Casatenovo: benedetta la stele della pace nel ricordo di Graziella Fumagalli
A trentuno anni dalla sua tragica scomparsa, il ricordo e l’eredità di Graziella Fumagalli continuano a essere una guida per l’intera comunità casatese e non solo. Nel tardo pomeriggio di sabato 24 ottobre, alla presenza delle istituzioni, delle associazioni e dei cittadini, si è tenuta a Casatenovo l’apposita cerimonia di commemorazione, impreziosita dalla benedizione della stele della pace dedicata alla martire, collocata proprio davanti alla sede del Municipio.

L'appuntamento ha saputo unire la memoria locale a una riflessione profonda sui grandi temi dell'attualità e ha visto la partecipazione numerosa delle comunità del territorio.

Tra le istituzioni, oltre al sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati con alcuni consiglieri dell’amministrazione, erano presenti il sindaco di Lomagna Cristina Citterio e il capogruppo di maggioranza di Sirtori Paolo Belletti, a simboleggiare l’unione tra i tre comuni avvenuta nel nome di tre donne che hanno sacrificato la loro vita per la pace: Graziella Fumagalli, Madre Erminia Cazzaniga e Suor Luisa Dell’Orto.

A loro infatti è dedicato il Premio per la Pace, un riconoscimento nato nel 1999 per mantenere vivo il loro ricordo, valorizzando l’impegno di uomini e donne del territorio che hanno messo la loro vita al servizio degli altri.

A introdurre il significato della stele è stata Gaia Riva, assessore alle politiche culturali di Casatenovo: ''Questo monumento commemorativo nasce grazie all’iniziativa della professoressa Sachiko Ishikawa, in collaborazione con l’organizzazione giapponese The World Peace Prayer Society, ed è stato inaugurato nel 1996. Rappresenta un baluardo di pace e di speranza, che si fa monito per continuare nella vita di tutti i giorni a essere operatori di pace, testimoniando la generosità e il coraggio verso i più poveri. D'ora in avanti siamo chiamati a guardarla con un rinnovato impegno collettivo''.

Ha preso poi la parola il primo cittadino Galbiati, che si è soffermato sull'incredibile attualità del messaggio della dottoressa Fumagalli: ''Viviamo un periodo in cui il diffondersi di guerre, violenze e tensioni rischia di insinuarsi fin dentro il nostro territorio, con il ritorno di pulsioni che portano ai conflitti. Dobbiamo stare tutti all'allerta e continuare nel solco della memoria di chi si è speso per la pace. Graziella è stata una luce per la nostra Brianza, che risplende ancora: nel suo martirio riconosciamo la parte migliore dell'essere umano, quella che si dona agli altri e riconosce la necessità dell'incontro tra i popoli''.

Un messaggio di profonda vicinanza arrivato anche dal sindaco di Lomagna e dal consigliere di Sirtori, che si sono dichiarati grati di partecipare a questi momenti di memoria collettiva, sorti da ferite profonde, ma in grado proprio per questo di promuovere la diffusione della pace, senza lasciare che le comunità si riducano in sofferenza che passa.

Accanto ai primi cittadini hanno presenziato alla cerimonia il dirigente dell’Istituto G. Fumagalli Dario Crippa con alcuni docenti e la presidente del Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli Maria Grazia Caglio, affiancati dai rappresentanti degli Alpini, dell’Aido e del Gruppo missionario, da don Eusebio Stefanoni, dalle Suore Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù Cristo e da monsignor Giorgio Bertin, vescovo emerito di Gibuti e Mogadiscio e amico di Graziella.

In occasione della Giornata Mondiale Missionaria, l'evento ha offerto spunti di riflessione educativi e sociali, partendo dalle recenti emergenze del mondo giovanile.

