Casatenovo/5: il gruppo “Brianza bonsai' racconta la sua dedizione per le piante e per le piccole cose
"Fare bonsai è un piacere individuale, ma condividere con altri le proprie esperienze e farne tesoro è un modo per stimolare il nostro impegno": è con questo spirito che nel 1992 nasce il Brianza Bonsai, un'associazione amatoriale con lo scopo di ricerca, documentazione, informazione e diffusione nel settore della conoscenza e della pratica dell'arte "Bonsai" e "Suiseki", nei suoi variegati aspetti artistici, culturali e tecnico-scientifici.

Attualmente l'associazione, che conta circa 40 iscritti provenienti dalle province di Lecco, Bergamo, Como e Milano, organizza periodicamente degli incontri presso la sede operativa nell'oratorio maschile di Casatenovo con lezioni teoriche sull'illustrazione degli stili fondamentali, l'analisi di particolari essenze, le tecniche di impostazione, di rinvaso, di potatura ed esposizione, insieme a dibattiti su concimazioni e prevenzioni delle malattie, il tutto accompagnato da esercitazioni pratiche.
L'alto livello didattico fornito dall'associazione è garantito dalla presenza, tra i soci, di numerosi diplomati presso la Scuola d'Arte Bonsai e di personaggi di spicco come Aurelio De Capitani e Luigi Maggioni, conosciuti a livello internazionale per la naturalezza e l'eleganza degli esemplari che negli anni hanno saputo plasmare.
Per conoscere ed approfondire il complesso ed affascinante mondo dei bonsai abbiamo interpellato il presidente dell'associazione , Roberto Origgi.
- Com'è nata la vostra associazione e come si colloca nel panorama italiano del settore?
Abbiamo allestito la nostra prima mostra nel 1993, l'anno successivo alla fondazione dell'associazione, presso la Villa Greppi di Monticello, ottenendo un buon riscontro in termini di partecipazione dei visitatori; fino al 2007, in totale, abbiamo organizzato 16 mostre in Brianza.
Il gruppo di soci ed i lusinghieri apprezzamenti da parte di uno dei più noti esponenti del mondo bonsai quale il Maestro giapponese Hideo Suzuki, che ci ha tra l'altro onorati con la sua presenza durante la mostra tenuta a Villa Sommi Picenardi di Olgiate Molgora nel '99, collocano Brianza Bonsai tra le associazioni storiche che oggi costituiscono il Coordinamento delle regioni Piemonte e Lombardia: proprio per questo motivo il 18 e 19 ottobre ospiteremo presso Villa Greppi la decima mostra di coordinamento, alla quale parteciperanno espositori provenienti da Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Canton Ticino e da alcune regioni della Francia; è un grande onore per tutti noi poter organizzare ed ospitare questo importante evento diventando per un fine settimana il centro di questo piccolo ma immenso mondo del bonsai.
Organizziamo tutto questo auto-finanziandoci ed auto-tassandoci, non percepiamo nà© vogliamo contributi da parte di alcun ente: preferiamo che eventuali fondi vengano stanziati a favore di organizzazioni volontaristiche che operano nel sociale, e non a un gruppo come il nostro che si occupa di tutt'altro.
- Molte persone associano l'idea di un bonsai a quella di una pianta che soffre, costretta dall'uomo ad assumere una forma innaturale per soddisfare un capriccio. Cosa c'è di vero in questo luogo comune?
Assolutamente nulla, è una pura falsità . Non esercitiamo alcun tipo di costrizione sulle nostre piante, anzi, ad onor del vero tendiamo a "coccolarle" in maniera esagerata, a volte addirittura salvandole prelevando piante malate, danneggiate o cresciute in ambienti ostili. Le piante assumono queste particolari forme in seguito a lavori di potatura, ma senza soffrire: il bonsai deve riassumere tutti gli aspetti artistici senza però risultare artificioso, rimanendo il più naturale possibile per suscitare nell'osservatore sensazioni profonde. Deve essere una sorta di connessione fra lo spazio ed il tempo, fra simboli e natura per ottenere un'espressione dove tutto si fonde armonicamente verso la perfezione: il bonsai è lo sforzo di ricreare l'immagine di uno scorcio di natura che è nella nostra mente, è l'idea astratta di un vecchio albero che prende vita in un piccolo vaso e da quel momento in poi ci affianca nel nostro cammino.
- Quindi, sfatando un altro luogo comune che li vede come una semplice forma di giardinaggio, possiamo dire che i bonsai rappresentano un'arte?
Avvicinarsi al bonsai significa apprendere una tecnica di giardinaggio, maturata a lungo nei secoli alla luce di antiche filosofie orientali, densa quindi di rimandi culturali e il cui unico fine è l'arricchimento ed il benessere dello spirito. I primi documenti che testimoniano la presenza di queste piante risalgono al VI secolo dopo Cristo quando alcune popolazioni nomadi cinesi, avendo l' esigenza di trasportare delle piante in vaso, maturarono i primi rudimenti di potatura. Solo in un secondo tempo la tecnica sbarcò in Giappone, dove ebbe ampia diffusione fino ai giorni nostri divenendo addirittura parte rappresentativa della religione, divenendo esercizio spirituale e simbolo vivente dell'anima e della spiritualità del suo artefice.
In tutto ciò, l'unica regola generale è "l'amore per la natura avvicina l'uomo a Dio".

- Cosa rappresenta per voi, in ultima analisi, un bonsai?
Non è di sicuro un semplice albero in vaso: rappresenta un richiamo a vivere con pienezza la grandezza delle piccole cose che ogni istante la giornata ci può dare, un richiamo per essere presenti ora dimenticando il passato e l'ansia per il futuro, grazie ai nostri piccoli capolavori e seguendo con entusiasmo il passare delle stagioni e lo scandire del tempo mantenendo i ritmi della pianta e della natura, in netto contrasto con i ritmi umani della vita moderna.



















