''HeART of Gaza'': i disegni dei bambini gazawi arrivano all’Istituto Greppi e raccontano storie che non possiamo ignorare

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Riceviamo e pubblichiamo l'articolo a firma di due studentesse:

Ci sono storie che fanno il giro del mondo attraverso i media, ma che spesso rischiano di rimanere lontane dalla nostra quotidianità, e poi ci sono storie capaci di arrivare dritte al cuore, di farci fermare per un momento e   guardare la realtà con occhi diversi. È proprio questo il potere di ''HeART of Gaza'', la mostra che racconta le esperienze, le emozioni e le speranze dei bambini di Gaza attraverso i loro disegni.
Il progetto nasce grazie all’iniziativa del palestinese Mohammed Timraz e dell’irlandese Féile Butler. Nel 2024, dopo aver condiviso alcuni disegni realizzati dai bambini e averli diffusi tra le persone a loro vicine, Timraz ha infatti dato vita, a Gaza, ad un laboratorio artistico, la ''Tenda degli artisti'',  uno spazio a disposizione dei  più  piccoli, in cui potessero esprimersi liberamente attraverso l’arte. L’iniziativa, partita con circa venti bambini, è cresciuta progressivamente, coinvolgendone un numero sempre maggiore: ne è nata una raccolta di disegni che oggi costituisce il cuore della mostra, che ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla drammatica situazione vissuta dalla popolazione di Gaza, specialmente dai più piccoli. 
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Due dei disegni della mostra ''HeART of Gaza''

I disegni raccontano la vita quotidiana sotto i bombardamenti, la perdita della casa e dei familiari, ma anche ricordi, desideri di pace, momenti di felicità quotidiana e anche sogni per il futuro. I disegni diventano, così, molto più di semplici immagini: sono finestre aperte sul mondo interiore dei bambini, attraverso cui essi raccontano pensieri, emozioni e sogni. Ogni tratto e ogni colore invitano chi osserva a soffermarsi e ad interrogarsi, ricordando che dietro le notizie e i numeri ci sono persone reali, con una storia e un futuro che meritano attenzione.
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In un mondo in cui siamo continuamente raggiunti da immagini e informazioni, il rischio è quello di ''abituarsi'' alla sofferenza e di smettere di ascoltare: ''HeART of Gaza'' ci invita, invece, a fermarci, osservare e comprendere, dimostrando come l’arte possa diventare un linguaggio universale, capace di superare le distanze e di creare un legame tra realtà fisicamente lontane.  L’infanzia, infatti, dovrebbe essere fatta di giochi, amicizie, scoperte e possibilità, e non essere segnata dalla paura e dal dolore. Attraverso questi disegni, i bambini riescono a raggiungere persone che forse non incontreranno mai, trasformando anche un semplice schizzo in un messaggio che attraversa il mondo e che ci ricorda il valore dell’empatia e della solidarietà.
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Gli studenti dell’IISS Greppi visitano la mostra “HeART of Gaza”, esposta nella loro scuola dal 5 al 16 ottobre 2026

La mostra ''HeART of Gaza'' è arrivata anche all’Istituto Greppi di Monticello Brianza, trasformando gli spazi della scuola in un luogo di incontro, riflessione e dialogo. Non si è trattato soltanto di un’esposizione da visitare, ma di un’esperienza che ha coinvolto direttamente gli studenti, chiamati a diventare parte attiva nella diffusione del messaggio. Sono stati proprio gli alunni, infatti, insieme ai docenti, a occuparsi dell’allestimento, dell’organizzazione e della presentazione del progetto. Studenti e studentesse, tra il 5 e il 16 ottobre, hanno fatto da guide per i compagni delle altre classi, accompagnandoli lungo il percorso espositivo, illustrando alcuni disegni e aiutandoli a coglierne il significato.
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Quest’esperienza ha rappresentato, sia per le guide che per i visitatori, un’occasione per confrontarsi con una realtà complessa e comprendere quanto sia importante non rimanere indifferenti davanti a ciò che accade nel mondo.
Riportiamo, tra le diverse riflessioni degli studenti sul significato dell’iniziativa quella di  un’alunna che sottolinea come la mostra permetta di andare oltre le notizie diffuse dai media, specialmente in un mondo in cui tutti sono immersi in un flusso continuo di informazioni:
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Due studentesse del Greppi guidano gli alunni di un’altra classe attraverso la mostra ''HeART of Gaza''

''La cosa che colpisce di più è capire che dietro ogni disegno c’è un bambino con una storia da raccontare. Spesso sentiamo parlare della guerra, ma rischiamo di "abituarci'' alle notizie, senza renderci davvero conto di quello che significano. Questi disegni, invece, ci portano a fermarci e a riflettere''. Visitare la mostra significa, infatti, non soltanto conoscere una realtà lontana, ma anche interrogarsi su ciò che diamo per scontato nella nostra quotidianità: poter andare a scuola, trascorrere del tempo con gli amici e immaginare serenamente il proprio futuro.
Per gli studenti del Greppi, diventare guide di questo percorso ha significato assumersi la responsabilità di trasmettere storie importanti e contribuire a mantenere viva l’attenzione su ciò che accade. La scuola si conferma, così, non soltanto un luogo di apprendimento, ma anche uno spazio in cui sviluppare sensibilità, senso critico e consapevolezza.
Naturalmente, una mostra non può da sola cambiare ciò che accade a Gaza, ma può stimolare domande, favorire il dialogo e spingere chi la visita ad approfondire ciò che ha visto. È proprio in questo che risiede la sua forza: trasformare l’osservazione in ascolto e la conoscenza in consapevolezza. 
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Gli studenti e le studentesse che si sono prestati a fare da guide e che hanno contribuito in vario modo alla realizzazione della mostra ''HeART of Gaza''

''HeART of Gaza'' lascia, così, un messaggio che va oltre la mostra e la scuola stesse: dietro ogni disegno c’è una persona, dietro ogni notizia una storia e dietro ogni bambino il diritto di essere ascoltato, protetto e di poter immaginare il proprio futuro. Perché anche un semplice foglio colorato, quando riesce a far riflettere e a creare un legame tra persone lontane, può diventare una voce potente e scegliere di ascoltarla è già un modo per non restare indifferenti e restare, invece, umani.
Beatrice Mauri e Lena Gironi, classe 4^SB (Liceo delle Scienze Umane)
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