Rogeno, 4 Novembre: cerimonia con i bambini
Nella mattinata di ieri, mercoledì 4 novembre, Rogeno ha celebrato la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate con la tradizionale cerimonia ai monumenti in memoria dei Caduti.

Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Matteo Redaelli, il vicesindaco Isabella Viganò, il parroco don Emilio Colombo, il comandante della Stazione Carabinieri di Costa Masnaga, il comandante della Polizia Locale di Rogeno e Molteno, il dirigente scolastico Marco Magni e gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria.
Particolarmente significativo il contributo dei bambini, che hanno accompagnato la cerimonia con canti e numerose letture. Immedesimandosi nei combattenti e nelle loro famiglie, gli alunni della primaria hanno scritto e letto lettere dal fronte, trasformando la commemorazione in un concreto esercizio di memoria.

Il corteo ha raggiunto, come da tradizione, prima il monumento ai Caduti di Casletto e successivamente quello di Rogeno. In entrambe le tappe si sono alternati le letture degli alunni, l’Inno d’Italia e la benedizione, rinnovando pubblicamente il ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita.
A Casletto il sindaco Matteo Redaelli, nel suo discorso, ha ricordato che ''la pace non va data per scontata. La pace va costruita'' sottolineando come abbia bisogno di dialogo, istituzioni, diplomazia, collaborazione tra i popoli e, soprattutto, memoria.

Un richiamo particolarmente attuale in un tempo nel quale il rischio è quello di abituarci alla presenza della guerra, fino quasi a considerarla inevitabile o qualcosa che non ci riguarda direttamente. Per questo il primo cittadino ha richiamato una responsabilità collettiva: ''Non dimenticare quanto costa la guerra. Non abituarci alla sua presenza. Non considerarla inevitabile. Non pensare che non riguardi anche noi''.
Da qui il messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: ''La pace non è semplicemente qualcosa che abbiamo ricevuto. È qualcosa che dobbiamo meritare, custodire e consegnare''.

Proprio ai ragazzi il sindaco ha affidato un piccolo compito: cercare nelle proprie famiglie fotografie, lettere, nomi e storie di chi ha vissuto la guerra. Perché quando la guerra prende il volto e il nome di una persona della propria famiglia, la Storia diventa più vicina e si comprende meglio perché chi l’ha vissuta abbia desiderato così fortemente la pace.
A Rogeno sono intervenuti anche il dirigente scolastico Marco Magni e don Emilio Colombo. Il parroco, riprendendo una delle lettere scritte dai bambini, nella quale si parlava di una partita di calcio, ha proposto un’immagine semplice ma particolarmente efficace: nello sport si può vincere, perdere o pareggiare; la guerra è diversa, perché nella guerra perdono sempre tutti.

La commemorazione si è conclusa rinnovando il ricordo dei Caduti e, soprattutto attraverso la voce dei più giovani, l’impegno a fare memoria e a custodire e trasmettere il valore della pace.

Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Matteo Redaelli, il vicesindaco Isabella Viganò, il parroco don Emilio Colombo, il comandante della Stazione Carabinieri di Costa Masnaga, il comandante della Polizia Locale di Rogeno e Molteno, il dirigente scolastico Marco Magni e gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria.
Particolarmente significativo il contributo dei bambini, che hanno accompagnato la cerimonia con canti e numerose letture. Immedesimandosi nei combattenti e nelle loro famiglie, gli alunni della primaria hanno scritto e letto lettere dal fronte, trasformando la commemorazione in un concreto esercizio di memoria.

Il corteo ha raggiunto, come da tradizione, prima il monumento ai Caduti di Casletto e successivamente quello di Rogeno. In entrambe le tappe si sono alternati le letture degli alunni, l’Inno d’Italia e la benedizione, rinnovando pubblicamente il ricordo di quanti hanno sacrificato la propria vita.
A Casletto il sindaco Matteo Redaelli, nel suo discorso, ha ricordato che ''la pace non va data per scontata. La pace va costruita'' sottolineando come abbia bisogno di dialogo, istituzioni, diplomazia, collaborazione tra i popoli e, soprattutto, memoria.

Un richiamo particolarmente attuale in un tempo nel quale il rischio è quello di abituarci alla presenza della guerra, fino quasi a considerarla inevitabile o qualcosa che non ci riguarda direttamente. Per questo il primo cittadino ha richiamato una responsabilità collettiva: ''Non dimenticare quanto costa la guerra. Non abituarci alla sua presenza. Non considerarla inevitabile. Non pensare che non riguardi anche noi''.
Da qui il messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: ''La pace non è semplicemente qualcosa che abbiamo ricevuto. È qualcosa che dobbiamo meritare, custodire e consegnare''.

Proprio ai ragazzi il sindaco ha affidato un piccolo compito: cercare nelle proprie famiglie fotografie, lettere, nomi e storie di chi ha vissuto la guerra. Perché quando la guerra prende il volto e il nome di una persona della propria famiglia, la Storia diventa più vicina e si comprende meglio perché chi l’ha vissuta abbia desiderato così fortemente la pace.
A Rogeno sono intervenuti anche il dirigente scolastico Marco Magni e don Emilio Colombo. Il parroco, riprendendo una delle lettere scritte dai bambini, nella quale si parlava di una partita di calcio, ha proposto un’immagine semplice ma particolarmente efficace: nello sport si può vincere, perdere o pareggiare; la guerra è diversa, perché nella guerra perdono sempre tutti.

La commemorazione si è conclusa rinnovando il ricordo dei Caduti e, soprattutto attraverso la voce dei più giovani, l’impegno a fare memoria e a custodire e trasmettere il valore della pace.


















