Oggiono: il fascino del teatro conquista anche gli over 90
Non servono copioni imparati a memoria, esperienza sul palcoscenico o particolari capacità recitative. Per partecipare a ''Teatro senza età'' basta la voglia di mettersi in gioco, provare qualcosa di nuovo e condividere un'esperienza con gli altri. È ripartito mercoledì 21 ottobre il laboratorio teatrale gratuito promosso dal Comune di Oggiono e curato da Giovanna Limonta, pedagogista teatrale, che negli anni si è trasformato in un’occasione di incontro ed espressione personale.

Nato nel gennaio 2024, il progetto propone esercizi pensati per stimolare la memoria, il movimento, la respirazione e la voce. Non un corso finalizzato esclusivamente alla preparazione di uno spettacolo, ma un laboratorio nel quale il percorso conta più del risultato finale. ''È più importante il processo che il prodotto'' ha spiegato Limonta, sintetizzando la filosofia che guida gli incontri. L’obiettivo non è formare attori professionisti, ma offrire ai partecipanti uno spazio nel quale sperimentare, esprimersi e mantenersi attivi attraverso il gioco teatrale e le piccole improvvisazioni.
Un’attività pensata su misura per chi la frequenta, con esercizi fisici calibrati sulle possibilità dei partecipanti e un’attenzione particolare alla dimensione emotiva. Nel laboratorio non c’è un errore da temere né un giudizio da cui difendersi: ciascuno può provare, sbagliare e ricominciare, seguendo i propri tempi.
A dimostrare che il teatro non ha davvero un’età prestabilita è stato anche il primo incontro della nuova edizione, al quale si è presentato un signore di 95 anni. Accanto ad alcuni nuovi partecipanti, la maggioranza del gruppo è composta da persone che avevano già preso parte alle edizioni passate. Alcuni allievi, dopo aver dovuto interrompere la frequenza per motivi di salute, sono riusciti a tornare quest’anno.
Nel tempo, tra i partecipanti si è costruito un rapporto che va oltre le ore trascorse insieme durante le lezioni. Sono nate amicizie e gli allievi hanno cominciato a ritrovarsi anche al di fuori del laboratorio. ''Si è creato un gruppo di amicizia'' ha raccontato Limonta, sottolineando come gli stessi partecipanti abbiano definito il laboratorio ''accogliente''. Un ambiente nel quale nessuno viene escluso e ciascuno può sentirsi parte di un’esperienza comune.

Il percorso non rinuncia alla dimensione dello spettacolo. Quando il gruppo è pronto, gli esercizi svolti durante gli incontri possono trasformarsi in una rappresentazione da condividere con il pubblico. Per arrivare sul palco, però, occorre procedere per gradi: prima ci si abitua alla presenza scenica, poi alle luci e infine alla musica, imparando a gestire gli elementi che contribuiscono alla costruzione di uno spettacolo.
Non tutte le edizioni hanno seguito lo stesso percorso. In un’occasione il gruppo non è andato in scena perché non era ancora pronto e alcuni partecipanti si erano ammalati. Una scelta coerente con la filosofia del laboratorio: non forzare i tempi e non trasformare la rappresentazione finale in un obbligo, ma lasciare che sia il percorso a indicare quando è arrivato il momento di condividere il lavoro svolto. Negli anni gli allievi hanno affrontato anche testi teatrali e autori come Pirandello. Per la nuova edizione si sta lavorando a una commedia, che dovrebbe diventare lo spettacolo finale realizzato direttamente dai partecipanti.

Tra le iniziative c’è anche un appuntamento natalizio dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia, con la lettura di alcune favole e un momento teatrale. La modalità è ancora da definire per entrambi gli spettacoli: si sta valutando se accogliere i piccoli spettatori per una rappresentazione oppure portare l’attività direttamente all’asilo, come già avvenuto negli anni precedenti.
Il nuovo ciclo di ''Teatro senza età'' prosegue così nel solco tracciato dalle edizioni precedenti, con il sostegno del Comune di Oggiono e la guida di Giovanna Limonta. Il palcoscenico rappresenta una possibile tappa, ma non l’unico traguardo: il valore del progetto sta anche nella libertà di mettersi in gioco, nella fiducia che cresce incontro dopo incontro e nella possibilità di trovare, attraverso il teatro, un gruppo nel quale sentirsi accolti.

