La speranza che avanza
Come per il l'inaspettato risultato referendario sulla “Giustizia” (tra i pochi a prevederlo) ora più di un segnale sembra aprire le menti e soprattutto i cuori alla Speranza, “merce” assai rara di questi tempi di ... mercificazione diffusa.
Faccio per questo fatica a dire che avevo pure scommesso sulla vincita di Lula in Brasile e non solo per scaramanzia nonostante l'esito della prima votazione: è soprattutto nei giovani e negli astensionisti che riponevo ancora una volta la speranza anche in quel popoloso e tutt'altro che marginale lembo planetario. Non a caso elemento importante della parte di popolazione globale più numerosa che si identifica nei Brigs che giustamente rivendica un maggior peso nelle relazioni internazionali recuperando quel multilateralismo compromesso oggi particolarmente da esasperati quanto strumentali nazionalismi.
I giovani che avevano inaspettatamente riempito non solo le strade francesi al passaggio illuminante di Papa Leone ma che stanno anche protestando assieme agli adulti nelle piazze non solo d'oltralpe contro un sistema che di fatto sempre più si configura come un Robin Hood alla rovescia.
I giovani che, perlomeno e non casualmente a livello “occidentale”, si stanno opponendo, pur non sempre in modo condivisibile e forse a volte anche non pienamente consapevole, ad un sistema alienante di valori basato sull'avere e sull'apparire e non sull'essere.
I giovani che hanno riempito le piazze Serbe vincendo la sfida contro i loro rappresentanti filoputiniani.
Ora siamo al dunque: tra pochi giorni ci sarà una resa dei conti, almeno parziale, per l'inqualificabile Attila made in Usa con le elezioni di metà mandato. Ma soprattutto imminenti ci saranno le delicatissime elezioni in Israele.
Lì la situazione si fa più complicata perché i vari pareri che si confrontano sui media più credibili si dividono tra chi sostiene che anche in presenza di una sconfitta del criminale Netanyahu lo sostanza delle cose non cambierebbe e chi invece, come l'ex premier Olmert, è certo del contrario.
E lì la gran parte dei giovani sembra preoccupare maggiormente visto l'indottrinamento ideologico a cui spesso sono sottoposti da piccoli (purtroppo anche nel campo opposto pur per ragioni d'oppressione più comprensibili) ma per fortuna c'è una minoranza, come pure di adulti, che ad esempio si frappone in Cisgiordania alle disumanità dei loro connazionali coloni in difesa dei legittimi proprietari palestinesi.
Io comunque continuo attivamente a sperare in una Pace fondata su Giustizia e Verità ma che sappia anche incredibilmente perdonare.
E mi chiedo ma soprattutto mi auspico:
Che sia finalmente cambiato il vento?
Che il Diritto e la Giustizia Sociale possano realmente essere la stella polare della nostra Convivenza a tutti livelli?
Quando la Speranza sembra vincere ogni mancanza di speranza , ad ognuno e a maggior ragione far la propria parte.
Faccio per questo fatica a dire che avevo pure scommesso sulla vincita di Lula in Brasile e non solo per scaramanzia nonostante l'esito della prima votazione: è soprattutto nei giovani e negli astensionisti che riponevo ancora una volta la speranza anche in quel popoloso e tutt'altro che marginale lembo planetario. Non a caso elemento importante della parte di popolazione globale più numerosa che si identifica nei Brigs che giustamente rivendica un maggior peso nelle relazioni internazionali recuperando quel multilateralismo compromesso oggi particolarmente da esasperati quanto strumentali nazionalismi.
I giovani che avevano inaspettatamente riempito non solo le strade francesi al passaggio illuminante di Papa Leone ma che stanno anche protestando assieme agli adulti nelle piazze non solo d'oltralpe contro un sistema che di fatto sempre più si configura come un Robin Hood alla rovescia.
I giovani che, perlomeno e non casualmente a livello “occidentale”, si stanno opponendo, pur non sempre in modo condivisibile e forse a volte anche non pienamente consapevole, ad un sistema alienante di valori basato sull'avere e sull'apparire e non sull'essere.
I giovani che hanno riempito le piazze Serbe vincendo la sfida contro i loro rappresentanti filoputiniani.
Ora siamo al dunque: tra pochi giorni ci sarà una resa dei conti, almeno parziale, per l'inqualificabile Attila made in Usa con le elezioni di metà mandato. Ma soprattutto imminenti ci saranno le delicatissime elezioni in Israele.
Lì la situazione si fa più complicata perché i vari pareri che si confrontano sui media più credibili si dividono tra chi sostiene che anche in presenza di una sconfitta del criminale Netanyahu lo sostanza delle cose non cambierebbe e chi invece, come l'ex premier Olmert, è certo del contrario.
E lì la gran parte dei giovani sembra preoccupare maggiormente visto l'indottrinamento ideologico a cui spesso sono sottoposti da piccoli (purtroppo anche nel campo opposto pur per ragioni d'oppressione più comprensibili) ma per fortuna c'è una minoranza, come pure di adulti, che ad esempio si frappone in Cisgiordania alle disumanità dei loro connazionali coloni in difesa dei legittimi proprietari palestinesi.
Io comunque continuo attivamente a sperare in una Pace fondata su Giustizia e Verità ma che sappia anche incredibilmente perdonare.
E mi chiedo ma soprattutto mi auspico:
Che sia finalmente cambiato il vento?
Che il Diritto e la Giustizia Sociale possano realmente essere la stella polare della nostra Convivenza a tutti livelli?
Quando la Speranza sembra vincere ogni mancanza di speranza , ad ognuno e a maggior ragione far la propria parte.
Germano Bosisio



















