Provincia: ancora soldi pubblici a privati per raccontare i comuni lecchesi. E la vergogna continua
Proprio oggi un lettore scriveva a Leccoonline circa l’accertata – da parte, finalmente, delle minoranze – inadeguatezza di Presidente e Vice presidente della Provincia di Lecco. Una scoperta tardiva, dal nostro punto di vista. Di Alessandra Hofmann abbiamo già detto tutto: oscura impiegata, non eletta la prima volta a Monticello (e subito pronto un posto nel CdA della Casa di Riposo), ha vinto in sella a Forza Italia la corsa a sindaco. Nel frattempo è passata alla Lega non appena è apparso chiaro che per la presidenza della provincia i partiti non trovavano un accordo. E alla fine hanno convenuto al ribasso: una terza fila che col passare degli anni ha messo i gradi, diventando sempre più supponente. Qualcuno prima o poi dovrà spiegare perché un dirigente di grande valore come Mario Blandino ha lasciato la carica di direttore generale di Villa Locatelli per passare a quella di segretario del comune di Lecco. Non che sia un segreto, intendiamoci, tra gli addetti ai lavori le voci corrono…..
Quanto a Mattia Micheli, con trascorsi “chiacchierati”, già il modo superficiale con cui ha trattato la vicenda del ponte di Paderno conferma la sua assoluta inadeguatezza. I due leghisti non portano certo onore al partito che fu di Bossi ma si vede che al momento ai “capi” va bene così, Purchè siano occupate le poltrone.
Perché queste poltrone fanno sempre comodo soprattutto quando si tratta di distribuire denaro pubblico con affidamenti diretti, senza alcuna ricerca di mercato. Le minoranze, finalmente, si sono accorte che sui co-finanziamenti fa premio il colore politico dell’Ente beneficiato. Del resto si avvicinano le elezioni del Consiglio provinciale e la tecnica è ormai collaudata. Ma quando si passa dal marciapiede all’informazione, allora la musica cambia. E qui la minoranza dovrebbe, anzi deve, alzare la voce.
Con determinazione nr. N° 1227 del 05-10-2026 avente per oggetto il servizio di comunicazione per un format “Una Provincia, 84 Comuni. Un territorio da raccontare” la Giunta provinciale di centrodestra ha deciso di regalare ai lecchesi 84 pagine, una per ciascun comune. A che cosa servano non è dato sapere, visto che sono cinquant’anni che le testate provinciali narrano la storia dei comuni, raccontano i fatti di cronaca, descrivono luoghi e personaggi. E senza ricevere compenso alcuno.
Ma la Hofmann e sodali hanno pensato che vale la pena ripetere. Così hanno deciso di stanziare 36.900 euro, giusto per stare sotto i 40mila e non adempiere ad alcuna obbligazione, per raccontare uno per uno gli 84 comuni della provincia di Lecco.
L’affidamento diretto è andato a Enova Srl già beneficiaria di spot per l’ex sindaco di Lecco, purtroppo rivelatisi insufficienti in campagna elettorale. Enova è una società costituita da tre anni tra La Provincia di Como che ha ceduto l’’edizione di Lecco e la Tv. Entrambe hanno conferito i propri valori valutati il 70% del capitale. Il restante 30%, è stato sottoscritto da imprese private che hanno apportato mezzi finanziari freschi – la classica vitale boccata d’ossigeno – sinora senza alcuna remunerazione dati i risultati negativi dei due esercizi precedenti.
L’affidamento è stato insindacabile, discrezionale, forse sollecitato da personaggi politici vicini della società editoriale.
Quasi 40mila euro per raccontare ciò che è già noto a tutti. Un regalo? Secondo noi lo si può definire così. Ma almeno è stata fatta una ricerca sui dati di vendita? Sul numero di spettatori? Sono stati messi a confronto con altre realtà lecchesi, online o settimanali, con lunga tradizione di presenza sul territorio? Così come fanno correttamente anche le Municipalizzate, come farebbe qualsiasi Ente pubblico che dispone di soldi pubblici?
