Casatenovo: messa dedicata a Santa Felicita nella cappella che ne ospita le reliquie
Una tradizione religiosa che si rinnova ogni anno e che custodisce un legame particolare con la storia di Casatenovo. Domenica 25 ottobre, nella cappella privata della famiglia Vismara, non lontano da Villa Facchi, è stata celebrata la consueta messa in onore di Santa Felicita, martire cristiana le cui reliquie sono conservate proprio all'interno del piccolo edificio religioso.

Un appuntamento che ricorre ogni quarta domenica di ottobre e che rappresenta per la comunità casatese un'occasione per raccogliersi in preghiera e ricordare la testimonianza di fede della Santa. Per l'occasione, la cappella è stata aperta ai fedeli, permettendo loro di prendere parte alla celebrazione e di avvicinarsi a un luogo che custodisce una pagina significativa della storia religiosa locale.

A presiedere l'Eucaristia è stato don Lorenzo Motta, responsabile della Pastorale Giovanile a Casatenovo, che durante l'omelia ha invitato i presenti a riflettere sul significato della testimonianza cristiana e sull'importanza di costruire relazioni fondate sulla condivisione e sull'accoglienza.
Richiamando la figura del discepolo missionario, il sacerdote ha sottolineato come uno dei segni più autentici della fede sia la capacità di condividere la vita con gli altri. Proprio come i missionari che partono per terre lontane e scelgono di entrare nella quotidianità delle popolazioni che incontrano, anche ciascun cristiano è chiamato a vivere uno spirito di comunione, contribuendo a costruire una società più aperta e solidale.

Un atteggiamento che, come ricordato da don Lorenzo, trova la propria forza nel dono dello Spirito Santo e che deve tradursi in gesti concreti, a partire dalle relazioni più vicine.
''Altrettanto aperto deve essere il cuore di ognuno di noi nel dialogo con tutti, cominciando dalla famiglia ed estendendolo a coloro che incontriamo, creando quel clima di accoglienza che rende bella la vita'' ha ricordato il sacerdote, indicando proprio nella figura di Santa Felicita un esempio di questa disponibilità verso gli altri.

La martire, ha sottolineato don Lorenzo, seppe infatti rimanere fedele alle proprie convinzioni e donarsi completamente alla fede, senza tirarsi indietro neppure di fronte alla persecuzione. Una testimonianza che continua a offrire uno spunto di riflessione anche ai fedeli di oggi, chiamati a vivere il messaggio evangelico nella quotidianità.
La celebrazione è stata anche l'occasione per ricordare la particolare vicenda delle reliquie di Santa Felicita, giunte a Casatenovo nel XIX secolo dopo un lungo percorso che le aveva portate da Roma alla Liguria e successivamente in Lombardia.

La storia ha inizio nel 1825, quando, in seguito a una bolla di papa Leone XII, le spoglie della martire furono riesumate dal cimitero di Santa Ciriaca, lungo la via Tiburtina a Roma, e donate al duca Pietro Maria Vivaldi come riconoscimento per i servizi prestati.
Il nobiluomo fece rivestire di cera il corpo della Santa, lasciando scoperta la mano sinistra, e collocò le reliquie nell'oratorio annesso alla propria villa di Cornigliano Ligure, nei pressi di Genova. Insieme alle spoglie vennero conservate anche una teca contenente il sangue coagulato della martire e una pietra tombale recante l'iscrizione ''Felicitas in pace''.
Alcuni anni più tardi, quando il figlio primogenito Vittorio Emanuele decise di vendere la proprietà, le reliquie furono affidate al fratello Pietro, residente a Milano con la moglie Maria Gallarati Scotti.

Fu proprio la coppia a portarle a Casatenovo, dopo aver acquistato la villa precedentemente appartenuta ai Tealdi. All'interno della proprietà venne fatta costruire una cappella destinata a custodire le spoglie della martire, che vi furono trasferite nel 1854, dopo essere state esposte pubblicamente nella chiesa parrocchiale di San Giorgio.
Un secolo più tardi, l'urna venne nuovamente trasportata nella parrocchiale attraverso una solenne processione, rimanendovi esposta per una settimana. Nel frattempo si era consolidata la consuetudine di aprire l'oratorio della villa ai fedeli ogni quarta domenica di ottobre, consentendo alla popolazione di rendere omaggio alla Santa e di osservare l'urna e la bolla papale.

Negli anni Sessanta del Novecento, con il passaggio della proprietà dalla famiglia Castelbarco ai Vismara, le reliquie trovarono infine collocazione nella cappella costruita accanto alla nuova residenza, dove sono tuttora custodite.
Una vicenda che attraversa due secoli e diverse generazioni, mantenendo vivo un legame tra la devozione religiosa e la storia delle famiglie che hanno abitato il territorio casatese.

Al termine della celebrazione di domenica, don Lorenzo Motta ha impartito ai fedeli la benedizione con le reliquie di Santa Felicita, concludendo così un momento di preghiera e raccoglimento che ha rinnovato una tradizione profondamente radicata nella comunità.
Un appuntamento che, oltre a ricordare la testimonianza di fede della martire, continua a offrire ai casatesi l'occasione di riscoprire un luogo e una storia che fanno parte del patrimonio religioso e culturale del paese.

