'Dove batte il cuore', pronto il film sul dono di Riccardo Galbiati
Prima il silenzio, poi gli applausi. È questo il ricordo che Marco Galbiati conserva della prima proiezione a Roma di 'Dove batte il cuore', il film che porta sul grande schermo la storia del figlio Riccardo, morto a quindici anni dopo essere stato colto, il 30 dicembre 2016, da un malore sulle piste da sci dell'Aprica.
''La cosa che mi ha colpito tantissimo è stato quel silenzio di grande rispetto, quando il film è finito, e poi gli applausi'', racconta il papà chiamato, dalla pellicola, a rivivere l'accaduto: l'arresto cardiaco patito da Riky, la scelta di donare gli organi e l’incontro e l'incontro poi con uno dei riceventi, portando avanti nel frattempo battaglie e progetti. Con l’impegno che continua ancora oggi.
Diretto da Francesco Patierno, con Alessandro Preziosi nei panni di Marco e Pier Giorgio Bellocchio alla produzione, il film nasce dal libro autobiografico 'Il tuo cuore, la mia stella', scritto da Galbiati con la giornalista lecchese Laura Melesi e pubblicato da Mondadori nel 2018.
La pellicola è stata presentata a Roma nella sezione Panorama Italia - Proiezioni Speciali di Alice nella Città. Una storia personale che, attraverso il cinema, prova ora a raggiungere un pubblico più ampio e a trasformare la commozione in consapevolezza.
Per Galbiati, il valore del film non si esaurisce nella restituzione della propria vicenda familiare. ''Spero che abbia non tanto l’obiettivo di raccontare la nostra storia - spiega - quanto quello di incoraggiare chi lo vede a scegliere la donazione degli organi'', un gesto capace di salvare altre vite e di dare continuità a quello compiuto in nome di Riccardo.
Accanto alla sensibilizzazione c’è una richiesta precisa alle istituzioni: modificare le regole sull’anonimato nei trapianti, affinché la famiglia del donatore e la persona che ha ricevuto l’organo possano conoscersi, se entrambe lo desiderano. È una battaglia che Marco porta avanti da quasi anni e alla quale spera che il film possa imprimere un’accelerazione. ''Non stiamo mollando'', sottolinea e l'auspicio è che ''la forza del racconto raggiunga anche chi è chiamato a intervenire sul piano legislativo''.
Il prossimo traguardo guarda soprattutto ai ragazzi. Galbiati riferisce di contatti già avviati con il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, il quale ha già chiesto di vedere il film. ''La proiezione per il ministro è ancora da organizzare - dichiara - ma l’obiettivo è arrivare successivamente a una diffusione nelle scuole su scala nazionale. Io penso sempre che siano i giovani gli ambasciatori di questi messaggi, di questi cambiamenti'', osserva Marco. Portare 'Dove batte il cuore' davanti agli studenti significherebbe aprire uno spazio di confronto sulla donazione, sulla responsabilità verso gli altri e sulla possibilità che da una perdita nascano nuove occasioni di vita.
Nel film trova spazio anche la solidarietà cresciuta intorno al ricordo di Riccardo. ''Uno dei primi progetti - racconta Galbiati - fu una cucina in Tanzania, realizzata insieme a Beppe Mambretti e alla onlus Mission Bambini''. È a quell’esperienza che si lega la presenza dell’organizzazione nella pellicola. Oggi Marco siede nel consiglio di amministrazione di Mission Bambini e continua a sviluppare progetti con la fondazione.
La Tanzania non è soltanto evocata nel racconto: è anche uno dei luoghi delle riprese. La troupe ha lavorato per una settimana al Charity Village, oltre che a Roma, Milano e in Abruzzo. Sullo schermo compaiono così il villaggio e i bambini attorno ai quali si è costruito negli anni l’impegno dei volontari. Mambretti, interpretato nel film da Bellocchio e lui stesso comparsa in una scena, parla di ''un’esperienza che non dimenticherà'', in un post pubblicato sui social dopo la prima proiezione romana. Nel suo ringraziamento cita Marco, il regista, il produttore, Preziosi e tutti i collaboratori, insieme alla comunità cresciuta intorno all’associazione. ''Il grazie più grande va a Ricky, e a tutto ciò che continua a regalarci'', scrive.
È qui che un dolore che poteva rimanere privato incontra il significato pubblico del film: non fermarsi al ricordo, ma farne un’occasione per parlare di donazione, sostenere progetti e chiedere un cambiamento. Per Marco Galbiati, la speranza è soprattutto questa: che chi vedrà 'Dove batte il cuore' non empatizzi soltanto la storia, ma con scelta, possibile.
''La cosa che mi ha colpito tantissimo è stato quel silenzio di grande rispetto, quando il film è finito, e poi gli applausi'', racconta il papà chiamato, dalla pellicola, a rivivere l'accaduto: l'arresto cardiaco patito da Riky, la scelta di donare gli organi e l’incontro e l'incontro poi con uno dei riceventi, portando avanti nel frattempo battaglie e progetti. Con l’impegno che continua ancora oggi.