E’ stato accertato che ci sia un mercato per questi prodotti e per questi servizi editoriali?
I Comuni destinatari di questa inaspettata promozione sono stati contattati preventivamente?
Sembra di no. Affidamento diretto e soldi pubblici a un’azienda privata. La più classica delle alterazioni di mercato.
E questa sarebbe la destra di governo. Ma Fratelli d’Italia che resta il partito di maggioranza della coalizione alle politiche nulla ha da dire?
Quanto a Mattia Micheli, con trascorsi “chiacchierati”, già il modo superficiale con cui ha trattato la vicenda del ponte di Paderno conferma la sua assoluta inadeguatezza. I due leghisti non portano certo onore al partito che fu di Bossi ma si vede che al momento ai “capi” va bene così, Purchè siano occupate le poltrone.
Perché queste poltrone fanno sempre comodo soprattutto quando si tratta di distribuire denaro pubblico con affidamenti diretti, senza alcuna ricerca di mercato. Le minoranze, finalmente, si sono accorte che sui co-finanziamenti fa premio il colore politico dell’Ente beneficiato. Del resto si avvicinano le elezioni del Consiglio provinciale e la tecnica è ormai collaudata. Ma quando si passa dal marciapiede all’informazione, allora la musica cambia. E qui la minoranza dovrebbe, anzi deve, alzare la voce.
Con determinazione nr. N° 1227 del 05-10-2026 avente per oggetto il servizio di comunicazione per un format “Una Provincia, 84 Comuni. Un territorio da raccontare” la Giunta provinciale di centrodestra ha deciso di regalare ai lecchesi 84 pagine, una per ciascun comune. A che cosa servano non è dato sapere, visto che sono cinquant’anni che le testate provinciali narrano la storia dei comuni, raccontano i fatti di cronaca, descrivono luoghi e personaggi. E senza ricevere compenso alcuno.
Ma la Hofmann e sodali hanno pensato che vale la pena ripetere. Così hanno deciso di stanziare 36.900 euro, giusto per stare sotto i 40mila e non adempiere ad alcuna obbligazione, per raccontare uno per uno gli 84 comuni della provincia di Lecco.
L’affidamento diretto è andato a Enova Srl già beneficiaria di spot per l’ex sindaco di Lecco, purtroppo rivelatisi insufficienti in campagna elettorale. Enova è una società costituita da tre anni tra La Provincia di Como che ha ceduto l’’edizione di Lecco e la Tv. Entrambe hanno conferito i propri valori valutati il 70% del capitale. Il restante 30%, è stato sottoscritto da imprese private che hanno apportato mezzi finanziari freschi – la classica vitale boccata d’ossigeno – sinora senza alcuna remunerazione dati i risultati negativi dei due esercizi precedenti.
L’affidamento è stato insindacabile, discrezionale, forse sollecitato da personaggi politici vicini della società editoriale.
Quasi 40mila euro per raccontare ciò che è già noto a tutti. Un regalo? Secondo noi lo si può definire così. Ma almeno è stata fatta una ricerca sui dati di vendita? Sul numero di spettatori? Sono stati messi a confronto con altre realtà lecchesi, online o settimanali, con lunga tradizione di presenza sul territorio? Così come fanno correttamente anche le Municipalizzate, come farebbe qualsiasi Ente pubblico che dispone di soldi pubblici?
E’ stato accertato che ci sia un mercato per questi prodotti e per questi servizi editoriali?
I Comuni destinatari di questa inaspettata promozione sono stati contattati preventivamente?
Sembra di no. Affidamento diretto e soldi pubblici a un’azienda privata. La più classica delle alterazioni di mercato.
E questa sarebbe la destra di governo. Ma Fratelli d’Italia che resta il partito di maggioranza della coalizione alle politiche nulla ha da dire?
Claudio Brambilla


















