Monticello: il festival poliziesco ''La passione per il delitto'' celebra a Villa Greppi i suoi 25 anni
Venticinque anni di delitti da affrontare, indagini da svolgere e colpevoli da catturare. Ha raggiunto un traguardo storico ''La passione per il delitto'', il festival di narrativa poliziesca che, nella giornata di domenica 18 ottobre, è tornato ad animare gli spazi di Villa Greppi a Monticello. Nato nel 2002 da un'intuizione di Paola Pioppi e cresciuto grazie alla collaborazione con il Consorzio Brianteo Villa Greppi, l'appuntamento ha festeggiato il suo quarto di secolo con una maratona di sei incontri e diciotto autori protagonisti della scena noir contemporanea, attirando tantissimi cittadini e appassionati da tutto il territorio.

Ad aprire la giornata è stato il messaggio di benvenuto del presidente del Consorzio Gianni Confalonieri, letto da Paolo Moretti, che ha ricordato il valore di un appuntamento divenuto ormai tradizione: ''Per venticinque anni questo festival ha portato il nome di Villa Greppi in giro per l’Italia e per il mondo, così come ha condotto un pezzo importante dell’universo letterario dentro Villa Greppi stessa. Questo Consorzio non può che dirsi orgoglioso per aver sempre sostenuto questa manifestazione, ma anche per quell’intuizione che lo ha portato a credere fin da subito nella bontà di questo progetto. Ringrazio per questo Paola Pioppi, Antonella De Chiara e Giuseppe Spada, così come tutti gli altri volontari che hanno reso questa giornata possibile''.

È stata poi la stessa Paola Pioppi a prendere la parola e a tracciare il senso profondo di questo importante traguardo, ricordando anche la figura di Fabrizio Galli, tra gli organizzatori del festival, purtroppo venuto a mancare.

''Noi organizziamo questo festival come volontari, perché crediamo che abbia un senso importante, ovvero quello di fare in modo che si leggano più libri. Leggere significa trovare uno spazio esclusivamente nostro, all’interno del quale, senza dover rendere conto di niente a nessuno, formiamo opinioni, gusti ed esperienze. Soprattutto però costruiamo indipendenza. Se devo pensare a qualcosa di cui sono orgogliosa per questi 25 anni di festival è di aver contribuito a distribuire continuamente stimoli per andare in una direzione di indipendenza, partendo proprio dalla lettura dei libri'' ha affermato l’ideatrice.
A seguito dei saluti istituzionali la giornata è entrata nel vivo con una serie di confronti serrati sul palco. Il primo incontro è stato condotto dalla giornalista Katia Trinca Colonel, che ha guidato un dialogo a tre voci dedicato alla quotidianità che si tinge di giallo insieme ad Andrea Fazioli, autore di ''Una piccola cosa proibita'', Rosa Teruzzi con ''Trappola nella nebbia'' e Filippo Venturi con ''I conti senza l’oste''.

Alle 12.30 la riflessione si è spostata sui risvolti più psicologici del genere noir attraverso il confronto curato da Paolo Moretti, che ha visto protagonisti Piero Colaprico con ''Trilogia della città di M'', Carmen Garofalo con ''La vittimologa'' e il duo composto da De Bellis & Fiorillo, arrivati al festival per presentare in anteprima assoluta il romanzo ''A sparire sono sempre i migliori''.
Dopo la pausa pranzo che ha riunito pubblico e autori attorno alla tavola tinta di giallo e nero, il pomeriggio è ripartito alle 14.30 sotto la guida di Mauro Cereda. Al centro del dibattito sono finiti i delitti ambientati proprio sul territorio brianzolo, raccontati da Michele Brambilla con ''La signora Gisa è improvvisamente scomparsa'', Nicola Bronzino con ''Omicidio al novantesimo'' e Franco Vanni con ''Morte e miracoli del numero 3''.

Alle 15.30 Nicoletta Sipos ha spostato la geografia del delitto verso ambientazioni marittime, esplorando i misteri di provincia insieme ad Antonio Boggio con ''Nero Mediterraneo'', Gian Andrea Cerone con ''L’incertezza del domani'' e Gaspare Grammatico con ''La mentalità del granchio''.
La penultima tappa della giornata, moderata da Marco Proserpio, ha condotto gli spettatori all'interno di un'analisi legata a personaggi feriti o segnati dal passato, approfondita attraverso le opere di Alessandro Bongiorni con ''Uomini a pezzi'', Enrico Pandiani con ''I compagni di Ventura'' e Orso Tosco con ''La malinconia del Tartufo''.

