Oggiono, Fiera di Sant'Andrea: una targa dalla Regione ne celebra il valore storico

Ci sono tradizioni che, con il passare degli anni, non perdono la propria forza, ma continuano a riunire persone, storie e generazioni. A Oggiono la Fiera di Sant’Andrea è una di queste. Domenica 25 ottobre ha preso ufficialmente il via la 411ª edizione del Feron de Ugionn, la storica fiera zootecnica le cui origini documentate risalgono al 1614 e che, ancora oggi, rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno oggionese. Una manifestazione che affonda le radici nella tradizione agricola e contadina, ma che nel tempo ha saputo rinnovarsi, mantenendo vivo il legame con il territorio e con la comunità.
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Il taglio del nastro

L’inaugurazione ha riunito amministratori, rappresentanti delle istituzioni, organizzatori, espositori e cittadini, in una mattinata dedicata non soltanto all’apertura ufficiale della fiera, ma anche al riconoscimento del lavoro necessario per mantenerla viva. Il momento del taglio del nastro ha segnato simbolicamente l’inizio di una nuova edizione, riportando al centro una tradizione che attraversa i secoli e che continua a trovare nella partecipazione delle persone la propria ragione d’essere.
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L'intervento del sindaco Chiara Narciso

Ad accogliere i presenti è stato il sindaco Chiara Narciso, che ha sottolineato l’orgoglio dell’amministrazione comunale per una manifestazione considerata il principale appuntamento cittadino. Un evento che, ha ricordato, richiede l’impegno di moltissime persone e che rappresenta anche un punto di riferimento per i Comuni del territorio. La presenza dei colleghi sindaci e delle autorità, infatti, ha assunto il significato di un riconoscimento condiviso del valore del Fierone, capace di andare oltre i confini di Oggiono.
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Danilo Riva, presidente della Pro Loco di Oggiono

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Pro Loco e ai volontari che lavorano per mesi alla preparazione della manifestazione. Il presidente Danilo Riva ha ricordato quanto il Fierone sia atteso ogni anno e quanto sia fondamentale il contributo di chi mette a disposizione tempo ed energie per renderlo possibile. ''Per me, che sono dentro da tanti anni, è sempre un’emozione, sempre come se fosse la prima volta'', ha raccontato, sottolineando che senza i volontari manifestazioni di questo tipo rischierebbero di scomparire. Un impegno che non si concentra soltanto nei giorni della fiera, ma prosegue durante tutto l’anno, nella preparazione e nell’organizzazione di ogni dettaglio.
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A destra il consigliere regionale Giacomo Zamperini

Proprio il valore storico della manifestazione è stato al centro degli interventi istituzionali. Il consigliere regionale Gian Mario Fragomeli ha richiamato i quattro secoli di storia del Fierone, sottolineando il legame tra allevamento, territorio e tradizione gastronomica brianzola. Un patrimonio che, ha spiegato, contribuisce anche a stimolare le istituzioni regionali: martedì, ha annunciato, il Consiglio regionale avrebbe affrontato l’approvazione di una legge dedicata alla cucina lombarda. Un passaggio che ha collegato il lavoro quotidiano di chi produce e custodisce le tradizioni locali alla valorizzazione più ampia delle identità gastronomiche della regione.

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Anche Stefano Simonetti, in rappresentanza della Provincia di Lecco, ha evidenziato il duplice valore della manifestazione. Da una parte la possibilità di dare visibilità a chi produce, commercia ed espone i propri prodotti; dall’altra la tutela di consuetudini che, rinnovandosi ogni anno, possono essere trasmesse alle generazioni future. Il Fierone diventa così un’occasione d’incontro tra economia, cultura e memoria, mantenendo un rapporto diretto con le radici agricole e produttive del territorio.
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Le autorità e i sindaci intervenuti all'inaugurazione

Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stata la consegna del riconoscimento di Regione Lombardia alla Pro Loco di Oggiono APS, per l’impegno nella valorizzazione delle tradizioni e dell’identità lombarda e per la tutela e la promozione della Fiera di Sant’Andrea. La targa, conferita dal presidente della Regione Attilio Fontana, ricorda la 411ª edizione di una manifestazione definita tra le più antiche e longeve tradizioni fieristiche e zootecniche della Lombardia e d’Italia. Si sottolinea come il Fierone costituisca un patrimonio di storia, cultura e identità, tramandato attraverso le generazioni e ancora oggi un importante momento di incontro per la comunità.
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Alla consegna si è affiancato un secondo riconoscimento dedicato proprio alla Fiera zootecnica di Sant’Andrea, il Feron de Ugionn, per il suo valore storico e culturale e per il profondo legame con le radici agricole e zootecniche del territorio. Un omaggio che, come è stato ricordato durante la cerimonia, non vuole rappresentare un punto d’arrivo, ma uno stimolo a proseguire. Il rappresentante del Comitato regionale Pro Loco Lombardia ha infatti invitato a considerare la targa non come una conclusione, bensì come l’inizio di un nuovo percorso, capace di mantenere viva la manifestazione anche negli anni a venire.
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Il consigliere regionale Giacomo Zamperini ha raccolto questo messaggio, insistendo sulla necessità di coinvolgere i giovani e renderli parte attiva della tradizione. Il lavoro dei volontari, ha osservato, è prezioso ma richiede nuove energie e un ricambio generazionale. Per questo è importante che le nuove generazioni non siano soltanto spettatrici, ma si sentano responsabili di ciò che ricevono in eredità. Richiamando Shakespeare e il celebre ''noi pochi, noi felici pochi'', Zamperini ha ricordato il valore di chi sceglie di impegnarsi per la propria comunità, anche quando le risorse umane sono limitate. La partecipazione registrata al Fierone, secondo il consigliere, dimostra quanto questa tradizione continui a essere sentita e condivisa.
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A dare alla mattinata una dimensione ancora più profonda è stato l’intervento di don Giampietro Corbetta. Il parroco ha ringraziato gli organizzatori e i partecipanti, leggendo nella manifestazione una testimonianza della capacità delle persone di costruire qualcosa di grande attraverso il lavoro e la fatica quotidiana. In un’epoca in cui sembra dominare l’intelligenza artificiale, ha osservato, il Fierone mette in evidenza il valore dell’impegno umano: la cura degli animali, il lavoro della terra e la produzione di beni che permettono alla comunità di vivere. ''Il futuro cominci anche da qui'', ha detto, definendo la partecipazione una testimonianza di ''umanità stupenda'', prima di concludere la cerimonia con una benedizione dedicata alle persone presenti, agli animali e ai raccolti.
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La 411ª edizione del Fierone si è aperta così nel segno della continuità, ma anche della responsabilità verso il futuro. Le targhe consegnate, i ringraziamenti ai volontari e le parole delle istituzioni hanno richiamato un messaggio comune: una tradizione resta viva soltanto se qualcuno continua a prendersene cura. 
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Ma il Fierone, naturalmente, non è fatto soltanto di cerimonie e riconoscimenti. Basta lasciare la zona dell’inaugurazione e cominciare a camminare tra gli stand per ritrovarsi immersi in un vero e proprio fiume di persone, con una quantità di bancarelle tale da rendere quasi impossibile vedere tutto in una sola passeggiata. A ogni passo si apre uno scorcio diverso: vestiti, caramelle, formaggi e salumi, oggettistica, prodotti di ogni genere, accanto agli stand più tradizionali, agli animali e ai trattori che riportano al cuore agricolo e zootecnico della manifestazione. Colori, profumi e voci si mescolano lungo il percorso, mentre la folla si muove da una bancarella all’altra, curiosando, fermandosi e lasciandosi attirare da qualcosa di nuovo. E poi ci sono gli incontri, forse una delle parti più belle di una giornata come questa.
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Tra la gente capita di incrociare vecchi amici, volti che non si vedevano da tempo, persone con cui scambiare un saluto o fermarsi a fare due chiacchiere. Perché al Fierone, in fondo, ci passa un po’ tutta Oggiono: ci si va per guardare le bancarelle, per comprare qualcosa, per stare in compagnia o semplicemente per fare un giro. È un’occasione per vivere una giornata diversa senza dover andare lontano, riscoprendo il piacere di ritrovarsi proprio a casa propria, in mezzo alla propria comunità.
G.D.
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