Costa M.: l'arbitro Brusadelli si risveglia dal coma e ringrazia il collega Mattia Magni della Croce Bianca che ha prestato i primi soccorsi

Sta meglio Fabio Brusadelli, l'arbitro del CSI Lecco ricoverato da settimane a Verona per un improvviso malore che lo aveva

Fabio Brusadelli
(foto tratta dal sito Csi Lecco)
colpito lo scorso 17 settembre mentre si trovava a Bussolengo, per partecipare ad uno stage con alcuni colleghi.
A parlare sono i familiari in contatto quotidiano con Ester, la moglie di Fabio, trasferitasi temporaneamente a Verona per assistere il marito.
"Quando lo scorso 18 settembre ci hanno chiamato nel cuore della notte e siamo partiti alla volta di Verona, le condizioni di Fabio erano disperate; addirittura i medici ci hanno prospettato la possibilità di coma vegetativo e così lo abbiamo affidato anche alla Madonna''.
Progressivamente però, le condizioni del 52enne sono migliorate. ''Grazie alle cure dei medici dell'ospedale civile di Verona, che ringraziamo di cuore, è avvenuto il risveglio dal coma. Ora Fabio è stato trasferito dalla rianimazione all'unità coronarica e la degenza fra ospedale e centro di riabilitazione sarà ancora molto lunga...ma siamo ugualmente contenti''.
I familiari vogliono ringraziare Mattia Magni, lo studente e arbitro di Missaglia che ha prestato le primissime cure a Fabio Brusadelli, non solo attivando tempestivamente la macchina dei soccorsi, ma prodigandosi
Mattia Magni, volontario
della Croce Bianca e arbitro Csi Lecco
personalmente nelle manovre rianimatorie. Senza l'aiuto del giovane, volontario in Croce Bianca, forse il masnaghese non ce l'avrebbe fatta.
''Grazie da parte della famiglia anche al Presidente del CSI, ai compagni arbitri e a tutte le persone che costantemente chiedono notizie, con l'augurio che Fabio possa vincere la Sua partita più importante''.
Mattia Magni 20enne di Missaglia è volontario in Croce Bianca dall'inizio del 2009, mentre frequenta il corso arbitri del CSI dallo scorso dicembre. ''Il giorno in cui Fabio si è sentito male eravamo fuori dal villaggio e stavamo chiacchierando tranquillamente, lui stava benissimo. Ad un certo punto è impallidito e ha iniziato ad accusare dei problemi, fino a perdere i sensi. Sono intervenuto cercando di rianimarlo, nel frattempo che il personale sanitario del 118 stava arrivando. Ho continuato a prestare soccorso anche in presenza del medico. Fabio è stato intubato e portato in ospedale. Io e altri due arbitri lo abbiamo seguito, in attesa che arrivassero dal lecchese i familiari. Sono stati momenti frenetici e di preoccupazione. In queste settimane abbiamo mantenuto rapporti costanti con i familiari per avere notizie sulla sua salute. Sapere che ora sta meglio rende tutti noi felici'' ci ha raccontato il giovane.
G. C.
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