Don Eusebio Stefanoni ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà delle nuove generazioni: ''Guardando alle manifestazioni di violenza tra gli adolescenti, vediamo il veleno dell'individualismo che hanno respirato attraverso i social e la tv, che li porta a credere di dover essere sempre i più forti. L'esempio delle nostre martiri ci aiuta a riscoprire una fede fondata non sull'io, ma sul noi. Graziella, Erminia e Luisa hanno vissuto la musica del noi, dove l'io accoglie il tu: è questo il dono più grande che possiamo offrire ai nostri giovani''.

A proseguire sul tema educativo è stato il dirigente scolastico Dario Crippa: ''Per me, dato il mio ruolo, c’è un modo di vivere la missionarietà donando speranza e gioia ai ragazzi, cercando di far capire loro che oltre al risultato dei voti scolastici ci sono anche dei valori come l’accoglienza e l'inclusione''.

Particolarmente toccante è stato infine l'intervento di monsignor Giorgio Bertin, che ha condiviso il ricordo personale di Graziella Fumagalli, conosciuta in Somalia tra il 1994 e il 1995 durante il suo servizio come responsabile dei progetti della Caritas Italiana.

''I giovani hanno bisogno di una carica di ideali - ha spiegato il vescovo francescano oggi residente a Sabbioncello - Se l'ideale si riduce solo alla discoteca, al calcio o al materiale, l'essere umano finisce per scoppiare nella violenza. Di fronte a questo, la risposta non può essere solo un aumento della sicurezza, ma occorre offrire ideali di vita pratici per un'umanità più giusta e condivisa. In tal senso Graziella rappresenta proprio un esempio da seguire, una donna che ha sacrificato la sua vita per la pace e per quello in cui credeva''.

La cerimonia si è conclusa con un momento musicale e con la benedizione ufficiale della stele della pace davanti al municipio, prima del trasferimento della cittadinanza e delle autorità presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio per la celebrazione della Santa Messa officiata da Monsignor Bertin. Un gesto concreto per rinnovare la promessa che il sacrificio di Graziella Fumagalli continuerà a generare frutti di solidarietà e vicinanza in tutta la Brianza.

Le autorità civili e religiose intervenute alla cerimonia
L'appuntamento ha saputo unire la memoria locale a una riflessione profonda sui grandi temi dell'attualità e ha visto la partecipazione numerosa delle comunità del territorio.

Al microfono l'assessore Gaia Riva
Tra le istituzioni, oltre al sindaco di Casatenovo Filippo Galbiati con alcuni consiglieri dell’amministrazione, erano presenti il sindaco di Lomagna Cristina Citterio e il capogruppo di maggioranza di Sirtori Paolo Belletti, a simboleggiare l’unione tra i tre comuni avvenuta nel nome di tre donne che hanno sacrificato la loro vita per la pace: Graziella Fumagalli, Madre Erminia Cazzaniga e Suor Luisa Dell’Orto.

A loro infatti è dedicato il Premio per la Pace, un riconoscimento nato nel 1999 per mantenere vivo il loro ricordo, valorizzando l’impegno di uomini e donne del territorio che hanno messo la loro vita al servizio degli altri.

A introdurre il significato della stele è stata Gaia Riva, assessore alle politiche culturali di Casatenovo: ''Questo monumento commemorativo nasce grazie all’iniziativa della professoressa Sachiko Ishikawa, in collaborazione con l’organizzazione giapponese The World Peace Prayer Society, ed è stato inaugurato nel 1996. Rappresenta un baluardo di pace e di speranza, che si fa monito per continuare nella vita di tutti i giorni a essere operatori di pace, testimoniando la generosità e il coraggio verso i più poveri. D'ora in avanti siamo chiamati a guardarla con un rinnovato impegno collettivo''.

L'intervento di Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo
Ha preso poi la parola il primo cittadino Galbiati, che si è soffermato sull'incredibile attualità del messaggio della dottoressa Fumagalli: ''Viviamo un periodo in cui il diffondersi di guerre, violenze e tensioni rischia di insinuarsi fin dentro il nostro territorio, con il ritorno di pulsioni che portano ai conflitti. Dobbiamo stare tutti all'allerta e continuare nel solco della memoria di chi si è speso per la pace. Graziella è stata una luce per la nostra Brianza, che risplende ancora: nel suo martirio riconosciamo la parte migliore dell'essere umano, quella che si dona agli altri e riconosce la necessità dell'incontro tra i popoli''.