Alcune immagini dello spettacolo andato in scena la scorsa primavera al termine del percorso teatrale alla presenza dell'assessore Giovanni Corti e di Giovanna Limonta
Nato nel gennaio 2024, il progetto propone esercizi pensati per stimolare la memoria, il movimento, la respirazione e la voce. Non un corso finalizzato esclusivamente alla preparazione di uno spettacolo, ma un laboratorio nel quale il percorso conta più del risultato finale. ''È più importante il processo che il prodotto'' ha spiegato Limonta, sintetizzando la filosofia che guida gli incontri. L’obiettivo non è formare attori professionisti, ma offrire ai partecipanti uno spazio nel quale sperimentare, esprimersi e mantenersi attivi attraverso il gioco teatrale e le piccole improvvisazioni.
Un’attività pensata su misura per chi la frequenta, con esercizi fisici calibrati sulle possibilità dei partecipanti e un’attenzione particolare alla dimensione emotiva. Nel laboratorio non c’è un errore da temere né un giudizio da cui difendersi: ciascuno può provare, sbagliare e ricominciare, seguendo i propri tempi.

Nel tempo, tra i partecipanti si è costruito un rapporto che va oltre le ore trascorse insieme durante le lezioni. Sono nate amicizie e gli allievi hanno cominciato a ritrovarsi anche al di fuori del laboratorio. ''Si è creato un gruppo di amicizia'' ha raccontato Limonta, sottolineando come gli stessi partecipanti abbiano definito il laboratorio ''accogliente''. Un ambiente nel quale nessuno viene escluso e ciascuno può sentirsi parte di un’esperienza comune.

Il percorso non rinuncia alla dimensione dello spettacolo. Quando il gruppo è pronto, gli esercizi svolti durante gli incontri possono trasformarsi in una rappresentazione da condividere con il pubblico. Per arrivare sul palco, però, occorre procedere per gradi: prima ci si abitua alla presenza scenica, poi alle luci e infine alla musica, imparando a gestire gli elementi che contribuiscono alla costruzione di uno spettacolo.
Non tutte le edizioni hanno seguito lo stesso percorso. In un’occasione il gruppo non è andato in scena perché non era ancora pronto e alcuni partecipanti si erano ammalati. Una scelta coerente con la filosofia del laboratorio: non forzare i tempi e non trasformare la rappresentazione finale in un obbligo, ma lasciare che sia il percorso a indicare quando è arrivato il momento di condividere il lavoro svolto. Negli anni gli allievi hanno affrontato anche testi teatrali e autori come Pirandello. Per la nuova edizione si sta lavorando a una commedia, che dovrebbe diventare lo spettacolo finale realizzato direttamente dai partecipanti.

Tra le iniziative c’è anche un appuntamento natalizio dedicato ai bambini della scuola dell’infanzia, con la lettura di alcune favole e un momento teatrale. La modalità è ancora da definire per entrambi gli spettacoli: si sta valutando se accogliere i piccoli spettatori per una rappresentazione oppure portare l’attività direttamente all’asilo, come già avvenuto negli anni precedenti.
Il nuovo ciclo di ''Teatro senza età'' prosegue così nel solco tracciato dalle edizioni precedenti, con il sostegno del Comune di Oggiono e la guida di Giovanna Limonta. Il palcoscenico rappresenta una possibile tappa, ma non l’unico traguardo: il valore del progetto sta anche nella libertà di mettersi in gioco, nella fiducia che cresce incontro dopo incontro e nella possibilità di trovare, attraverso il teatro, un gruppo nel quale sentirsi accolti.
G.D.


















