La storia del PCI a Casatenovo raccontata in un libro. Il 24 la presentazione a Villa Facchi
Non ancora presentato ufficialmente, è già stato in grado di suscitare qualche polemica da parte degli avversari di partito. ''Una piccola storia del Novecento in Brianza'' è il volume che racconta l’esperienza comunista a Casatenovo dal 1945 al 1991. A scriverlo Giulia Spada con la collaborazione di Alfonso Galbusera, uno dei protagonisti di quel periodo politico che fu indubbiamente caratterizzato da grande fermento.

''Una sera, ritrovandoci insieme, abbiamo ripercorso quanto fatto in quegli anni. Il timore che il trascorrere del tempo ne sbiadisse il ricordo, ci ha spinti a raccontare quella storia in un libro'' ci ha spiegato Galbusera, già consigliere comunale tra le fila, appunto, del PCI.
Un desiderio condiviso con altri ''compagni'' di quel periodo: da Antonio Colombo ad Andrea Pirovano (che ha naturalmente messo a disposizione il proprio archivio fotografico) passando per Emilio Perego, Federico Pennati e Angelo Colombo, solo per citare alcuni nomi. Esponenti di quello che fu il Partito Comunista Italiano a Casatenovo, ma ancora oggi figure particolarmente attive nella comunità, tra ambito politico e sociale.
Ad agevolare la stesura del volume, oltre ai ricordi condivisi dai protagonisti dell’epoca, sono stati i numeri del bollettino della sezione che venivano distribuiti per la propaganda elettorale almeno 3-4 volte l’anno sino al 1991. Risale invece all’anno precedente, l’ultima candidatura della lista del partito alle elezioni amministrative di Casatenovo; il PCI non fu mai in maggioranza (un tentativo di accordo con la DC caddde nel vuoto), ma i suoi esponenti si facevano sentire eccome. Ad aprire le danze fu Vincenzo Zappoli, originario dell’Emilia Romagna, una delle figure più note e carismatiche del partito in paese, nonché il precursore di quella che divenne poi una storia politica in salsa locale, sicuramente vivace. Oltre a lui sedettero in consiglio comunale anche Andrea Pirovano, Antonio Colombo, Renato Bianchi, Enrico Fumagalli, Angelo Colombo, Mario Brambilla, Alfonso Galbusera, Liliana Bestetti, Francesco Pluchino, Patrizia Brivio e Carlo Cazzaniga.

Se negli anni Cinquanta non esisteva ancora una vera e propria organizzazione, il periodo d'oro si registrò verso gli anni Settanta, quando la sezione contava circa 160 iscritti, complice anche l’adesione di molti lavoratori del salumificio Vismara, in seno al quale venne fondata una delle ''cellule'' del PCI. Uno dei segretari dell’organismo (insieme a Bruno Terzi) fu Emilio Perego, intervistato nel libro; una testimonianza, la sua, che si accompagna a quella di altri ex comunisti della sezione casatese come Dino Pirovano, Angelo Colombo (ultimo segretario dopo Vincenzo Zappoli, Enrico Fumagalli e Antonio Colombo ndr) e Liliana Bestetti.

La componente rosa, pur minoritaria, si intensificò con il trascorrere degli anni, sino alla costituzione del gruppo ''8 marzo'', ricordato con orgoglio dagli esponenti della sezione intitolata al loro leader nazionale, Enrico Berlinguer. Sezione che aveva la sua sede in Via Verdi, nei locali che ancora oggi ospitano il PD. Nel volume a questo proposito, sono indicati tutti i nomi dei sottoscrittori (circa 60) che parteciparono all’acquisto dei locali, anche grazie al ricavato delle feste – a base di musica, buona cucina e politica -organizzate dal partito.

''Pur consapevoli che quell’esperienza è finita, la nostra speranza è che possa esistere ancora la stessa voglia di cambiare la politica e il mondo, che ci univa in quegli anni'' ha aggiunto Galbusera, precisando che l’iniziativa del libro è nata con il desiderio di lasciare appunto una traccia, il ricordo di un pezzo di storia politica che ha comunque lasciato un segno a Casatenovo. ''Non è un’operazione nostalgia''.
Il libro sarà presentato il prossimo sabato 24 ottobre alle ore 11 presso la sala civica di Villa Facchi. Ai saluti del sindaco Filippo Galbiati, del consigliere regionale Gian Mario Fragomeli e di Remo Valsecchi (Associazione Ciceri Losi), seguiranno gli interventi di due ospiti d’eccezione: Donato Di Santo, ultimo segretario provinciale del PCI e Gianni Cuperlo, oggi esponente del Partito Democratico, ma segretario nazionale – sul finire degli anni Ottanta – della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Il volume e il materiale raccolto saranno poi donati alla biblioteca comunale

Se la risposta alle critiche di Giacomo Zamperini e di Alberto Cantù di Fratelli d’Italia arriveranno probabilmente il prossimo sabato, Alfonso Galbusera ha voluto anticipare un pensiero anche a nome dei colleghi, ritendo inappropriato il riferimento agli anni di piombo in relazione alle lotte dei lavoratori e alla storia del PCI. ''Si tratta di un'affermazione offensiva e inaccettabile, tanto più se pronunciata da una persona che ricopre un ruolo istituzionale. Che dire poi della contestazione su falce e martello? Era il logo del partito…''.

