Missaglia: sede del Giudice di pace inserita nell'elenco di quelle soppresse dal governo

Il Giudice di Pace di Missaglia
La notizia circolava già da diverso tempo e nei giorni scorsi è arrivata l'ufficialità. La sede del giudice di pace di Missaglia, ospitata presso Palazzina Teodolinda, rientra nell'elenco di quelle ''soppresse'' dal Governo Monti.
La decisione è contenuta nello schema di decreto legislativo approvato dal consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 16 dicembre.
Sulle pagine del sito del Ministero della Giustizia, solo qualche giorno fa sono stati pubblicati i testi dello schema di legge, unitamente a nome e numero degli uffici soppressi.
Ebbene scorrendo l'elenco, tra le sedi da ''cancellare'' figurano per la provincia di Lecco quelle di Missaglia e di Bellano. Spostandoci invece nella vicina provincia monzese, a ''sparire'' sarà l'ufficio del giudice di pace di Desio e nell'area comasca quelli di Cantù, Erba e Menaggio.
Una notizia che come dicevamo, era già nell'aria; tuttavia si sperava che, in virtù dell'ingente carico di lavoro di cui gode la sede di Missaglia, che non può certo essere definita un ''ramo secco'', il Ministero avrebbe potuto, in considerazione proprio di questo fattore, escluderla dall'elenco di quelle da ''sopprimere''.
Ad oggi, nonostante la pubblicazione del decreto e dell'elenco delle sedi colpite da questo provvedimento, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta all'amministrazione comunale di Missaglia, come conferma il sindaco Rosagnese Casiraghi. ''Abbiamo saputo della pubblicazione del decreto, ma ai nostri uffici non è arrivato ancora nulla. Pensavamo che la sede missagliese potesse essere esclusa dal provvedimento, dal momento che funziona bene e che il lavoro dell'ufficio è parecchio. Sappiamo che il decreto concede ai comuni la possibilità di richiedere il mantenimento della sede, a patto che siano loro a farsi carico delle spese di funzionamento dell'ufficio. Non so quale comune, in un momento di crisi come questo e con il patto di stabilità da rispettare, potrebbe decidere di accollarsi una spesa di questo genere''.
Il destino dell'ufficio di Palazzina Teodolinda sembra ormai segnato. L'unica speranza di evitarne la soppressione, è che il Governo riveda la decisione applicando con più precisione e maggiore chiarezza i criteri di valutazione espressi nella stessa relazione illustrativa dello schema di decreto. Restano inoltre da chiarire le tempistiche legate alla chiusura della sede.

Per visualizzare l'elenco delle sedi soppresse CLICCA QUI
G. C.
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