Galbiate: la biblioteca intitolata al professor Giuseppe Panzeri, storico e cittadino illustre

Politico, insegnante, studioso, storico, ma soprattutto un uomo che è stato per il paese un "esempio di instancabile laboriosità per il progresso della società galbiatese".


In tanti hanno voluto partecipare nella mattinata di domenica 20 novembre all'intitolazione della biblioteca civica di Galbiate alla memoria del professor Giuseppe Panzeri.

A destra una dedica che Adriano celentano ha fatto al professore


Il sindaco Livio Bonacina, insieme ai primi cittadini di Ello, Castello e Colle Brianza e all'assessore provinciale Gianluca Bezzi, hanno guidato il corteo che dalla chiesa ha raggiunto la biblioteca, dove le rappresentanze delle associazioni culturali del paese e il corpo musicale hanno accompagnato la cerimonia di intitolazione insieme ad un folto gruppo di cittadini.


L'assessore alla cultura Elisa Foti ha sottolineato l'importanza di ricordare un professore e una grande studioso nella giornata dedicata ai diritti dei bambini, ma allo stesso tempo di un uomo dotato di una grande umanità. A scoprire la targa dedicata al professore sono state le sorelle, presenti insieme al nipote Stefano e ad altri familiari che hanno fatto un dono grande alla biblioteca.

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"Ci hanno lasciato diverso materiale tra manoscritti, dattiloscritti, appunti per le sue opere, fotografie" ha spiegato il direttore della biblioteca Marco Rotta. "Una ricchezza che vorremmo digitalizzare e rendere accessibile a tutta la popolazione. I presidenti passano, i professori rimangono".


La figura del professor Giuseppe Panzeri è stata "raccontata" presso l'auditorium del paese nella serata di venerdì 18 novembre, attraverso aneddoti e ricordi di chi lo ha conosciuto. Egli è stato professore, musicista e studioso di musica antica, politico dal 1960 al 1988, sindaco di Galbiate dal 1970 al 1980 e dal 1985 al 1988, consigliere provinciale negli stessi anni, assessore a Colle Brianza dal 1990 al 1995, presidente del Consorzio Parco Monte Barro dal 1983 al 2008.


"Mi ha insegnato l'importanza del rispetto in campo politico, al di là delle divergenze di opinione" ha spiegato Bonacina. "Da lui ho capito che non si può progettare il futuro senza la conoscenza del passato, è stato in grado di far conoscere i valori del nostro paese, onorandone il nome e la fama. Non possiamo che ringraziare questo illustre cittadino".


Il presidente del Parco Monte Barro Federico Bonifacio ha ricordato il grande impegno del professore verso l'ente. "Era un uomo cordiale, semplice nonostante la grande cultura, cui è stato assegnato il premio del "S. Nicolò d'oro" postumo. Ha seguito tutte le fasi della nascita del Consorzio, dall'approvazione dello Statuto nel 1974 alla nascita del Parco regionale nel 1983, fino alla creazione del Museo etnografico dell'Alta Brianza nel 1991 e al sito di interesse comunitario nel 2003. Ho avuto la grande fortuna di vederlo all'opera".

I familiari del professore insieme a Don Enrico


Ha parlato di un "umanismo paesano" del professor Panzeri il collega Virgilio Longoni, invitato a scrivere l'introduzione di uno dei suoi libri. "L'esperienza di Panzeri non è ripetibile, era un uomo che pur provenendo dal mondo contadino ha sviluppato una cultura e studi tali da potere analizzare quella realtà e scriverne".


Molto sentito è stato anche il ricordo di Don Enrico Panzeri, che ha preso il via dalla lettura di una pagina dedicata alla storia dell'asilo in paese in cui il professore racconta uno stralcio della sua infanzia. "Descrive un bambino che scappava dalle prepotenze dei compagni per trovare pace nell'habitat di cielo, terra e i contadini al lavoro. Era un animo delicato, ricordo il suo lungo lavoro di ricerca d'archivio nonostante il freddo, la sua memoria visiva e l'aiuto che dava agli studenti nella ricerca. Ho insistito personalmente perché nel libro mettesse la pagina della sua infanzia, perché lì emerge l'importanza dell'habitat in cui egli è cresciuto, che ha contribuito a renderlo la persona che era. Galbiate sarebbe meno Galbiate senza di lui".

Il nipote Stefano, Marco Rotta e Elisa Foti

Da sinistra il senatore Antonio Rusconi, il sindaco Livio Bonacina,
Stefano Golfari, Federico Bonifacio e Virgilio Longoni

 

 

R. R.
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