Alcune immagini contenute nel volume dedicato alla storia del PCI a Casatenovo
''Una sera, ritrovandoci insieme, abbiamo ripercorso quanto fatto in quegli anni. Il timore che il trascorrere del tempo ne sbiadisse il ricordo, ci ha spinti a raccontare quella storia in un libro'' ci ha spiegato Galbusera, già consigliere comunale tra le fila, appunto, del PCI.
Un desiderio condiviso con altri ''compagni'' di quel periodo: da Antonio Colombo ad Andrea Pirovano (che ha naturalmente messo a disposizione il proprio archivio fotografico) passando per Emilio Perego, Federico Pennati e Angelo Colombo, solo per citare alcuni nomi. Esponenti di quello che fu il Partito Comunista Italiano a Casatenovo, ma ancora oggi figure particolarmente attive nella comunità, tra ambito politico e sociale.

La copertina del libro
Ad agevolare la stesura del volume, oltre ai ricordi condivisi dai protagonisti dell’epoca, sono stati i numeri del bollettino della sezione che venivano distribuiti per la propaganda elettorale almeno 3-4 volte l’anno sino al 1991. Risale invece all’anno precedente, l’ultima candidatura della lista del partito alle elezioni amministrative di Casatenovo; il PCI non fu mai in maggioranza (un tentativo di accordo con la DC caddde nel vuoto), ma i suoi esponenti si facevano sentire eccome. Ad aprire le danze fu Vincenzo Zappoli, originario dell’Emilia Romagna, una delle figure più note e carismatiche del partito in paese, nonché il precursore di quella che divenne poi una storia politica in salsa locale, sicuramente vivace. Oltre a lui sedettero in consiglio comunale anche Andrea Pirovano, Antonio Colombo, Renato Bianchi, Enrico Fumagalli, Angelo Colombo, Mario Brambilla, Alfonso Galbusera, Liliana Bestetti, Francesco Pluchino, Patrizia Brivio e Carlo Cazzaniga.

Se negli anni Cinquanta non esisteva ancora una vera e propria organizzazione, il periodo d'oro si registrò verso gli anni Settanta, quando la sezione contava circa 160 iscritti, complice anche l’adesione di molti lavoratori del salumificio Vismara, in seno al quale venne fondata una delle ''cellule'' del PCI. Uno dei segretari dell’organismo (insieme a Bruno Terzi) fu Emilio Perego, intervistato nel libro; una testimonianza, la sua, che si accompagna a quella di altri ex comunisti della sezione casatese come Dino Pirovano, Angelo Colombo (ultimo segretario dopo Vincenzo Zappoli, Enrico Fumagalli e Antonio Colombo ndr) e Liliana Bestetti.

Una delle feste del partito
La componente rosa, pur minoritaria, si intensificò con il trascorrere degli anni, sino alla costituzione del gruppo ''8 marzo'', ricordato con orgoglio dagli esponenti della sezione intitolata al loro leader nazionale, Enrico Berlinguer. Sezione che aveva la sua sede in Via Verdi, nei locali che ancora oggi ospitano il PD. Nel volume a questo proposito, sono indicati tutti i nomi dei sottoscrittori (circa 60) che parteciparono all’acquisto dei locali, anche grazie al ricavato delle feste – a base di musica, buona cucina e politica -organizzate dal partito.

Un'iniziativa a cura delle donne del gruppo ''8 marzo''
''Pur consapevoli che quell’esperienza è finita, la nostra speranza è che possa esistere ancora la stessa voglia di cambiare la politica e il mondo, che ci univa in quegli anni'' ha aggiunto Galbusera, precisando che l’iniziativa del libro è nata con il desiderio di lasciare appunto una traccia, il ricordo di un pezzo di storia politica che ha comunque lasciato un segno a Casatenovo. ''Non è un’operazione nostalgia''.


Gli striscioni contro il terrorismo esposti durante una delle feste di partito organizzate a Casatenovo
Se la risposta alle critiche di Giacomo Zamperini e di Alberto Cantù di Fratelli d’Italia arriveranno probabilmente il prossimo sabato, Alfonso Galbusera ha voluto anticipare un pensiero anche a nome dei colleghi, ritendo inappropriato il riferimento agli anni di piombo in relazione alle lotte dei lavoratori e alla storia del PCI. ''Si tratta di un'affermazione offensiva e inaccettabile, tanto più se pronunciata da una persona che ricopre un ruolo istituzionale. Che dire poi della contestazione su falce e martello? Era il logo del partito…''.
G.C.


















