Accesso agli atti e digitalizzazione: confermo le criticità già espresse in Consiglio
In merito alle modifiche apportate al regolamento sull'accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990, tema di cui abbiamo discusso nel Consiglio Comunale dello scorso 7 ottobre, ritengo che il nuovo testo presenti alcune criticità che non condivido.
La legge 241 stabilisce che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi e che l'accesso costituisce un principio generale dell'attività amministrativa, volto a garantire partecipazione imparzialità e trasparenza.
Il nuovo regolamento invece, prevede che il rilascio delle copie sia garantito esclusivamente in formato digitale, relegando la copia cartacea a ipotesi particolari.
E' una scelta che non condivido: la digitalizzazione può certamente essere uno strumento utile, ma non dovrebbe trasformarsi in una limitazione delle modalità concrete attraverso cui il cittadino può esercitare il proprio diritto di accesso.
Inoltre, la legge prevede che eventuali rifiuti, limitazioni o differimenti dell'accesso siano motivati e ammessi nei casi e nei limiti previsti dalla legge.
Ritengo quindi che il regolamento dovrebbe garantire con maggiore chiarezza il diritto di accesso, anziché introdurre ulteriori restrizioni organizzative non necessarie.
Non sono contraria alla digitalizzazione degli uffici, sono contraria al fatto che la digitalizzazione diventi una condizione per esercitare un diritto.
Per queste ragioni - ritenendo che il testo debba essere rivisto - abbiamo espresso voto contrario.
La legge 241 stabilisce che il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi e che l'accesso costituisce un principio generale dell'attività amministrativa, volto a garantire partecipazione imparzialità e trasparenza.
Il nuovo regolamento invece, prevede che il rilascio delle copie sia garantito esclusivamente in formato digitale, relegando la copia cartacea a ipotesi particolari.
E' una scelta che non condivido: la digitalizzazione può certamente essere uno strumento utile, ma non dovrebbe trasformarsi in una limitazione delle modalità concrete attraverso cui il cittadino può esercitare il proprio diritto di accesso.
Inoltre, la legge prevede che eventuali rifiuti, limitazioni o differimenti dell'accesso siano motivati e ammessi nei casi e nei limiti previsti dalla legge.
Ritengo quindi che il regolamento dovrebbe garantire con maggiore chiarezza il diritto di accesso, anziché introdurre ulteriori restrizioni organizzative non necessarie.
Non sono contraria alla digitalizzazione degli uffici, sono contraria al fatto che la digitalizzazione diventi una condizione per esercitare un diritto.
Per queste ragioni - ritenendo che il testo debba essere rivisto - abbiamo espresso voto contrario.
Cristina Beretta, capogruppo di Cremella Rinasce


















