Oggiono: medie in festa per la professoressa Righetti, premiata alla Maratona di New York
Un regalo per i quarant'anni, un sogno nel cassetto e una sfida che, fino a pochi mesi prima sembrava irrealizzabile. Maria Righetti, classe 1986 e docente di educazione fisica presso la scuola media dell’ICS Marco D’Oggiono, ha partecipato alla Maratona di New York 2026, conquistando un risultato di grande rilievo: con il tempo di 2h54’55” è stata la prima italiana amatoriale e la seconda italiana assoluta, alle spalle della professionista Giovanna Epis.
Non era la prima esperienza di Righetti sulla distanza della maratona: diciannove anni fa aveva già partecipato a una gara insieme alla mamma, al papà e al fratello. Questa volta, però, il palcoscenico è stato quello di New York, dove ha realizzato il sogno di correre una delle maratone più celebri al mondo. A regalarle questa avventura per i suoi quarant’anni è stato il marito, donandole l’occasione di realizzare un desiderio che custodiva da tempo. Ma la preparazione non è stata semplice.
Dopo un infortunio al bacino che l’aveva costretta a fermarsi per cinque mesi, tra fisioterapia, visite e lavoro per recuperare la condizione, il tempo a disposizione per allenarsi era rimasto pochissimo. Soltanto a fine luglio era riuscita a tornare a correre brevi distanze, mentre la maratona si avvicinava. Una vera rincorsa contro il tempo, resa possibile anche grazie all’aiuto di tante persone che l’hanno accompagnata nel recupero e nella preparazione.
Righetti, che si occupa di atletica e allenamento, insegna educazione fisica e segue ragazzi e adulti al Training LAB, oltre a collaborare per passione con l’Atletica Oggiono. La preparazione si è quindi intrecciata con gli impegni lavorativi e familiari, richiedendo una buona organizzazione e qualche sacrificio. Le occasioni per allenarsi vengono ritagliate durante la giornata: quando le lezioni non iniziano subito al mattino, dopo aver accompagnato i figli a scuola Maria approfitta del tempo a disposizione per correre, mentre nelle ore buche tra una lezione e l’altra cerca di inserire altri allenamenti. Anche i bambini, a volte, diventano suoi piccoli compagni di corsa, seguendola in bicicletta. Un equilibrio reso possibile anche dal sostegno del marito e dei genitori, fondamentali nel darle una mano a conciliare lavoro, famiglia e sport.
A New York, però, non è stato soltanto il cronometro a rendere indimenticabile l’esperienza. ''L’energia di New York è qualcosa che non si può spiegare. Va vissuta'' ha raccontato. Le strade chiuse al traffico, le migliaia di persone lungo il percorso, gli incitamenti, i canti, i balli e i concerti hanno trasformato la maratona in una grande festa collettiva. Maria si è lasciata trascinare da quell’atmosfera, senza partire con ambizioni particolari, ma trovando proprio nell’entusiasmo della città la spinta per andare oltre le aspettative. Gli ultimi chilometri sono stati impegnativi, ma il risultato finale è andato ben oltre quello che avrebbe immaginato.
A condividere l’avventura c’erano anche il marito, i figli e i genitori, con la mamma protagonista a sua volta di una gara: la 5 chilometri del giorno precedente, conclusa al terzo posto nella propria categoria. Un’esperienza vissuta insieme, tra emozioni che hanno accompagnato Maria dal ritiro del pettorale fino all’arrivo.
La soddisfazione è stata grande anche al ritorno in Italia. La dirigente scolastica Pierina Lucia Montella, a nome dell’intero istituto in cui Righetti insegna, le ha dedicato un messaggio di congratulazioni, definendo la sua determinazione, la costanza e la passione un esempio per gli studenti.
Al rientro a scuola, a Oggiono, la professoressa è stata accolta con una festa, fiori e un quadretto disegnato dai ragazzi, pensato come un piccolo trofeo per celebrare il suo risultato. Anche i vicini di casa hanno voluto farle trovare uno striscione per congratularsi con lei.
''New York non è stata solo una maratona. È stata energia pura, emozione e la scoperta di poter andare ancora oltre'' ha scritto Maria. Un risultato sportivo importante, ma soprattutto la realizzazione di un sogno che, dopo l’infortunio e le difficoltà della preparazione, sembrava ormai lontano, ma non impossibile.

Maria Righetti
Non era la prima esperienza di Righetti sulla distanza della maratona: diciannove anni fa aveva già partecipato a una gara insieme alla mamma, al papà e al fratello. Questa volta, però, il palcoscenico è stato quello di New York, dove ha realizzato il sogno di correre una delle maratone più celebri al mondo. A regalarle questa avventura per i suoi quarant’anni è stato il marito, donandole l’occasione di realizzare un desiderio che custodiva da tempo. Ma la preparazione non è stata semplice.


La docente a New York con la famiglia
Righetti, che si occupa di atletica e allenamento, insegna educazione fisica e segue ragazzi e adulti al Training LAB, oltre a collaborare per passione con l’Atletica Oggiono. La preparazione si è quindi intrecciata con gli impegni lavorativi e familiari, richiedendo una buona organizzazione e qualche sacrificio. Le occasioni per allenarsi vengono ritagliate durante la giornata: quando le lezioni non iniziano subito al mattino, dopo aver accompagnato i figli a scuola Maria approfitta del tempo a disposizione per correre, mentre nelle ore buche tra una lezione e l’altra cerca di inserire altri allenamenti. Anche i bambini, a volte, diventano suoi piccoli compagni di corsa, seguendola in bicicletta. Un equilibrio reso possibile anche dal sostegno del marito e dei genitori, fondamentali nel darle una mano a conciliare lavoro, famiglia e sport.


La mamma dell'insegnante, anche lei iscritta alla Maratona di New York
A condividere l’avventura c’erano anche il marito, i figli e i genitori, con la mamma protagonista a sua volta di una gara: la 5 chilometri del giorno precedente, conclusa al terzo posto nella propria categoria. Un’esperienza vissuta insieme, tra emozioni che hanno accompagnato Maria dal ritiro del pettorale fino all’arrivo.



Gloria Draghi


