Una scena del film
Diretto da Francesco Patierno, con Alessandro Preziosi nei panni di Marco e Pier Giorgio Bellocchio alla produzione, il film nasce dal libro autobiografico 'Il tuo cuore, la mia stella', scritto da Galbiati con la giornalista lecchese Laura Melesi e pubblicato da Mondadori nel 2018.
La pellicola è stata presentata a Roma nella sezione Panorama Italia - Proiezioni Speciali di Alice nella Città. Una storia personale che, attraverso il cinema, prova ora a raggiungere un pubblico più ampio e a trasformare la commozione in consapevolezza.

Marco Galbiati durante il Lecco Film Fest 2026
Per Galbiati, il valore del film non si esaurisce nella restituzione della propria vicenda familiare. ''Spero che abbia non tanto l’obiettivo di raccontare la nostra storia - spiega - quanto quello di incoraggiare chi lo vede a scegliere la donazione degli organi'', un gesto capace di salvare altre vite e di dare continuità a quello compiuto in nome di Riccardo.

Francesco Patierno durante il Lecco Film Fest 2026
Accanto alla sensibilizzazione c’è una richiesta precisa alle istituzioni: modificare le regole sull’anonimato nei trapianti, affinché la famiglia del donatore e la persona che ha ricevuto l’organo possano conoscersi, se entrambe lo desiderano. È una battaglia che Marco porta avanti da quasi anni e alla quale spera che il film possa imprimere un’accelerazione. ''Non stiamo mollando'', sottolinea e l'auspicio è che ''la forza del racconto raggiunga anche chi è chiamato a intervenire sul piano legislativo''.

Un altro momento del film
Il prossimo traguardo guarda soprattutto ai ragazzi. Galbiati riferisce di contatti già avviati con il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, il quale ha già chiesto di vedere il film. ''La proiezione per il ministro è ancora da organizzare - dichiara - ma l’obiettivo è arrivare successivamente a una diffusione nelle scuole su scala nazionale. Io penso sempre che siano i giovani gli ambasciatori di questi messaggi, di questi cambiamenti'', osserva Marco. Portare 'Dove batte il cuore' davanti agli studenti significherebbe aprire uno spazio di confronto sulla donazione, sulla responsabilità verso gli altri e sulla possibilità che da una perdita nascano nuove occasioni di vita.

Sulla destra Beppe Mambretti durante un evento di Mission Bambini dello scorso luglio
Nel film trova spazio anche la solidarietà cresciuta intorno al ricordo di Riccardo. ''Uno dei primi progetti - racconta Galbiati - fu una cucina in Tanzania, realizzata insieme a Beppe Mambretti e alla onlus Mission Bambini''. È a quell’esperienza che si lega la presenza dell’organizzazione nella pellicola. Oggi Marco siede nel consiglio di amministrazione di Mission Bambini e continua a sviluppare progetti con la fondazione.

Galbiati in un evento dello scorso anno
La Tanzania non è soltanto evocata nel racconto: è anche uno dei luoghi delle riprese. La troupe ha lavorato per una settimana al Charity Village, oltre che a Roma, Milano e in Abruzzo. Sullo schermo compaiono così il villaggio e i bambini attorno ai quali si è costruito negli anni l’impegno dei volontari. Mambretti, interpretato nel film da Bellocchio e lui stesso comparsa in una scena, parla di ''un’esperienza che non dimenticherà'', in un post pubblicato sui social dopo la prima proiezione romana. Nel suo ringraziamento cita Marco, il regista, il produttore, Preziosi e tutti i collaboratori, insieme alla comunità cresciuta intorno all’associazione. ''Il grazie più grande va a Ricky, e a tutto ciò che continua a regalarci'', scrive.

Mambretti al Charity Village
È qui che un dolore che poteva rimanere privato incontra il significato pubblico del film: non fermarsi al ricordo, ma farne un’occasione per parlare di donazione, sostenere progetti e chiedere un cambiamento. Per Marco Galbiati, la speranza è soprattutto questa: che chi vedrà 'Dove batte il cuore' non empatizzi soltanto la storia, ma con scelta, possibile.
M.E.


















