Sirtori: la storia dei caduti rivive grazie a Mariateresa Spreafico e alle sue ricerche

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L’importanza di ricordare chi c’è stato prima di noi per capire il presente. La memoria è stato il grande fil rouge dell'incontro svoltosi nella serata di giovedì 5 novembre a Sirtori in occasione delle celebrazioni per la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate caduta il 4 novembre. Un momento davvero toccante organizzato da Pro Loco, Biblioteca e Comune - che ha visto al centro i racconti di Mariateresa Spreafico, conosciutissima in paese per la sua passione per la storia che le ha permesso di andare a fondo sulle vicende legate al territorio. 
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La serata in scena giovedì sera in biblioteca a Sirtori

Se in alcuni comuni i caduti in guerra sono stati celebrati in modo tradizionale, ecco che Sirtori ha scelto di ricordarli facendoli conoscere meglio ai loro compaesani narrandone la storia e il sacrificio. La signora Spreafico è sempre stata affascinata dall’argomento e negli anni Ottanta e Novanta ha condotto una ricerca approfondita presso l’archivio di Como, ma non solo. I documenti non erano sufficienti a ricostruire le vite dei soldati caduti in guerra e così poco alla volta è riuscita ad arricchire le informazioni a sua disposizione grazie ai racconti dei famigliari e di chi quelle persone le aveva conosciute. Le storie diverse ma accumunate dalla dedizione per il proprio paese che ha portato una ad una fine tragica durante la Seconda Guerra Mondiale. Tanti dispersi in Russia, chi ha perso la vita sui Balcani, chi in un campo di lavoro, in molti sono partiti e non hanno più fatto ritorno. 
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''Io non sono una storica, questo non è il mio lavoro, ma la storia del mio paese mi ha sempre affascinato – ha detto Mariateresa Spreafico – mio fratello mi ha trasmesso la passione per gli alpini e poi ho iniziato a fare la mia ricerca andando negli archivi, recuperando documenti e cercando di dar loro un ordine. La parte più difficile è stata rintracciare le famiglie dei caduti, molte vivevano ancora a Sirtori ed ascoltare le loro storie è stato speciale, molti non c’erano più, ma chi ho trovato mi ha aperto le porte di casa e hanno fatto vivere la storia dei loro cari. In particolar modo mi aveva colpito una signora, suo fratello era partito per la guerra e non era più tornato, ma lei non l’aveva mai dimenticato. Erano passati anni e lei un po' per tenerlo in vita nel suo salotto aveva appeso un quadro gigantesco che lo ritraeva, era il suo modo per averlo sempre con sé''.
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La serata si è aperta con una piccola digressione sulla Grande Guerra e sull’impatto che ha avuto sul paese di Sirtori. Ad inizio secolo i sirtoresi erano circa un migliaio, molti dei giovani sono partiti per il primo conflitto mondiale salutando per sempre le loro famiglie. I nomi dei venticinque caduti sono ora impressi sul monumento posto di fronte al palazzo comunale posto nel 1980 in occasione del rifacimento della piazza.
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''Il monumento ai caduti di Sirtori è molto significativo ed è composto da due parti fortemente simboliche. C’è una grande spirale che rappresenta la vita che viene interrotta da una specie di lama che raffigura l’abbattersi improvviso della morte. Siamo abituati a vedere questo monumento ogni giorno, ma purtroppo non sempre ci chiediamo cosa rappresenta, credo che sia fondamentale conoscere la storia del nostro paese e di tutti coloro che non ci sono più'' ha detto Mariateresa Spreafico analizzando il monumento posto nella Piazza dedicata a Don Arnoldo Brioschi, il sacerdote sirtorese presente in paese durante la guerra e che ha tenuto la cronistoria del paese.
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Mariateresa Spreafico con il vicesindaco Tiziano Paschetto (a sinistra) e il consigliere Paolo Belletti

E' stata però la Seconda Guerra Mondiale ad essere al centro delle ricerche di Mariateresa Spreafico che ha scelto di parlare di ciascuno dei caduti, un modo per presentarli ai cittadini del presente. Una grande foto sbiadita mostra le immagini di quelle vite spezzate, nomi scritti a penna e documenti che spesso riportano errori dati dalla fretta e dall’incuranza. È qui che sono diventati fondamentali i racconti dei parenti, gli unici a conoscere veramente chi sono stati quei soldati, molti sono riusciti a mantenere una buona corrispondenza con le famiglie raccontando le atrocità della guerra, ma anche la speranza di riabbracciare i loro affetti in patria.
C’è chi invece è sparito, poche comunicazioni e solo la dicitura ''disperso in Russia''. E’ questa la fine che accomuna Giulio Bonfanti, classe 1913, Angelo Fumagalli, classe 1920,  Gaetano Fumagalli, classe 1919, Guido Fumagalli, classe 1914, tutti mandati sul fronte russo e tutt’ora privi di una sepoltura.
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Enrico Bonfanti (1917 – 1940) ha perso la vita sul fronte Albanese dopo essere stato ferito, così come Ambrogio Ghezzi (1912 – 1941) morto in Italia dopo aver girato vari ospedali. Anche Giuseppe Colombo (1914- 1944) era in Albania, poi considerato disperso dopo la deportazione in Serbia a seguito dell’armistizio. Paolo Negri era di istanza a Creta quando è stato imprigionato dalle forze nemiche, ha perso la vita in seguito al naufragio di una nave che lo stava trasportando, Pietro Sesana (1915 – 1944)  invece non è riuscito a sopravvivere dal campo di prigionia tedesca ed ora per lui a Sirtori c’è una pietra di inciampo. 
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Tante storie si intrecciano, tanti fronti su cui si è combattuto e tante frazioni da cui quei giovani combattenti sono partiti. Non sono però solo soldati quelli raccontati dalla signora Spreafico, sono uomini legati fortemente alla storia di Sirtori e della Brianza. C’è chi faceva il contadino, chi il barbiere, chi il tessitore, aveva un impiego nel salumificio Beretta, sono i rappresentanti di un’epoca che ci sembra così lontana, ma che fa invece riflettere sull’evoluzione di un paese che ha dovuto ripartire dopo ben due conflitti.
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Agostino Magni, Rinaldo Magni, Aldo Colombo e Marcello Tentori invece dalla guerra sono riusciti a tornare, ma non privi di gravi conseguenze. ''Sono tante storie dolorose, ma sono storie di uomini che fanno parte del nostro paese. Nonostante la grande sofferenza, Sirtori ha sempre risposto presente, i sirtoresi si sono sempre aiutati l’uno con l’altro fornendo supporto alle famiglie dei caduti e solidarietà. Credo che la bellezza di queste storie così tragiche sia proprio nel senso di unità, l’importanza di essere insieme e non dimenticare''. 
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Durante la serata è stata ricordata anche la tragedia alpina del 20 luglio 1954 quando durante un trasferimento da Passo di Legno a Passo Gavia un automezzo del Battaglione Bolzano è precipitato nel vuoto causando la morte di diciotto militari. 
L’evento ha visto la partecipazione del vicesindaco Tiziano Paschetto e del consigliere di maggioranza Paolo Belletti. Sirtoresi e non, sono stati fortemente colpiti dai racconti di Maria Teresa Spreafico, una serata dalle forti emozioni, ma anche un modo per ricordare la storia del paese tra fotografie, racconti e la voglia di non dimenticare.
G.M.
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