Nibionno: agli istituti Zucchi un macchinario per la neuroriabilitazione in memoria di Francesca Villa

Ci sono traguardi che si misurano con ciò che si riesce a realizzare. E poi ci sono quelli che racchiudono molto di più: mesi di impegno, la generosità di tante persone, la forza di non arrendersi e il desiderio di dare un significato nuovo a una storia dolorosa.
Per FRA Gocce di Luce ODV, domenica 25 ottobre è stata una giornata che ha racchiuso tutto questo. Presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza si è svolta la presentazione ufficiale dello ZEPU-AI3, il macchinario donato dall’associazione all’Unità Operativa Clinicizzata di Neuroriabilitazione, dove vengono assistiti e seguiti nei loro percorsi riabilitativi anche pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite.
Un progetto nato, da parte della sorella, nel ricordo di Francesca Villa, ricoverata nella stessa unità dopo una grave emorragia cerebrale e scomparsa nel luglio 2024.
"Da quell’esperienza dolorosa – racconta Veronica - è nata la volontà di fare qualcosa che potesse essere utile ad altre persone che affrontano una grave cerebrolesione acquisita e alle famiglie che si trovano improvvisamente a dover imparare a convivere con una realtà completamente nuova".
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Alcune immagini della consegna del macchinario avvenuta domenica 25 ottobre a Carate

L’obiettivo iniziale della raccolta fondi era l’acquisto di un altro macchinario. Nel corso del progetto, tuttavia, l’équipe dell’Unità Operativa Clinicizzata di Neuroriabilitazione degli Istituti Clinici Zucchi ha individuato nello ZEPU-AI3 la soluzione più rispondente alle proprie esigenze. Si tratta di un macchinario progettato per supportare la riabilitazione degli arti inferiori attraverso un sistema che consente di sostenere il peso del paziente mediante un’apposita imbragatura e di facilitare la mobilizzazione delle gambe in base alle capacità individuali. FRA Gocce di Luce ha accolto questa indicazione, mantenendo fede all’impegno assunto e al proprio obiettivo: donare al reparto uno strumento utile all’attività riabilitativa e al percorso di cura dei pazienti.
La giornata si è aperta con il saluto del dottor Luca Carpinelli, in rappresentanza degli Istituti Clinici Zucchi. È poi intervenuta la professoressa Cecilia Perin, che ha illustrato le caratteristiche dello ZEPU-AI3, offrendo ai presenti una dimostrazione pratica delle sue potenzialità in ambito riabilitativo. È stato un momento importante per comprendere meglio il valore di questa apparecchiatura e il contributo che potrà offrire al lavoro quotidiano dei professionisti della neuroriabilitazione.
"Per noi – prosegue Veronica Villa - è stato particolarmente significativo percepire la gratitudine del reparto per la donazione ricevuta. Sapere che l’impegno di una piccola realtà associativa è stato accolto con riconoscenza e che quanto abbiamo realizzato potrà essere utile nel lavoro quotidiano con i pazienti ha dato ancora più valore al traguardo raggiunto. Perché, in fondo, era proprio questo il desiderio che ha accompagnato il progetto fin dall’inizio: fare in modo che la generosità di tante persone potesse trasformarsi in qualcosa di concreto, capace di arrivare dove ce n’è bisogno".
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Accanto alla presentazione del macchinario, la giornata ha regalato momenti di profonda intensità. Il canto della dottoressa Benedetta Tagliabue e la benedizione impartita da padre Aldo Camesasca hanno aggiunto alla cerimonia una dimensione raccolta e particolarmente toccante, accompagnando simbolicamente l’inizio di questo nuovo percorso.
L’emozione ha trovato spazio anche nelle parole di Veronica Villa, che nel suo intervento ha ripercorso le tappe di un cammino tutt'altro che semplice: una piccola associazione, mezzi limitati, mesi di lavoro, la necessità di raccontare il progetto, chiedere aiuto e trovare persone disposte a crederci. Fino ad arrivare a quel momento in cui un’idea, che per tanto tempo era rimasta un obiettivo da raggiungere, diventava finalmente realtà.
"Non possiamo cambiare quello che è successo, non possiamo cambiare il dolore, ma possiamo scegliere cosa farne. È questa la convinzione che ci accompagna fin dall’inizio. Non possiamo cancellare ciò che è accaduto, né cambiare il dolore che ne deriva, ma possiamo scegliere di fare in modo che da un’esperienza così difficile possa nascere qualcosa di buono, capace di raggiungere altre persone e altre famiglie" ha detto,  ricordando il significato più profondo che anima l’associazione.
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Francesca Villa

