Cassago: San Francesco d'Assisi al centro della 17esima edizione della Cena del Povero

Un piatto caldo, un salone pieno di persone sorridenti e la semplicità delle cose essenziali. È bastato questo per animare l’oratorio di Cassago, che, nella serata di venerdì 23 ottobre, ha ospitato la 17esima edizione della ''Cena del Povero''. Un traguardo significativo che quest'anno si colloca sulla scia dei festeggiamenti per i quarant’anni di attività del Gruppo Missionario Caritas Cassago, da sempre punto di riferimento in paese per la solidarietà e la sensibilizzazione sui temi della missione e della carità (ne avevamo parlato QUI).
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I volontari che hanno organizzato e gestito la Cena del Povero

Il titolo scelto dai volontari, ''Sorella povertà, perfetta letizia. La gioia di condividere l’essenziale'', richiama San Francesco d’Assisi, di cui nel 2026 ricorre l’ottavo centenario della morte. ''Si tratta di una ricorrenza che ci ha ispirato per il tema della cena e che si unisce molto bene al fatto che stiamo vivendo proprio ora il tradizionale Ottobre Missionario. Questo titolo è richiamato anche nell’allestimento della sala, quest'anno ancora più essenziale del solito, pensato proprio per spogliare l'ambiente di ogni superfluo e riscoprire la bellezza semplice e genuina dello stare insieme e della condivisione'' hanno spiegato i volontari.
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Molto particolare l’idea di lasciare alcuni posti riservati a tavola, rimasti poi vuoti, a simboleggiare tutti coloro che vivono nell’isolamento, costretti a vivere ai margini, e che non hanno la possibilità di condividere nemmeno un pasto caldo. Le sedie libere hanno assunto però anche un altro significato storico, derivante dalla tradizione della Pasqua ebraica, per cui viene sempre lasciato un posto a tavola per il profeta Elia come segno di speranza, attesa e accoglienza incondizionata dello sconosciuto.
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La cena è stata introdotta da un momento di preghiera, a partire dalla lettura dal passo degli Atti degli Apostoli che narra delle prime comunità cristiane pronte a condividere ogni cosa con semplicità di cuore.
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Nelle preghiere dei fedeli poi, il pensiero si è allargato oltre i confini del paese: dai missionari in prima linea ai poveri, da chi vive sotto le bombe a chi soffre per i mutamenti climatici ed è costretto a fuggire dalla propria terra, fino ad arrivare a tutti i presenti, perché questo mese missionario lasci un segno profondo nel distinguere l'essenziale da ciò che è solo di contorno.
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Il collegamento con don Adriano Valagussa

A dare voce alla missione durante il momento conviviale sono stati gli ospiti della serata. Come prima testimonianza è stato proiettato il video-messaggio inviato da don Adriano Valagussa, ex parroco di Cassago che da ormai nove anni si trova in missione a Cuba. Dopo aver descritto un quadro sincero e doloroso della realtà cubana, dove la differenza tra costo della vita e stipendi è purtroppo molto marcata, ha raccontato delle mense, dell’aiuto concreto alle famiglie e del sostegno alle giovani mamme, tutte opere portate avanti anche grazie ai contributi che continuano ad arrivare da Cassago.
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''San Francesco non ha cercato la povertà per il gusto di essere povero - ha sottolineato il sacerdote - La povertà in sé, quando diventa miseria, è un male da combattere, ma se alla parola povertà sostituiamo la parola Cristo, tutto cambia. La vera povertà è dare sé stessi e smettere di affermarsi in modo improprio, è perdersi per ritrovarsi''.
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La testimonianza di Angela e Rossano

La serata si è arricchita anche dei racconti di suor Silvia Leoni, suora missionaria dell'Immacolata del PIME, con la sua esperienza in Bangladesh, e di Angela e Rossano, coppia monzese della fraternità Evangelii Gaudium, che hanno condiviso con i presenti la loro scelta di vita e di fede.
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L'intervento di suor Silvia Leoni

La dimensione del condividere si è concretizzata anche col menù proposto, preparato e offerto dai volontari del Gruppo Missionario di Cassago, che hanno servito un piatto di pasta con le lenticchie e un frutto, rispecchiando così lo spirito dell'iniziativa.
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In questo clima conviviale, ciascuno dei circa novanta commensali ha ricevuto un post-it su cui scrivere una riflessione personale rispondendo alla domanda ''Che cos'è per te la povertà?''. Qualcuno ha scritto che povertà è ''la mancanza di sapere che ci sono altre opzioni nella vita'', mentre in molti hanno riconosciuto la sua forma più brutta ''nell'indifferenza'' e ''nel senso di mancanza”.
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Parole semplici, condivise tra un boccone e un sorriso, che hanno trasformato una cena in oratorio in una vera occasione di crescita per tutta la comunità.
C.Fu.
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