione educativa, rendendola motivo di orgoglio per tutti i barzaghesi.

L'architetto Giorgio Isella
È stato quindi l’architetto Giorgio Isella a illustrare le scelte progettuali, raccontando un’idea di scuola nella quale gli spazi partecipano attivamente all’esperienza educativa. A partire dall’esterno, al centro dei due edifici, dove una grande ellisse disegnata a terra richiama una piazza, in una sorta di abbraccio ideale. Come ha illustrato, si tratta di ''uno spazio di incontro ispirato all'anfiteatro, da sempre luogo di circolazione della cultura e di vita comunitaria''.

''L’esperienza del Covid - ha continuato Isella - ha rafforzato la nostra convinzione che fosse fondamentale poter svolgere attività anche all’aperto''. Da qui l’attenzione al rapporto con la natura e a un portico che mantiene aperto il dialogo con il cielo. ''Spero che queste aperture circolari non vengano chiuse in futuro: il fatto che in alcuni punti possa entrare la pioggia è una scelta precisa''.

A queste suggestioni si affianca una scelta misurata di colori e materiali. Isella ha spiegato di prediligere per le scuole ''tonalità neutre e morbide, lasciando ai bambini il compito di animare e colorare gli ambienti con i loro disegni alle pareti''. Ha inoltre richiamato i materiali naturali impiegati, dalla gomma alla fibra di legno, fino al legno lamellare assemblato a secco. Alla base, una convinzione: ''l’architettura è un atto culturale e creativo che incide sulla vita delle persone. Nella scuola diventa essa stessa un elemento educante, non un semplice contenitore di aule e attività''.

Il consigliere delegato ai lavori pubblici, Stefano Beretta
A prendere successivamente la parola è stato il consigliere con delega ai lavori pubblici Stefano Beretta, che ha riportato l’attenzione sui protagonisti della giornata, i bambini. ''Dietro a questo enorme e agognato risultato - ha ricordato - non ci sono soltanto impianti e componenti, ma problemi da risolvere, responsabilità da assumersi e giornate nelle quali trovare pazienza e determinazione per andare avanti''.

Le autorità civili intervenute alla cerimonia di questa mattina
Anch’egli ha ringraziato l’impresa per aver completato i lavori ''in meno della metà del tempo previsto dal capitolato'' insieme ai volontari che hanno contribuito alla sistemazione degli ambienti. Ha inoltre indicato gli interventi che l’amministrazione intende portare avanti, tra cui la sostituzione degli infissi esterni dell’edificio vecchio. ''Una scuola riapre, ma quel che si apre è una possibilità nuova per la comunità'', il senso del suo messaggio, accompagnato dall’invito ai bambini a non smettere di sognare.

Mirko Ceroli, già sindaco di Barzago
L’intervento dell’ex sindaco Mirko Ceroli ha poi intrecciato emozione personale e memoria collettiva. ''Questo discorso lo avevo pronto già da un diverso tempo'', ha esordito, ringraziando Melissa Cereda per l’invito personale. Il già primo cittadino ha ricordato la posizione della primaria ''nel vero e proprio cuore del paese, circondata da biblioteca, municipio, ambulatori, spazi per gli anziani, oratorio e sede dei volontari''. Una vicinanza che esprime una precisa idea di comunità: un centro vivo, nel quale le persone possano incontrarsi e le generazioni avvicinarsi. ''Una visione nella quale - ha ricordato - hanno creduto anche le amministrazioni di Adriano Pozzi, Mario Tentori e la mia, attraverso impegno e progettualità''. Un pensiero particolare è andato a Tentori, dalla cui amministrazione era partita l’idea del centro civico, insieme all’architetto Sergio Fumagalli, ricordati entrambi con affetto.

''Il PNRR ha consentito di dare concretezza al progetto, mentre all’attuale squadra di Cereda va riconosciuto pienamente il merito di aver portato a termine i lavori'', ha sottolineato. Da insegnante, ha ringraziato anche le colleghe, certo che ''sapranno rendere la scuola ancora più bella''. Particolarmente significativo, il racconto su chi alla scuola ha dato il proprio nome: Angelo Pulici. Nato nel 1896, partito diciannovenne per la Prima guerra mondiale e tornato cieco dal conflitto, a lui gli amministratori di allora decisero di intitolare ''la cosa più bella di un paese''. Una scuola rimasta nella storia di Barzago mentre si susseguivano le generazioni, pronta ora a scrivere un nuovo capitolo. ''Il futuro è qui davanti a noi'', ha concluso rivolgendosi ai bambini presenti.

Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco
È intervenuta quindi il presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann, la quale ha sottolineato il valore dell’investimento sulle nuove generazioni. Rivolgendosi al sindaco, ha indicato nella presenza di tanti amministratori il segno di ''una provincia unita, capace di sostenersi reciprocamente nelle difficoltà e di raggiungere insieme i risultati: un arcobaleno dopo la tempesta''.

Il sottosegretario regionale Mauro Piazza
Il sottosegretario regionale Mauro Piazza ha definito l’apertura di una scuola ''una delle cose più belle che un’amministrazione possa realizzare''. Un riconoscimento particolare è andato all’amministrazione barzaghese, per la perseveranza dimostrata: un impegno letto come ''un gesto d’amore che lega la comunità ai propri amministratori e viceversa''.

Il senatore Tino Magni
Per il senatore Tino Magni la cerimonia ha avuto anche il sapore di un ritorno personale: ''Ad ottant’anni mi ritrovo nella mia scuola''. Ricordando le difficoltà del cantiere e la figura di Mario Tentori, ha richiamato ''l’importanza di un edificio funzionale ma soprattutto inclusivo, inserito nella comunità, dove nessuno debba sentirsi escluso o straniero''. Una scuola al centro del paese diventa così anche un richiamo a costruire ''una società tollerante, capace di trasmettere un messaggio di pace''.

Il prefetto Paolo Ponta
Il prefetto Paolo Ponta ha raccontato di aver percepito ''fin dal mio arrivo a Barzago lo spirito della comunità che la contraddistingue''. Gli spazi belli e funzionali, ha osservato, devono ora essere ''riempiti dalla vita scolastica, attraverso l’alleanza tra famiglie, insegnanti e bambini''. Accanto all’apprendimento delle nozioni, la scuola deve ''aiutare ciascuno a esprimere il meglio di sé e insegnare il rispetto, a partire dal compagno in difficoltà, formando i cittadini di domani’’, ha concluso.

Il parroco don Giovanni Colombo
È seguito il momento della benedizione con don Giovanni Colombo, il quale ha espresso ''gratitudine per aver restituito vitalità a uno spazio segnato da quattro anni di silenzio''. Il sacerdote ha invitato a rivolgere un pensiero anche ai bambini che, nel mondo, incontrano difficoltà nell’accesso all’istruzione, con l’auspicio che possano disporre di luoghi altrettanto belli.

L'assessore e vicesindaco Emanuele Silvio Mauri
A chiudere gli interventi, prima della visita fra gli ambienti della scuola riaperta, è stato il vicesindaco Emanuele Silvio Mauri, che ha condiviso l’emozione della mattinata e la volontà di guardare al futuro, pur in un mondo sempre più complicato. Un ringraziamento ai presenti per il sostegno e un’esortazione finale, semplice e diretta: ''Avanti tutta!''
Margherita Elgani


