Al microfono Paolo Belletti, capogruppo di maggioranza a Sirtori
Un messaggio di profonda vicinanza arrivato anche dal sindaco di Lomagna e dal consigliere di Sirtori, che si sono dichiarati grati di partecipare a questi momenti di memoria collettiva, sorti da ferite profonde, ma in grado proprio per questo di promuovere la diffusione della pace, senza lasciare che le comunità si riducano in sofferenza che passa.

L'intervento di Cristina Citterio, sindaco di Lomagna
Accanto ai primi cittadini hanno presenziato alla cerimonia il dirigente dell’Istituto G. Fumagalli Dario Crippa con alcuni docenti e la presidente del Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli Maria Grazia Caglio, affiancati dai rappresentanti degli Alpini, dell’Aido e del Gruppo missionario, da don Eusebio Stefanoni, dalle Suore Piccole Serve del Sacro Cuore di Gesù Cristo e da monsignor Giorgio Bertin, vescovo emerito di Gibuti e Mogadiscio e amico di Graziella.

Il momento della benedizione affidato a monsignor Giorgio Bertin
In occasione della Giornata Mondiale Missionaria, l'evento ha offerto spunti di riflessione educativi e sociali, partendo dalle recenti emergenze del mondo giovanile.

L'intervento di don Eusebio Stefanoni
Don Eusebio Stefanoni ha richiamato l'attenzione sulle difficoltà delle nuove generazioni: ''Guardando alle manifestazioni di violenza tra gli adolescenti, vediamo il veleno dell'individualismo che hanno respirato attraverso i social e la tv, che li porta a credere di dover essere sempre i più forti. L'esempio delle nostre martiri ci aiuta a riscoprire una fede fondata non sull'io, ma sul noi. Graziella, Erminia e Luisa hanno vissuto la musica del noi, dove l'io accoglie il tu: è questo il dono più grande che possiamo offrire ai nostri giovani''.

Al microfono il dirigente scolastico Dario Crippa
A proseguire sul tema educativo è stato il dirigente scolastico Dario Crippa: ''Per me, dato il mio ruolo, c’è un modo di vivere la missionarietà donando speranza e gioia ai ragazzi, cercando di far capire loro che oltre al risultato dei voti scolastici ci sono anche dei valori come l’accoglienza e l'inclusione''.

Particolarmente toccante è stato infine l'intervento di monsignor Giorgio Bertin, che ha condiviso il ricordo personale di Graziella Fumagalli, conosciuta in Somalia tra il 1994 e il 1995 durante il suo servizio come responsabile dei progetti della Caritas Italiana.

''I giovani hanno bisogno di una carica di ideali - ha spiegato il vescovo francescano oggi residente a Sabbioncello - Se l'ideale si riduce solo alla discoteca, al calcio o al materiale, l'essere umano finisce per scoppiare nella violenza. Di fronte a questo, la risposta non può essere solo un aumento della sicurezza, ma occorre offrire ideali di vita pratici per un'umanità più giusta e condivisa. In tal senso Graziella rappresenta proprio un esempio da seguire, una donna che ha sacrificato la sua vita per la pace e per quello in cui credeva''.

La cerimonia si è conclusa con un momento musicale e con la benedizione ufficiale della stele della pace davanti al municipio, prima del trasferimento della cittadinanza e delle autorità presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio per la celebrazione della Santa Messa officiata da Monsignor Bertin. Un gesto concreto per rinnovare la promessa che il sacrificio di Graziella Fumagalli continuerà a generare frutti di solidarietà e vicinanza in tutta la Brianza.
Camilla Fumagalli


















