Casatenovo: dalle battaglie dei cittadini a un risultato concreto. Più tutela con 2 parchi regionali
Il Consiglio comunale approva all'unanimità l'atto di indirizzo per l'ampliamento delle aree protette: 364 ettari interessati da un percorso costruito negli anni grazie all'impegno di cittadini, associazioni e volontari.
Alleanza Verdi e Sinistra Lecco esprime soddisfazione per la decisione del Consiglio comunale di Casatenovo che, giovedì 29 Ottobre 2026, ha approvato all'unanimità l'atto di indirizzo relativo alla proposta di aggregazione del Comune al Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e di ampliamento del perimetro del Parco regionale della Valle del Lambro, ai sensi della DGR 7356/2017.
Si tratta di un passaggio importante per la tutela ambientale e la valorizzazione del territorio. La delibera avvia infatti l'iter amministrativo che porterà all'inserimento di 213 ettari nel Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone e di ulteriori 151 ettari nel Parco regionale della Valle del Lambro, che si aggiungeranno alle aree comunali già comprese nel sistema dei parchi regionali.
«Accogliamo con grande soddisfazione questa decisione, che rappresenta un risultato concreto per la tutela del territorio e del patrimonio ambientale. È anche il riconoscimento di un percorso che nasce dalla partecipazione dei cittadini, dall'impegno delle associazioni e dalla sensibilità di amministratori che hanno creduto nell'importanza di proteggere il nostro patrimonio naturale. Dimostra che, quando le comunità si mobilitano e le istituzioni raccolgono queste istanze, è possibile ottenere risultati importanti».
UN PERCORSO CHE VIENE DA LONTANO
Questo risultato non nasce oggi. Le sue radici affondano in oltre quindici anni di mobilitazioni, iniziative e battaglie ambientaliste che hanno visto protagonisti cittadini di tutte le età, con un ruolo importante delle giovani generazioni.
Una delle prime grandi mobilitazioni risale al 2009, quando l'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi da parte della società australiana PO Valley, nell'area del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, suscitò una forte opposizione da parte della popolazione. Proteste, presidi, incontri pubblici e iniziative della società civile, affiancati dall'azione delle istituzioni, contribuirono a contrastare il progetto.
Quell'esperienza rafforzò una consapevolezza fondamentale: il territorio è un bene comune e la sua tutela richiede partecipazione, conoscenza e impegno collettivo.
Un primo importante passo arrivò nel 2014, con l'ingresso di una parte del territorio comunale, nella zona della Valle della Nava al confine con Missaglia, nel PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) dei Colli Briantei. Un percorso che oggi trova una nuova prospettiva: quelle aree potranno entrare nel Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, garantendo continuità con le zone protette già presenti nel vicino Comune di Missaglia.
Parallelamente, l'ampliamento del Parco regionale della Valle del Lambro interesserà un'altra porzione del territorio comunale, rafforzando la tutela dell'area della Valle del Pegorino, già compresa nel Parco, un percorso che nel tempo porterà i due parchi a congiungersi, creando un’unica grande area protetta.
IL RUOLO FONDAMENTALE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI VOLONTARI
Dietro questo risultato c'è il lavoro costante di tante persone e realtà associative, tra cui il Gruppo Valle Nava, Sentieri e Cascine e l'Associazione dei Colli Briantei.
Negli anni queste associazioni hanno promosso iniziative rivolte a scuole, famiglie e cittadini: passeggiate alla scoperta del paesaggio e delle origini delle colline brianzole, attività di educazione ambientale, concorsi fotografici, serate dedicate alla conoscenza della fauna locale, come la notte dei pipistrelli, delle lucciole e delle civette, oltre a progetti di mappatura della flora e della fauna.
Accanto alle attività di divulgazione non sono mancate le battaglie per la difesa del territorio: manifestazioni, raccolte firme, iniziative per la salvaguardia dei sentieri e mobilitazioni contro le trasformazioni che avrebbero compromesso aree naturali di pregio, compreso il passaggio della Pedemontana.
I volontari sono stati presenti anche nei boschi, per informare direttamente i cittadini sui cambiamenti previsti e sulle conseguenze che avrebbero avuto per quei luoghi. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per costruire consapevolezza e sensibilità ambientale.
Il percorso di attenzione al territorio ha riguardato anche le scelte urbanistiche, con la riduzione delle aree edificabili e la promozione del recupero delle aree dismesse, nella direzione di un maggiore contenimento del consumo di suolo.
LA TUTELA AMBIENTALE COME SCELTA PER IL FUTURO
«Questa esperienza dimostra che la difesa del suolo, la tutela della biodiversità e la salvaguardia degli spazi verdi devono essere una priorità nelle scelte urbanistiche e amministrative. Ampliare le aree protette significa investire nella qualità della vita, nella tutela del paesaggio e nel futuro delle prossime generazioni. È una strada che va sostenuta e rafforzata, perché la cura del territorio è una responsabilità che riguarda tutti».
Per Alleanza Verdi e Sinistra Lecco, l'approvazione unanime del Consiglio comunale di Casatenovo rappresenta dunque non soltanto un importante traguardo amministrativo, ma anche il riconoscimento di un percorso collettivo costruito negli anni da cittadini, associazioni, volontari e istituzioni.
Dalle battaglie di ieri alle scelte di oggi, il messaggio è chiaro: difendere l'ambiente significa prendersi cura del bene comune e consegnare alle future generazioni un territorio più verde, tutelato e vivibile.


