Il momento dei ringraziamenti è stato particolarmente emozionante. Un pensiero speciale Veronica Villa l’ha rivolto agli associati di FRA Gocce di Luce, una vera famiglia allargata: ''Persone che hanno creduto nel progetto fin dall’inizio, condividendone l’impegno, le difficoltà e la soddisfazione di vedere finalmente raggiunto un obiettivo che, per una piccola associazione come la nostra, non era affatto scontato. Il loro sostegno, la disponibilità e la fiducia mi hanno accompagnata in ogni fase del percorso. Senza di loro, affrontare questa strada sarebbe stato molto più difficile. Perché un’associazione non è fatta soltanto di iniziative e progetti, ma soprattutto delle persone che scelgono di farne parte e di contribuire, ciascuna a modo proprio, alla sua crescita. Il ringraziamento più grande è rivolto a tutte le persone che, con le loro donazioni, hanno creduto nel progetto di FRA Gocce di Luce e hanno contribuito a trasformarlo in realtà. Dietro lo ZEPU-AI3 ci sono tante storie di generosità, persone che, pur con possibilità diverse, hanno scelto di dare il proprio contributo, dimostrando che anche una piccola goccia può fare la differenza quando si unisce a tante altre''.
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Un pensiero particolare è stato rivolto alla famiglia Braguti, ''entrata nelle nostre vite perché accomunata dalla stessa dolorosa esperienza'': la perdita di una persona cara che ha trascorso parte del suo percorso all’Unità Operativa Clinicizzata di Neuroriabilitazione degli Istituti Clinici Zucchi. Anche loro hanno scelto di non fermarsi al dolore per ciò che è accaduto, ma di cercare di reagire sostenendo concretamente FRA Gocce di Luce. ''Da questa scelta – evidenzia Veronica - è nato un rapporto di stima e affetto che va oltre il progetto e che spero possa continuare nel tempo. La loro presenza all’inaugurazione ha rappresentato molto più di una partecipazione alla cerimonia: è stata la testimonianza di una vicinanza umana che si è intrecciata con il progetto, contribuendo a trasformare la solidarietà in un aiuto concreto''.
Un riconoscimento particolare è andato alla sindaca di Nibionno, dott.ssa Laura Di Terlizzi, presente alla cerimonia e vicina all’associazione con un sostegno concreto. ''Per una realtà piccola come FRA Gocce di Luce, poter contare su istituzioni che scelgono di esserci è fondamentale, significa non sentirsi soli e trovare un aiuto prezioso nel dare forma ai propri progetti. La sua presenza è stata per noi un segno importante di vicinanza e attenzione''.
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Tre persone speciali sono state per Veronica, ciascuna a modo proprio, una vera ancora di salvezza: Cristina, Elisa e Barbara. "Ho voluto ringraziare anche il personale dell’Unità Gravi Cerebrolesioni, che si è preso cura non soltanto di Francesca, ma anche della nostra famiglia. In un momento così difficile, l’attenzione umana ricevuta ha lasciato un segno profondo in tutti noi. È qualcosa che non abbiamo dimenticato e che, nel tempo, ha contribuito a dare ancora più significato alla scelta di sostenere proprio quel reparto. La donazione dello ZEPU-AI3 rappresenta il primo grande progetto portato a termine da FRA Gocce di Luce ODV. Un risultato che appartiene non solo all’associazione, ma anche a tutte le persone che hanno creduto nell’iniziativa e hanno contribuito a trasformarla in realtà''.
"A nome mio, dei medici, dei terapisti, degli infermieri e di tutto il personale del nostro reparto nonché dei pazienti e delle loro famiglie desidero rivolgere il mio più sentito ringraziamento all'Associazione FRA Gocce di Luce, al suo presidente Veronica Villa e a tutti i soci e sostenitori. Innanzitutto, per l’attestazione di fiducia nel nostro operato che ci riempie di orgoglio e ci responsabilizza ancora di più. In secondo luogo perché avremo a disposizione uno strumento utilizzabile già dalle prime fasi della riabilitazione motoria grazie ad un sistema di automazione in totale sicurezza" le parole della professoressa Cecilia Perin, direttrice dell’UOC di Neuroriabilitazione degli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza. 
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"Questa donazione testimonia il forte legame della famiglia di Francesca con il nostro reparto di Neuroriabilitazione ed è un gesto di vicinanza verso chi soffre. FRA Gocce di Luce ci dimostra che anche dal dolore può nascere un aiuto concreto per gli altri, e per questo siamo profondamente grati" ha dichiarato invece il dottor Luca Carpinelli, direttore medico della struttura brianzola.
In questa giornata, tra la dimostrazione del macchinario, la benedizione, la musica e le parole di ringraziamento, si è raccolto il senso di un impegno condiviso: la possibilità di trasformare una storia personale e dolorosa in un aiuto concreto per chi, oggi, si trova ad affrontare una strada difficile.
Perché il dolore non si può scegliere, né cancellare. Ma si può scegliere di non lasciare che sia l’unica cosa a rimanere. E FRA Gocce di Luce, con questo primo importante traguardo, ha dimostrato che anche una piccola associazione può fare la differenza, quando tante persone decidono di diventare, insieme, gocce di luce.
M.Mau.
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