Intascavano pure i premi dei Gratta e Vinci rubati: sgominata banda di assalitori dei tabaccai. Il primo furto a Monticello
Nell'organizzazione c'era perfino chi era addetto a smazzare i Gratta e Vinci razziati durante gli assalti, portando all'incasso quelli fortunati. Con discrezione, per non dar nell'occhio. Con il contante da ripartire poi tra i sodali, secondo percentuali prestabilite.
Nulla, insomma, era lasciato al caso tra le fila della banda specializzata in furti all'interno di bar e tabaccherie del territorio lombardo sradicata dai Carabinieri della Compagnia di Merate, riusciti a ricostruire poi anche la catena della ricettazione della refurtiva. Venti, complessivamente gli indagati, per sei dei quali in GIP del Tribunale di Lecco Gianluca Piantadosi ha disposto la misura cautelare del carcere. Ordinati altresì gli arresti domiciliari per due donne, 3 obblighi di presentazione e uno divieto di dimora in Lombardia.
Al provvedimento, emesso nei giorni scorsi, dopo l'audizione dei diretti interessati chiamati a rendere interrogatorio preventivo, i militari - coinvolgendo anche i colleghi delle Compagnie di Monza, Treviglio, Pioltello e Sesto San Giovanni - hanno dato esecuzione quest'oggi, riuscendo a rintracciare, al momento, in totale 9 persone. Dei 12 destinatari dell'ordinanza, 9 sono romeni (uniti tra loro da legami di parentela, perché fratelli o marito e moglie) e 3 italiani. 8 poi sono gravati da recidiva specifica infraquinquennale, non essendo dunque nuovi alla commissione di reati contro il patrimonio.
Tra i più odiosi, come sottolineato dal Procuratore Ezio Domenico Basso, parando dei furti come di "una piaga della nostra società" e ponendo l'accento anche sulla contestazione a 9 soggetti dell'associazione per delinquere, a riprova di come si sia sgominata "una vera e propria rete organizzata". "Siamo di fronte a un livello più alto di criminalità". 12 complessivamente gli assalti ascritti agli indagati (oltre a cinque episodi di ricettazione). A cominciare dal quello patito, nottetempo da una tabaccheria di Monticello Brianza nel marzo del 2025, con l'asportazione di sigarette, Gratta e Vinci e contante. "Il padre di tutti i furti" come da etichetta del Procuratore, avendo incardinato su Lecco la competenza territoriale pur avendo poi il gruppo sconfinato ben fuori i confini provinciali.
A quello di Monticello sono seguiti, infatti, colpi a Calolziocorte (22 marzo), Carate Brianza (29 maggio), Castello Brianza (6 giugno), Concorezzo (16 luglio), Veduggio con Colzano (21 luglio), Milano (2 agosto), Cologno al Serio (5 agosto), Zibido San Giacomo (11 agosto), Monza (15 agosto e 16 agosto) e di nuovo Zibido San Giacomo (22 agosto 2025). Con le indagini proseguite poi fino all'estate 2026, per ricostruire il giro della refurtiva ed in particolare delle sigarette che, dopo essere state stivate provvisoriamente in un box nella bergamasca, in gran parte venivano ricettati da un tabaccaio (italiano) di Cinisello Balsamo.
Ne sono state individuate ben 300 kg per un controvalore di 350.000 euro, come spiegato dal Capitano Giovanni Casamassima, parlando di un giro complessivo di mezzo milione di euro.
Fondamentale per l'avvio delle indagini un'intuizione di un militare della stazione di Cremella, riuscito a individuare la prima macchina da attenzionare. Portando a scoprire la capacità dell'organizzazione di reperire veicoli rubati con cui raggiungere il negozio preso di mira e guadagnarsi poi la fuga, per arrivare poi però al punto di stoccaggio del materiale asportato con mezzi "puliti".
Emerso, altresì, l'uso di walkie talkie per le comunicazioni al posto dei cellulari, così da non lasciare tracce. Come pure la suddivisione dei compiti tra i membri del sodalizio, con soggetti particolarmente abili anche nello studiare preventivamente le caratteristiche dell'esercizio da "visitare", effettuando sopralluoghi negli orari di apertura così da fornire ai complici informazioni sui sistemi di sicurezza, se non già "neutralizzati" preventivamente. E' stato appurato infatti che, a Monticello, già primo dell'intrusione notturna era stato spruzzato uno spray sui sensori, tali da renderli inefficaci pur non facendo scattare il segnale dell'errore.
Tutti elementi che attestano, nella ricostruzione degli inquirenti, come rimarcato anche dal comandante provinciale dell'Arma Nicola Melidonis la capacità criminale degli indagati, riusciti a crearsi anche una ulteriore fonte di reddito con l'incasso dei Gratta e Vinci rubati, ben consci di come non ci sia modo di bloccarli.



















