Missaglia: Daniel Lumera ospite di Hakuna Matata

La scorsa domenica, a partire dalle ore 15, il salone polivalente dell'oratorio di Missaglia ha ospitato un momento di riflessione e condivisione grazie al workshop organizzato dall'associazione Hakuna Matata. Protagonista dell’incontro è stato Daniel Lumera, biologo naturalista, scrittore e punto di riferimento internazionale nelle scienze del benessere e nella pratica della meditazione.
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Daniel Lumera durante l'incontro a Missaglia

Intitolato ''Perdona e lascia andare'', l’incontro si è aperto con l’intervento di Mara Ligas, fondatrice del centro olistico, che ha accolto i numerosi partecipanti ricordando come Hakuna Matata rappresenti per lei un luogo fondato sul cuore, sulle relazioni e sulla fiducia reciproca. Un'introduzione che ha anticipato i temi al centro dell’intervento dell'ospite.
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Il primo a prendere la parola è stato proprio Daniel Lumera, che ha condiviso alcune riflessioni maturate attraverso la sua esperienza nei percorsi di accompagnamento al fine vita. Un impegno che gli ha permesso di osservare da vicino i rimpianti delle persone al momento del congedo.
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''Essenzialmente sono tre – ha spiegato Lumera – ovvero non aver amato abbastanza, non aver perdonato e non aver vissuto appieno la propria vita perché ci si è lasciati condizionare e omologare dai dettami della società''. Da qui l’importanza di lavorare quotidianamente su se stessi, reinventandosi, imparando a perdonare e a lasciare andare, per poter arrivare in pace al momento in cui la vita giungerà al termine.
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Per approfondire il significato del perdono, Lumera ha invitato i presenti a riflettere su una tendenza comune: identificarsi completamente con ciò che si fa o si prova, finendo per costruire maschere e costrutti mentali che possono arrivare a condizionare la propria identità, fino a diventare, per esempio, il proprio stesso dolore.
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''Il segreto per iniziare un percorso in cui si perdona sta nel disidentificarsi dalle etichette e dai propri ruoli'' ha spiegato lo scrittore, introducendo così il passaggio dal perdono alla capacità di lasciare andare.
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Ma che cosa significa davvero perdonare? Come ha sottolineato Lumera, ''non vuol dire giustificare le azioni altrui, e nemmeno dimenticarle''. Il perdono è invece un processo articolato in quattro fasi fondamentali. La prima è l’accusa, durante la quale si entra in contatto con la rabbia e il dolore senza reprimerli, ma utilizzandoli come strumenti di comprensione. Segue la responsabilità, intesa come presa di coscienza di ciò che si prova e del proprio ruolo in quanto coautori di ciò che è accaduto. La terza fase è la gratitudine, ovvero la capacità di ringraziare l’altra persona anche per i momenti difficili, riconoscendo il contributo che queste esperienze hanno dato alla formazione di ciò che siamo oggi. Infine, arriva l’amore, la fase conclusiva attraverso la quale si può arrivare a una piena guarigione del vissuto.
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Le riflessioni teoriche si sono poi trasformate in un’esperienza diretta attraverso una pratica meditativa guidata dallo stesso Daniel Lumera. A occhi chiusi e concentrandosi sul respiro, i partecipanti sono stati invitati a evocare una persona da perdonare, guardandola come se fosse l’ultima volta e rivolgendole tre frasi: ''Ti perdono per…'', ''Ti chiedo perdono per…'' e ''Grazie per…''.
Attraverso questo esercizio, il pubblico ha ripercorso i momenti condivisi con quella persona, compresi quelli più dolorosi, per poi concludere con una formula di liberazione: ''Ti perdono e ti lascio andare, nel tempo e nello spazio''.
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Un altro passaggio centrale del workshop ha riguardato il superamento degli schemi che accompagnano le persone nel corso della vita. ''Spesso rimaniamo bloccati nella pretesa di essere capiti e amati dagli altri, guardando le cose solo dal nostro punto di vista'' ha osservato Lumera, indicando una possibile via d’uscita da questa dinamica attraverso un salto di maturità: imparare a essere non soltanto figli, ma anche madre e padre per l’altra persona.
La guarigione personale passa, dunque, dalla capacità di offrire agli altri proprio ciò che avremmo desiderato ricevere. Un cambiamento di prospettiva che richiama un principio fondamentale: siamo tutti interdipendenti gli uni dagli altri.
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Per consolidare i passaggi interiori che rendono possibile il perdono, Lumera ha inoltre sottolineato l’importanza della ritualità, intesa come strumento capace di trasformare il dolore, una volta interiorizzato e accettato, in qualcosa di nuovo.
''Oggi vi consiglio e faccio sperimentare le pratiche della respirazione consapevole, in cui ogni inspirazione accoglie la vita e ogni espirazione lascia andare le zavorre, come semi dispersi nel vento, la purificazione del proprio campo emotivo e l’intenzionalità di guarigione del proprio io'' ha concluso.
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Prima di congedarsi, Daniel Lumera ha invitato i presenti a rivolgere lo sguardo anche al mondo contemporaneo, mettendo in guardia dai rischi legati alle crescenti divisioni sociali. ''Assistiamo a un panorama sempre più segnato da polarizzazioni che rischiano di danneggiare le generazioni future'' ha affermato, concludendo il suo intervento con un invito a riconoscere e onorare il valore di ogni istante di vita.
''Tutti facciamo molta attenzione quando la batteria del nostro telefono scende al 20%, ma non ci accorgiamo quasi mai di quando siamo noi a essere completamente scarichi'': un’immagine immediata, con cui Lumera ha richiamato l’attenzione sulla necessità di prendersi cura anche di se stessi.
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Al termine dell’intervento, è intervenuto l’assessore alle politiche sociali Diego Benfatto, in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Dopo aver ringraziato Mara Ligas per aver organizzato un evento dedicato al benessere, Benfatto si è ricollegato al tema delle generazioni future, soffermandosi in particolare sulla necessità di ascoltare i più giovani.
''Spesso, dietro ai ragazzi etichettati frettolosamente come ''mele marce'', si nascondono persone che soffrono per la mancanza di ascolto'' ha dichiarato. Una riflessione che lo ha portato a sottolineare come, in quest’ottica, potrebbe spettare proprio agli adulti chiedere scusa ai ragazzi.
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La giornata si è infine conclusa nel segno dell’ascolto e della gentilezza. I riflettori si sono accesi sul Movimento Italia Gentile, fondato da Daniel Lumera. L'associazione di Mara Ligas - riconosciuta per il suo impegno nella promozione del benessere e delle relazioni umane - è entrata a farne parte; si tratta della venticinquesima realtà aderente.
Un incontro che, attraverso la riflessione, la meditazione e il confronto, ha riportato al centro il valore del perdono, dell’ascolto e della gentilezza come strumenti per migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri.
I.M.
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