Alcune immagini della messa celebrata la scorsa domenica
Un appuntamento che ricorre ogni quarta domenica di ottobre e che rappresenta per la comunità casatese un'occasione per raccogliersi in preghiera e ricordare la testimonianza di fede della Santa. Per l'occasione, la cappella è stata aperta ai fedeli, permettendo loro di prendere parte alla celebrazione e di avvicinarsi a un luogo che custodisce una pagina significativa della storia religiosa locale.

A presiedere l'Eucaristia è stato don Lorenzo Motta, responsabile della Pastorale Giovanile a Casatenovo, che durante l'omelia ha invitato i presenti a riflettere sul significato della testimonianza cristiana e sull'importanza di costruire relazioni fondate sulla condivisione e sull'accoglienza.
Richiamando la figura del discepolo missionario, il sacerdote ha sottolineato come uno dei segni più autentici della fede sia la capacità di condividere la vita con gli altri. Proprio come i missionari che partono per terre lontane e scelgono di entrare nella quotidianità delle popolazioni che incontrano, anche ciascun cristiano è chiamato a vivere uno spirito di comunione, contribuendo a costruire una società più aperta e solidale.

Un atteggiamento che, come ricordato da don Lorenzo, trova la propria forza nel dono dello Spirito Santo e che deve tradursi in gesti concreti, a partire dalle relazioni più vicine.
''Altrettanto aperto deve essere il cuore di ognuno di noi nel dialogo con tutti, cominciando dalla famiglia ed estendendolo a coloro che incontriamo, creando quel clima di accoglienza che rende bella la vita'' ha ricordato il sacerdote, indicando proprio nella figura di Santa Felicita un esempio di questa disponibilità verso gli altri.

La martire, ha sottolineato don Lorenzo, seppe infatti rimanere fedele alle proprie convinzioni e donarsi completamente alla fede, senza tirarsi indietro neppure di fronte alla persecuzione. Una testimonianza che continua a offrire uno spunto di riflessione anche ai fedeli di oggi, chiamati a vivere il messaggio evangelico nella quotidianità.
La celebrazione è stata anche l'occasione per ricordare la particolare vicenda delle reliquie di Santa Felicita, giunte a Casatenovo nel XIX secolo dopo un lungo percorso che le aveva portate da Roma alla Liguria e successivamente in Lombardia.

La storia ha inizio nel 1825, quando, in seguito a una bolla di papa Leone XII, le spoglie della martire furono riesumate dal cimitero di Santa Ciriaca, lungo la via Tiburtina a Roma, e donate al duca Pietro Maria Vivaldi come riconoscimento per i servizi prestati.
Il nobiluomo fece rivestire di cera il corpo della Santa, lasciando scoperta la mano sinistra, e collocò le reliquie nell'oratorio annesso alla propria villa di Cornigliano Ligure, nei pressi di Genova. Insieme alle spoglie vennero conservate anche una teca contenente il sangue coagulato della martire e una pietra tombale recante l'iscrizione ''Felicitas in pace''.
Alcuni anni più tardi, quando il figlio primogenito Vittorio Emanuele decise di vendere la proprietà, le reliquie furono affidate al fratello Pietro, residente a Milano con la moglie Maria Gallarati Scotti.

Fu proprio la coppia a portarle a Casatenovo, dopo aver acquistato la villa precedentemente appartenuta ai Tealdi. All'interno della proprietà venne fatta costruire una cappella destinata a custodire le spoglie della martire, che vi furono trasferite nel 1854, dopo essere state esposte pubblicamente nella chiesa parrocchiale di San Giorgio.
Un secolo più tardi, l'urna venne nuovamente trasportata nella parrocchiale attraverso una solenne processione, rimanendovi esposta per una settimana. Nel frattempo si era consolidata la consuetudine di aprire l'oratorio della villa ai fedeli ogni quarta domenica di ottobre, consentendo alla popolazione di rendere omaggio alla Santa e di osservare l'urna e la bolla papale.

Negli anni Sessanta del Novecento, con il passaggio della proprietà dalla famiglia Castelbarco ai Vismara, le reliquie trovarono infine collocazione nella cappella costruita accanto alla nuova residenza, dove sono tuttora custodite.
Una vicenda che attraversa due secoli e diverse generazioni, mantenendo vivo un legame tra la devozione religiosa e la storia delle famiglie che hanno abitato il territorio casatese.

Al termine della celebrazione di domenica, don Lorenzo Motta ha impartito ai fedeli la benedizione con le reliquie di Santa Felicita, concludendo così un momento di preghiera e raccoglimento che ha rinnovato una tradizione profondamente radicata nella comunità.
Un appuntamento che, oltre a ricordare la testimonianza di fede della martire, continua a offrire ai casatesi l'occasione di riscoprire un luogo e una storia che fanno parte del patrimonio religioso e culturale del paese.
G.S.


