A chiudere il fitto susseguirsi di incontri è stata infine Franca Villa, che dalle 17.30 ha dialogato sui misteri e sulle ombre della provincia con Marco Badini, autore di ''Di rose e di lucciole'', Livia Sambrotta con ''Fuoco'' ed Emilio Martini (pseudonimo delle sorelle Elena e Michela Martignoni), in libreria con ''La maledizione di Perla Bonaparte''.

Con gli ultimi firmacopie e i saluti di rito si è chiusa così la venticinquesima edizione del festival, segnata anche quest’anno dal successo, dal volontariato e dalla grande narrativa, che confermano Villa Greppi come la vera e propria casa del giallo e del noir in Brianza, pronta a dare appuntamento al suo pubblico per le sfide letterarie del futuro.

I saluti iniziali affidati a Paola Pioppi e Paolo Moretti
Ad aprire la giornata è stato il messaggio di benvenuto del presidente del Consorzio Gianni Confalonieri, letto da Paolo Moretti, che ha ricordato il valore di un appuntamento divenuto ormai tradizione: ''Per venticinque anni questo festival ha portato il nome di Villa Greppi in giro per l’Italia e per il mondo, così come ha condotto un pezzo importante dell’universo letterario dentro Villa Greppi stessa. Questo Consorzio non può che dirsi orgoglioso per aver sempre sostenuto questa manifestazione, ma anche per quell’intuizione che lo ha portato a credere fin da subito nella bontà di questo progetto. Ringrazio per questo Paola Pioppi, Antonella De Chiara e Giuseppe Spada, così come tutti gli altri volontari che hanno reso questa giornata possibile''.

È stata poi la stessa Paola Pioppi a prendere la parola e a tracciare il senso profondo di questo importante traguardo, ricordando anche la figura di Fabrizio Galli, tra gli organizzatori del festival, purtroppo venuto a mancare.

''Noi organizziamo questo festival come volontari, perché crediamo che abbia un senso importante, ovvero quello di fare in modo che si leggano più libri. Leggere significa trovare uno spazio esclusivamente nostro, all’interno del quale, senza dover rendere conto di niente a nessuno, formiamo opinioni, gusti ed esperienze. Soprattutto però costruiamo indipendenza. Se devo pensare a qualcosa di cui sono orgogliosa per questi 25 anni di festival è di aver contribuito a distribuire continuamente stimoli per andare in una direzione di indipendenza, partendo proprio dalla lettura dei libri'' ha affermato l’ideatrice.



Alle 12.30 la riflessione si è spostata sui risvolti più psicologici del genere noir attraverso il confronto curato da Paolo Moretti, che ha visto protagonisti Piero Colaprico con ''Trilogia della città di M'', Carmen Garofalo con ''La vittimologa'' e il duo composto da De Bellis & Fiorillo, arrivati al festival per presentare in anteprima assoluta il romanzo ''A sparire sono sempre i migliori''.



Alle 15.30 Nicoletta Sipos ha spostato la geografia del delitto verso ambientazioni marittime, esplorando i misteri di provincia insieme ad Antonio Boggio con ''Nero Mediterraneo'', Gian Andrea Cerone con ''L’incertezza del domani'' e Gaspare Grammatico con ''La mentalità del granchio''.



A chiudere il fitto susseguirsi di incontri è stata infine Franca Villa, che dalle 17.30 ha dialogato sui misteri e sulle ombre della provincia con Marco Badini, autore di ''Di rose e di lucciole'', Livia Sambrotta con ''Fuoco'' ed Emilio Martini (pseudonimo delle sorelle Elena e Michela Martignoni), in libreria con ''La maledizione di Perla Bonaparte''.

Con gli ultimi firmacopie e i saluti di rito si è chiusa così la venticinquesima edizione del festival, segnata anche quest’anno dal successo, dal volontariato e dalla grande narrativa, che confermano Villa Greppi come la vera e propria casa del giallo e del noir in Brianza, pronta a dare appuntamento al suo pubblico per le sfide letterarie del futuro.
C.Fu.



















